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luglio


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Italian League Eccellenza – Tre retrocessioni sono tante. Troppe? By Giorgio Sbrocco

In attesa che il consiglio federale  di venerdì a Napoli deliberi sulla composizione del prossimo lotto delle squadre partecipanti al campionato di Eccellenza (e che faccia chiarezza circa l’ammissibilità o meno di una formazione parmense, non necessariamente denominata Crociati), c’è un aspetto della questione che nessuno, al momento, sembra considerare rilevante. Si tratta della disposizione per cui la prossima stagione del massimo campionato, dovendo essere l’ultima prima del ritorno al format a dieci, prevede tre retrocessioni. Si tratta, a ben vedere, di un unicum a livello planetario. Un torneo a 12 squadre con formula all’italiana (round Robin) con partite di andata e ritorno che si concluda con tre retrocessioni è una competizione che rischia di essere falsata dall’enormità del rapporto concorrenti/retrocessi. Tale rapporto definisce le probabilità percentuali che una squadra partecipante a un campionato ha di poter retrocedere al termine della stagione. Pur trattandosi di una “una tantum” prevista in via straordinaria e solo per l’annata 2013/2014. La sproporzione di fondo rimane. E non si tratta di poca cosa.  Confrontando i dati sotto riportati si noterà come, ad esempio, una squadra iscritta ala campionato di Eccellenza ovale ha (esattamente) quattro volte le probabilità di retrocedere rispetto a una del massimo campionato di basket, il doppio rispetto ai colleghi del volley e consistenti distacchi nei confronti delle altre discipline.
Rugby Eccellenza – 25 (4/12)
Calcio serie A – 15 (3/20)
Calcio serie B – 18 (4/22)
Calcio 1° div. – 16.7 (3/18)
Calcio 2° div. – 16.7 (3/18)
Basket serie A – 6.25 (1/16)
Pallavolo serie A  - 14.3 (2/14)

Per paradossale che possa sembrare, l’ipotesi di un’Eccellenza a 11 squadre (senza Parma e senza Pro Recco che si è detta disponibile al ripescaggio e due sole retrocessioni) ristabilirebbe gli equilibri perché l’indice, ricalcolato sulla mutata consistenza delle partecipanti, si fermerebbe poco sopra quota 18. La serie B del calcio, tanto per intendersi.
Giorgio Sbrocco

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Commenti (2) -

Italy Alessandro:

I parametri per la presenza al campionato d'Eccellenza sembrano diventati un muro non facilmente valicabile da molte, troppe società. Vi si ambisce ma poi il prezzo da pagare per parteciparvi (tra costi d'iscrizione, monte stipendi ed altro) è spesso inaffrontabile. Ed allora si vedono aberrazioni come dei ViceCampioni d'Italia sepolti da lodi arbitrali ed a rischio iscrizione, un Calvisano che dopo un mese dallo Scudetto si autoretrocede di due categorie per ragioni economiche(ne son tifoso), il glorioso e già mille volte rinato Parma che getta nell'inferno l'altrettanto gloriosa(oramai solo nel nome)L'Aquila salvo poi, un mese dopo, non avere i requisiti per partecipare ad un torneo, società che pur di sopravvivere attaccate ad un respiratore si fondono o dichiarano fallimento per poi rinascere come l'Araba Fenice in entità ignote, ecc... Questo per dire che le retrocessioni non sono mai auspicabili ma spesso non lo sono nemmeno le salvezze... Sfoltire, anche se di molto, chi non ha dei requisiti economici (considerando che l'Eccellenza dev'essere una fucina per i giovani in ottica Nazionale e non un ambizione ad ogni costo) non lo vedo drammatico e credo non lo sia nemmeno per chi subisce questa presunta onta. Pochi team sani e competitivi e basta società derelitte! Per tutte le altre: meno gloria e più scuola. Saluti

17/07/2013 12:06:04 #

Italy giorgio:

Assolutamente d'accordo. La salute, soprattutto finanziaria, prima di tutto. La mia osservazione era esclusivamente di metodo: una retrocessione ogni quattro squadre iscritte è un indice groppo alto, improponibile. E infatti non ha precedenti in alcuna disciplina di squadra. Detto questo: massimo campionato a 8 e solo partite molto combattute.
gs

17/07/2013 14:32:05 #

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