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marzo


Italian league Eccellenza – 10 domande a Pasquale Presutti (Fiamme Oro). By Giorgio Sbrocco

Pasquale Presutti e le scommesse vinte. Due anni fa lo scudetto con il Petrarca conquistato nella finale giocata al Battaglini contro il Rovigo, oggi sulla panchina delle Fiamme Oro partite per salvarsi e salve da un paio di mesi.

*Come vanno le cose dalle parti di Fiumicino (sede del centro sportivo della squadra della Polizia di Stato)?
-Bene nel complesso. Una volta che ci si abitua al vento...Ma bene e soprattutto per il clima che si respira all'interno della squadra.

*Una squadra di giovani...
-Alcuni di grande talento, molti di indubbie potenzialità. Lavorare con loro è un'esperienza che arricchisce. L'allenatore recupera la sua dimensione di insegnate e si confronta con una serie quasi quotidiana di conquiste e di passi avanti.

*Primo anno di Eccellenza per le Fiamme, che campionato ha trovato?
-Spaccato in tre tronconi principali, come testimonia la classifica di questo inizio di girone di ritorno. Tre squadre decisamente superiori al resto del gruppo, altre tre che si contendono il quarto posto che vale i play off e dietro: noi, San Donà, Lazio, Reggio Emilia, L'Aquila e i Crociati ancora di visi in due sottogruppi. L'equilibrio non manca. Noi abbiamo battuto Prato e fatto il bonus a Padova.

*Ci sono tre venete che si contendono l'ultima poltrona per le semifinali scudetto. Chi la spunterà?
-Il cuore e i tanti ricordi che mi legano a quella che ancora oggi è la mia città (Padova, ndr) mi fanno dire Petrarca. Ma il Mogliano mi pare più attrezzato. Molto dipenderà dal calendario. A occhio il Petrarca mi pare ne abbia uno migliore della concorrenza.

*Delle tre formazioni di testa che ha affrontato quale le è parsa la meglio attrezzata?
-Il Calvisano del mio amico Andrea Cavinato. Ha una mischia molto affidabile e consistente. Ma soprattutto ha in squadra Paul Griffen. L'unico giocatore di tutto il campionato in grado di determinare il risultato. Non solo fa giocare bene la sua squadra, ma è anche capace di far giocare male gli avversari. Un vero fuoriclasse. Del Viadana mi piace l'organizzazione del gioco, davanti è un po' leggerino ma ha buone strutture di gioco e esperienza in tutti i reparti. I Cavalieri Prato non sono continui nel loro rendimento. Molto dipenderà da come arriveranno alla fase decisiva del campionato.

*Nell'anno delle aperture italiane, qual è quella che l'ha impressionata maggiormente?
-La mia! Carlo Canna da Benevento, classe 1992. Sa essere lucido anche sotto pressione, usa discretamente i piedi, è un buon attaccante e un difensore molto rigoroso. Se saprà trovare le giuste motivazioni per impegnarsi nel quotidiano lavoro di affinamento delle competenze specifiche potrà andare lontano.  Un altro elemento che io considero di grande spessore tecnico è il mio mediano di mischia Nicola Benetti. Ha 28 anni e talento da vendere.

*Le Fiamme giocano e si allenano su un campo sintetico. Cosa ne pensa, potrà essere questo il fondo del futuro?
-Sì. Per uno della  mia generazione l'idea che si possa fare un campionato senza mai dover finire a mollo nel fango con i n mano un pallone che non ne vuol sapere di essere controllato è un sogno! In  Eccellenza i sintetici sono ancora pochi, mi auguro che aumenti il loro numero. Ne guadagnerebbe la qualità complessiva della prestazione, oltre che lo spettacolo.

*Un pronostico sulla finale scudetto 2013?
-Mi allineo alla stragrande maggioranza dei pronostici e dico Viadana-Calvisano. Trattandosi di partita secca dico Calvisano. Su una serie di tre non sarei così sicuro

*L'Eccellenza è un campionato per giovani  emergenti?
-Lo è diventato per forza di cose. È vero che ci sono in giro ancora dei trentenni più che affidabili e di qualità, ma la tendenza dei miei colleghi allenatori mi pare sia di dare spazio ai giovani. A patto che siano buoni davvero e che dimostrino disponibilità al lavoro. E anche un po'di umiltà che non guasterebbe.

*Crociati Parma e L'Aquila, chi si salverà?
-E lo chiede a un abruzzese nato a Trasacco? L'Aquila, ovviamente! Lo dico con il cuore più che con il cervello, in verità. Stefano Bordon sta lavorando molto bene a Parma e il calendario pare favorirlo. Sarà un arrivo in volata. Magari a decidere sarà un episodio.

Giorgio Sbrocco

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