21
febbraio


Six Nations – Parisse salvato in appello dal vero colpevole? Sperare non costa niente…By Giorgio Sbrocco

Sentenza (di condanna)  ampiamente prevista, formalmente ineccepibile e quindi nella sostanza condivisibile quella che ha privato l’Italia di Jaques Brunel di Sergio Parisse per il resto del Sei Nazioni. Si può discutere e qualcuno lo sta già facendo sui blog e sulla carta stampata, se la procedura che ha portato alla squalifica del capitano azzurro sia il massimo della trasparenza e il miglior modo possibile di “amministrare giustizia”. Problema annoso. Un sistema “giudiziario” come quello sportivo (e non soltanto francese) che assuma come incontestabile forma di accertamento della verità l’ipse dixit di una delle parti in causa, in questo caso dell’arbitro, è facilmente attaccabile e censurabile sul piano delle garanzie elementari. Però, come disse qualcuno a proposito della democrazia, di meglio in giro non c’è. Quindi: teniamocelo. Certo, è giusto opinare, come da più parti rilevato, che un “ma va a quel paese arbitro!”  (sintetizzato, pare, in inglese) urlato nella concitazione di una palla che (quasi) per incanto esce dalla parte “sbagliata” di una ruck davanti ai pali, potrebbe anche non offendere l’onorabilità di un direttore di gara. E che il signor Cardona, nell’occasione, si è dimostrato eccessivamente rigido (e semplicemente permaloso?) nel sanzionare il colpevole con un rosso. E ancora: Cardona non poteva non sapere (ahi!) del Sei Nazioni in corso di svolgimento, che il giocatore che stava per espellere era il capitano di una delle Nazionali in gara, che anche comminando (come è poi avvenuto) il minimo edittale della pena, a pagare sarebbero state due squadre (l’Italia e lo Stade) che a causa di un “vaffa”…Tutto vero. Compresa la difesa sul campo tentata dallo stesso Parisse che, rivolto a Cardona, nel tentativo di fargli cambiare idea circa il cartellino rosso che stava già sventolando, giura: “Non l’ho insultata, signore! Ho solo detto che così non si può continuare a giocare”. Insomma, una mezza ammissione che sul referto sottoscritto da Cardona si è scoperto essere quel “f…off ref!” che ha di fatto dettato il dispositivo della sentenza al giudice incaricato di decidere. Lo Stade Francais ha annunciato ricorso. La Fir, i tifosi degli Azzurri e Brunel sentitamente ringraziano. Ma al fine di non alimentare pericolose illusioni, è bene chiarire fin da subito che, in punto di diritto (sportivo, in questo caso)…le probabilità che la pena venga (ulteriormente) ridotta sono pari a zero. E che quindi l’Italia finirà il  Sei Nazioni 2013 senza il suo riconosciuto condottiero al centro della terza linea. A meno che…Ma siamo nel  XXI secolo, in pieno professionismo ovale. Mica cacio e fichi!

Narra la leggenda che nel corso di una partita del campionato italiano di serie A (anni ’70), l’arbitro abbia chiamato a sé uno dei due capitani per dirgli, davanti a un avversario che grondava sangue dal setto nasale appena appiattito da un diretto di rara potenza e precisione sparatogli dal pilone destro nel chiuso di un raggruppamento in piedi da cui la palla non aveva alcuna intenzione di uscire: “Ti concedo due minuti. Raduna i tuoi, trova chi è stato e portamelo che lo caccio dal campo. Passati i due muniti paghi tu e ti assicuro che la squalifica sarà molto lunga”. Il capitano obbedì, si raccolse in cerchio con i suoi compagni di squadra poco lontano, fissò negli occhi il giovane mediano di mischia che quel giorno esordiva in prima squadra e gli domandò: ma tu non devi fare il servizio militare? Quand’è che parti? Fra dieci giorni? Vieni con me”. Obbediente lo sbarbato seguì il suo capitano che lo condusse al cospetto del direttore di gara. E mentre questi lo cacciava dal terreno di gioco, con voce stentorea e in modo che tutti, compreso lo scarso pubblico presente, potessero sentire gli urlo: “E che non si ripeta più. Per gente come te nella mia squadra non c’è posto! Questo è un gioco per gentiluomini!”.

Salterà fuori, in appello, un compagno di Sergio Parisse ad assumersi la paternità della nota frase incriminata e a scagionare il nostro capitano da ogni addebito? Magari uno di madre lingue inglese, tanto per rendere la cosa ancora più credibile? Difficile. Possibile ma (molto) poco probabile. Oltretutto la leva obbligatoria non esiste più danni.
Giorgio Sbrocco

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