17
novembre


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Italia – Italia brutta perché Brunel non allena la difesa? Continuiamo così, facciamoci del male. By Giorgio Sbrocco

Non perché è collaboratore (la sua, come si legge nei titoli di coda di certi film, è una partecipazione amichevole. Che sta per: non retribuita) di questo sito. Ma perché si tratta di uno dei tecnici più capaci e preparati che ci siano al mondo. E sentire in giro che sta per essere messo sul banco degli imputati, sul tavolaccio del presunto colpevole, per le poco esaltanti prestazioni della nostra Nazionale…suona, prima di tutto,  come un insulto e un attentato al buon senso. Oltre che essere affermazione assolutamente gratuita che fa a pugni con la logica dei fatti. Riassumendo: siccome con l’Australia, che ne aveva fatti una trentina alla Nuova Zelanda e una quarantina ai Pumas in casa loro, ne abbiamo presi 50, significa che non sappiamo difendere . E siccome sette giorni dopo ne abbiamo subiti 31 dalle Fiji (che per 50 minuti su 80 non hanno giocato in 15), la ragione non può essere che una: è Brunel che la difesa non la sa proprio allenare. Tanto si legge sulla carta stampata di questi gironi e così si trova analizzato e spiegato il non felicissimo momento della Nazionale su siti variamente connotati e informati. Per non parlare delle chiacchiere da bar. Quelle secondo cui “è ora che l’Italia la alleni un italiano” perché “i tanti stranieri che ci hanno provato ci hanno dato molto meno di quanto  avremmo potuto aspettarci da gente così profumatamente pagata…”. Il bla bla del “Io di rugby non ne capisco molto, però…” è praticamente infinito.  E si alimenta (mica solo nel rugby, dappertutto!) di pesanti sconfitte e di vittorie poco esaltanti come quella di ieri a Cremona. Niente di nuovo sotto il sole. Nel nostro ambiente c’è in giro gente che ritiene che un centro come Nemani Nadolo sia arrivato in Nazionale in quanto cugino di Lote Toqiri e fratello di Chris Kuridrani, non perché possiede una certa quota di (buona) tecnica esecutiva e discrete competenze atletiche, oltretutto “impiantate” in 195 cm di altezza e 125 chili di peso (forma!). E che uno così, con un allenatore capace di insegnare a difendere, si ferma prima che faccia danni! Sono gli stessi convinti che Napoleoni Nalaga sia una delle tanti al che girano per lo sterminato Barnum ovale, che Metuisela Talebula sia un estremo come se ne trovano a pacchi nelle serie inferiori e che giochi in Top14 solo per una questione di “quote razziali”. Vogliamo continuare?  Serenaia Bai, apertura 35enne che si guadagna da vivere giocando a rugby a Castres è, secondo qualche genio, un “giocatore atipico e ormai sul viale del tramonto” e il suo collega di reparto, il mediano di mischia Nemia Kenatale “vale tutto sommato pochino, gioca nella seconda divisione dell’ITM Cup dalle parti di Dunedin con Southaland…”. Avrei anche altre chicche sul mio taccuino, ma evito di usarle. E chiudo ricordando a tutti coloro che hanno deciso di mettersi in coda per farsi la tessera del nuovo partito che si chiamerà “Brunel a casa, vogliamo uno che di difesa ci capisca davvero” o qualcosa del genere, che i canoni della distribuzione dei giocatori sul campo attualmente in uso presso tutte (tutte!) le Nazionali del mondo, in pratica i fondamentali dell’organizzazione difensiva, sono diretta emanazione del lavoro di Jaques Brunel quando faceva parte del settore tecnico della Nazionale francese. “Lavoro” inteso come: materiale pubblicato a sua firma. In giro dovrebbero essercene ancora alcune copie. Varrebbe la pena darci una letta prima di spararle troppo grosse.
Giorgio Sbrocco

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