21
giugno


Italia – Parla il capitano prima della sfida conclusiva con la Scozia. By Giorgio Sbrocco

 Dal Sandton Sun Hotel di Johannersburg, alla vigilia del match di Pretoria contro la Scozia, la parola al capitano dell’Italia Sergio Parisse: “E’ stato un tour in cui ci siamo espressi al di sotto delle aspettative e non sarà l’esito della partita contro la Scozia a cambiarne l’esito. Di certo, da parte nostra, c’è la volontà di finire nel migliore dei modi, esprimendo ed imponendo il nostro rugby come abbiamo dimostrato di saper fare anche contro grandi squadre, a volte vincendo, a volte andando vicini al successo. Penso alla partita di Twickenham, alle vittorie su Francia ed Irlanda che hanno dato un segnale forte a due squadre che ritroveremo nel girone della Rugby World Cup 2015. Indipendentemente dal risultato di domani, dalla vittoria o dalla sconfitta, quello che ritengo più importante sarà come la squadra saprà esprimersi. Mi auguro di rivedere prestazioni simili a quelle degli ultimi mesi” ha dichiarato il numero otto dell’Italia.
Un bilancio conclusivo del 2012/2013: “E’ l’ultimo appuntamento di una stagione lunga, ma le motivazioni sono e devono essere le stesse di ogni altra partita. Quando si indossa la maglia azzurra le motivazioni e la voglia di fare bene non possono che essere forti, soprattutto perché ai Mondiali mancano due anni ed ogni gara è un’opportunità per mettersi in mostra, per dimostrare di meritare di far parte del gruppo”.
Riguardo al Tour in Sud Africa: “Questo tour, con due sconfitte pesanti, non è andato nel migliore dei modi ma, per come abbiamo giocato, per come ci siamo espressi, i risultati sono giusti. Come ho detto non sarà la gara con la Scozia che cambierà il bilancio del tour, ma sicuramente vogliamo finire con una nota positiva, dimostrando quelle che sono le nostre qualità”.
Sull’avversario di domani: “La Scozia è una squadra che conosciamo bene, capace di migliorarsi ogni anno e che nel Sei Nazioni non ha raccolto quanto avrebbe meritato, finendo comunque terza davanti a noi. Gioca un buon rugby, ama avere il possesso, attaccare molto ed anche se ha avuto qualche infortunio e schiera un gruppo giovane ha dimostrato, anche contro il Sudafrica, si poter mettere in difficoltà grandi avversari. C’è da parte nostra il desiderio da parte nostra di chiudere bene la stagione contro un avversario che ha dimostrato tutta la propria solidità”.
Sulle critiche e le accuse di scarso impegno del dopo-Samoa: “Non credo che la gara con Samoa sia andata come è andata per mancanza di carattere, questo è lo stesso gruppo che ha saputo cogliere risultati importanti al Sei Nazioni ed anche se non deve essere un alibi credo che le ultime prestazioni possano anche avere a che fare con una certa stanchezza di fine stagione, comune comunque anche alla Scozia ed a tutte le squadre del nostro Emisfero. Con Samoa abbiamo avuto un buon possesso, non sfruttato come avremmo dovuto, mentre loro hanno capitalizzato molto più di noi e le loro mete, nel secondo tempo, hanno finito per tagliarci le gambe. Abbiamo mollato nel finale e questo non è quello che mi aspetto che accade, domani contro la Scozia dovremo essere molto più efficaci sui punti d’incontro e su questo aspetto abbiamo lavorato molto in settimana”
Sull’Italia di domani a Pretoria: “Quando questa squadra scende in campo determinata e convinta, ha già dimostrato di poter raggiungere risultati importanti contro ogni avversario. Dobbiamo ancora trovare continuità, questo è sicuramente un nostro limite che è già emerso in passato, ma domani mi aspetto un’Italia che, al di là del risultato, saprà mostrare il proprio rugby fatto di voglia, aggressività e combattimento. Il risultato sarà una conseguenza di quello che metteremo sul campo” .
Giorgio Sbrocco

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