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ottobre


Heineken cup – Le sconfitte italiane, la bella prova di Calvisano e il futuro: quale? By Giorgio Sbrocco

Perdere, a volte, serve, aiuta a crescere. Continuare a perdere: no. Fin qui la logica e il buon senso ci arrivano da soli, senza bisogno di grandi e illuminate consulenze. A ogni riapertura stagionale delle Coppe europee tocca cimentarsi in qualche sensata riflessione intorno al fatto che, di tanto (spesso) o di poco (a volte) le italiane di Heineken e di Amlin Challenge: perdono. Quest’anno la regola è stata ancora una volta rispettata: con l’eccezione di Calvisano che ha pareggiato (in verità: quasi vinto) con Brive. Un risultato di assoluto prestigio, che premia il comportamento di una squadra che ha dato tutto e ha sfiorato l’impresa. A poco vale la biliosa osservazione di quanti, subito dopo il 20-20 del San Michele, sono andati a spulciare la formazione della squadra francese che il sabato precedente aveva annientato (34-0) Castres, per annunciare al mondo che…”di quelli (che avevano battuto i campioni) a Calvisano ce n’erano in campo solo due: il capitano tallonatore e una terza linea”. Il pareggio resta e le madonne “cavate” in tribuna quando Haimona ha sbananato al lato la palla del possibile 23-20 a tempo scaduto: pure. Per il resto, è bene operare qualche distinguo: Treviso con Montpellier ha pagato una certa indisciplina ma (per dirne una), ha dato lezione di assetto in chiusa e di organizzazione difensiva e le Zebre (tanto, e il più delle volte ingiustamente, vituperate in quanto franchigia che pesa finanziariamente sul bilancio federale) a Tolosa hanno subito un passivo assolutamente in linea con il valore dell’avversario, che già altre volte in campionato e non solo, ha distaccato di 30 punti la controparte. È vero:  le 90 pappine prese in casa da Viadana e quota  - 50 superata in trasferta da Prato e Mogliano non sono dati da inserire nella colonna delle “cose buone”. Ma fotografano una situazione che, al momento, niente e nessuno è in grado di cambiare (in meglio). Qualcosa sicuramente occorre fare, ammesso e non concesso che nel prossimo futuro il rugby italiano mantenga 4 posti in Amlin. Interessante la proposta di Grillotalpa su Onrugby che propone: Eccellenza a dieci squadre: “leghiamo” cinque squadre a Benetton Treviso, altre cinque alle Zebre e i ko in Challenge Cup con il tempo cominceranno a diminuire sia i termini numerici che qualitativi. Favorevoli o contrari? Vietato astenersi.
Giorgio Sbrocco

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