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febbraio


Six Nations – Pagelle: si salvano Zanni, Vosawai e Brunel nell’Italia sconfitta dal Galles a Roma. By Giorgio Sbrocco

Voti positivi a questa Italia è difficile darne, anche tenendo gli occhi un po’chiusi, sorvolando su alcune palesi inadeguatezza individuali e volendo evitare di infierire.
Zanni – L’uomo di ferro del rugby italiano (46 test consecutivi!) è come la grappa della sua terra d’origine: dura e sincera. Contro il Galles si segnale per l’enorme lavoro in rimessa laterale e per la puntualità nei sostegni e nelle coperture. Ne avessimo una decina di giocatori come lui! Purtroppo non è un modello molto comune. Voto: 8
Vosawai – Qualche sciocco dirà che l’assenza di Parisse si è sentita e che il suo sostituto non è stato all’altezza. Noi azzardiamo che il capitano non avrebbe potuto fare di meglio. Bravo Manoa! Voto 8
Castrogiovanni & Lo Cicero – Il capitano, alla fine, lancia velate (mica tanto) accuse all’arbitro in tema di linearità dei giudizi. Il Barone si segnala per almeno quattro pessimi ingaggi contro il suo omologo Adam Jones. Quando si gioca sotto la pioggia l’unica cosa cui non si può rinunciare è la stabilità della mischia ordinata. L’Italia ne ha avuta poca. Troppo poca! E stupirsi non serve a nulla. O è colpa dell’arbitro? Ma per favore! Voto: 5
Burton – Non è Dominguez, non lo sarà mai. Ma purtroppo per noi non è e non sarà mai neanche Biggar. Un oche in giro passa per essere un “regional” ma che in campo ha fatto vedere che il suo mestiere lo conosce e bene. Il piede di Burton (piazzola a parte) è davvero poca cosa. E oggi il piede serviva come il pane. Sulla meta di Davies è anche sfortunato Voto: 5
Gori – Ha difficoltà a governare i possessi. Gioca tutti i palloni come se fossero uguali. Oltretutto su ritmi non sempre elevati. Un paio di sbadilate di palta recapitate al povero Burton e alcuni errori esecutivi davvero gravi. Voto: 5
Benvenuti – Pare diventato l’oggetto misterioso del rugby italiano. Chi lo ricordava reattivo e pronto ad adattarsi a tutte le situazioni tattiche fatica a riconoscerlo. In apertura di ripresa non segna una meta che (ostruzione o non ostruzione) avrebbe dovuto segnare. Affaticato? Senza Sgarbi al suo fianco perde una buona fetta di certezze? Con la fame di talenti di cui soffre il nostro movimento perderlo sarebbe davvero una iattura. Voto: 5
Halfpenny – Tutto ciò che deve fare e saper fare un estremo in una partita giocata sotto la pioggia e caratterizzata da molto gioco al piede. I gradi estremi si limitano a non stagliare una presa al volo. I grandissimi si trovano sul punto di caduta del pallone prima che il pallone cada…Halfpenny è di questa categoria. E come piazzatore è fra i migliori cinque al mondo. Man of the match più che meritato. Voto: 9
Il ct Brunel – Gli vogliono far dire che il piano di gioco era sbagliato o, peggio, che i giocatori in campo non hanno eseguito quanto era stato loro richiesto di fare. Il ct è un uomo di mondo e non se la prende, evita di rispondere per le rime e ammette che nel primo tempo l’Italia è stata approssimativa, insufficiente nel gioco al piede e inconsistente in chiusa. Limiti che, purtroppo per noi, non sono figli di una partita sbagliata ma di limiti oggettivi nella materia prima. Per la serie: anche Vissani con due uova e un etto di stracchino…Voto: 8. E che a nessuno venga in mente di mettere in discussione il ct. Per favore!
L’arbitro Poite – In chiusa è stato chiaro fin da subito: entrate in asse, legatevi e rispettate i tempi di ingaggio. Castro non l’ha ascoltato e si è beccato il giallo. Per il resto: ordinaria amministrazione sui punti di collisione, bene la lettura del sacking. occhio attento e allenato per i fuori gioco in gioco aperto e una gestione della gara da arbitro di alto livello. Voto: 9
Olimpico di Roma (pubblico del) – L’anno scorso la neve, stavolta il nubifragio. Ma dov’è finito il clima splendido della capitale? Sugli spalti c’è qualche vuoto di troppo ma il colpo d’occhio è sontuoso. Pubblico vivace e colorato. Colpo d’occhio stupendo nonostante i grigi. L’incitamento non manca mai, un paio di volte parte l’inno di Mameli come solo la Marsigliese in Francia e a ogni minimo segnale si riscossa l’urlo di incitamento si fa sentire. Bravi davvero. Voto: 10
gsbrocco

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