09
marzo


Six Nations – Sergio Parisse scalpita e ha voglia di scendere in campo. “C’è sempre la possibilità di vincere”. By Giorgio Sbrocco

Parla Sergio Parisse,dal ritiro azzurro di Egham, alla vigilia di Inghilterra-Italia e parte dal personale: “Sono stati quindici giorni molto lunghi per me, non vedo l’ora che arrivi domani per poter scendere in campo. Motivato? Come non esserlo quando sfidi la squadra più in forma del Sei Nazioni a casa propria? Per me e per tutti i compagni è un grande stimolo sfidare l’Inghilterra a Twickenham: punto a giocare la mia miglior partita in questo Torneo”. 
Sugli 80’ di domani: “E’ vero che a Twickenham, in passato, non siamo mai riusciti ad esprimerci al meglio ma non credo sia un problema di soggezione nei confronti di un impianto storico. Credo sia più logico dire che, a casa propria, l’Inghilterra è difficile da battere per chiunque. Ecco, domani dovremo pensare solo a noi stessi, al nostro gioco, senza farci distrarre dal contesto. Veniamo da due partite molto brutte contro Scozia e Galles, da parte nostra c’è la voglia di riprendere la strada intrapresa con la vittoria contro la Francia. Sfidare i migliori e farlo a casa loro è l’occasione ideale per provarci”.
Sulla possibilità di uscire vittoriosi da tempio del rugby inglese: “C’è sempre una possibilità di vincere e del resto prima della partita contro i francesi, che arrivavano da un novembre brillante e sembravano candidati al Grande Slam, in pochi avrebbero scommesso su una nostra vittoria. Invece noi abbiamo vinto e la Francia è ultima in classifica. Sicuramente domani non abbiamo molte chance di vincere, ma non regaleremo nulla all’avversario e, se c’è una partita che dobbiamo giocare alla grande è quella di domani. Se non dai il massimo contro gli inglesi a casa loro, rischi davvero una brutta figura. Nessun pronostico, vedremo alla fine: se loro giocheranno come sanno potranno vincere. Diversamente, vedremo…”.
Sulla difficoltà degli Azzurri quando giocano fuori casa: “Non è un mistero che ci sia una differenza di rendimento, per noi, tra casa e trasferta. In questi anni, se si eccettuano le vittorie sull’Argentina, il pareggio di Cardiff nel 2006 e la singolare vittoria di Murrayfield nel 2007, fuori casa non abbiamo raccolto molto. Credo sia un problema legato ad una inconscia mancanza di serenità quando si gioca fuori casa, solo le grandi squadre riescono ad imporre il loro gioco anche in trasferta ed è qualcosa che dobbiamo cominciare a fare se vogliamo diventare anche noi una squadra di primo piano. Non ci sono spiegazioni tecniche per questa differenza di rendimento, speriamo che da domani questa tendenza si modifichi”.
I numeri dicono di un’Italia in crescita: “Statistiche alla mano siamo migliorati in ogni area del gioco rispetto al passato. E’ confortante, ma non fa vincere le partite. In settimana abbiamo lavorato sia sulle cose che non hanno funzionato contro Galles e Scozia, sia sulle cose che abbiamo fatto bene: dobbiamo migliorare dove siamo deficitari e mantenere qualità nei nostri punti forti. Soprattutto, sarà capitale migliorare nella gestione del gioco e nel gioco al piede”
Sui cambi operati dal ct nella formazione di partenza: “Credo che i tanti cambi apportati da Brunel siano una buona mossa, soprattutto credo sia logico fare turn-over in vista della partita contro l’Irlanda e per vedere dal primo minuto giovani come Furno e De Marchi in un contesto difficile come quello di Twickenham. Sicuramente per loro è una grande opportunità, sono sicuro che daranno il massimo”.
Giorgio Sbrocco

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