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ottobre


Rugby femminile – Vietato scandalizzarsi: fare rugby femminile in Italia è difficile per tutti. By Giorgio Sbrocco

Sembra che siano stati in molti (?) domenica sera a scandalizzarsi per i quasi 200 punti subiti dalle ragazze del Rugby Gerundi (Cassino) contro Monza e per i 95 che la Benetton Rosa ha rifilato al Cus Torino. Ognuno, nella vita, sceglie per cosa scandalizzarsi. Chi scrive, se proprio deve dire qualcosa di un campionato oggettivamente poco seguito e conosciuto ma che esprime una Nazionale capace di farsi rispettare al Sei Nazioni,  giudica poco sensate le penalizzazioni che dopo due giornate pesano già come macigni sulle classifiche dei due gironi. Passi per quella (Colorno) dovuta all’impiego di una giocatrice minorenne sprovvista del permesso scritto dei genitori. Si potrebbe obiettare che se a 16 anni si possono ordinare alcolici al bar e comprare sigarette dal tabaccaio…Ma poco comprensibili (nella sostanza, non nel merito che è quello di una norma  - l’obbligatorietà dell’attività giovanile - che al rugby italiano maschile ha fatto solo del bene) sono i punti tolti per “la mancata partecipazione all'attività obbligatoria categoria Under 16” nella stagione precedente al campionato. Nulla che possa essere contestato in punta di diritto, sia chiaro! Ma una norma che il buon senso vorrebbe abrogata in tempi brevi. O, quantomeno, sospesa per qualche anno, facciamo: 10. Lo stresso dicasi per il numero minimo delle giocatrici in campo: derogare sarebbe una buona cosa. Per il resto: troppo facile parlar male di chi, fra mille e più difficoltà, cerca di dare sostanza e credibilità a un movimento femminile legato a uno sport che è di nicchia e minore anche nella sua “versione uomo”. Siamo seri, per favore!
Giorgio Sbrocco

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Commenti (1) -

Italy fulvia d'addezio:

Più che un commento intendo condividere l'articolo.grazie

15/10/2013 21:06:00 #

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