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febbraio


Six Nations – Storie di piloni vincenti: Lucia Gai, un 27 in Preatletica generale e l’Italia in vetta al Torneo. By Giorgio Sbrocco

Sulla fantastica vittoria dell’Italdonne sulla Scozia intervengo... per fatto personale, proponendo l'articolo apparso ieri su www.quotidiano.net.

Io la conosco! Si chiama Lucia Gai, è di Pesaro, gioca a rugby con la formazione veneziana (entroterra) del Riviera del Brenta di Mira, è iscritta al corso di laurea in Scienze Motorie dell’università di Padova e ieri nella bufera di vento, pioggia e neve di Dundee , è stata fra le migliori in campo nella partita valida per il Torneo delle Sei Nazioni che l’Italia ha vinto (8-0) contro la Scozia e che ha portato le Azzurre del ct Di Giandomenico in vetta alla classifica insieme con la sorprendente Irlanda che ha fatto fuori la favorita Inghilterra. Il tutto giusto 24 ore dopo che Parisse e i suoi “ridicoli” compagni (la definizione è del capitano) erano stati asfaltati e brutalizzati a Murrayfield dai loro competitors maschi. Al termine di un incontro (da incubo) nel corso del quale gli italiani hanno avuto più possesso e più territorio (62%) dei loro avversari, placcato poco più di un terzo (58/146), incassato due mete a passaggi zero e una in prima fase. Lucia Gai non l’ho conosciuta per dovere professionale di cronista (a chi può interessare, parenti a parte, un’ intervista al pilone destro della Nazionale femminile di rugby in Italia?) ma perché è uno degli studenti che frequenta (con ammirevole assiduità, lo testimoniano i registri delle presenze che a Scienze Motorie sono obbligatorie) il mio corso di Preatletica generale presso quell’ateneo. Di lei avevo notato la “tuta Italia” che indossava nel corso delle esercitazioni pratiche. Ma siccome non è vero che con l’età si migliora (almeno non sempre…) non ci avevo fatto caso. Di roba con la scritta Italia in grande evidenza ce n’è in giro a camionate, e solo una minima parte di chi la indossa è sportivo praticante. Ho saputo che la studentessa Lucia Gai era anche parte della Nazionale ovale quando, al termine della penultima lezione del corso, è venuta a informarmi che avrebbe giocato contro la Francia a Brescia. Sicura (chissà perché?) che non conoscessi Rovato (dove in effetti si è svolta la partita), che invece conosco benissimo per averci giocato (da molto giovane) e averci mangiato della eccellente pasta all’uovo nel corso di terzi tempi davvero notevoli. E che probabilmente avrebbe mancato il primo appello dell’esame. Invece è venuta a farlo l’esame, lo scorso 5 febbraio (tre giorni prima della vittoria sulla Francia), insieme con una settantina di suoi colleghi, nell’aula E dello storico complesso padovano del Vallisneri. Ha preso 27, per via di qualche problema con la rottura dell’omeostasi legata alla sovracompensazione, del piano trasversale che non parte da destra ma da sinistra, e del passo ginnastico che è la distanza fra le prese e non quella “fra l’appoggio degli arti”. È buona norma, per quanti ritengano di potere o volere migliorare il voto, presentarsi all’appello successivo. Che ho fissato per martedì 19. Non conosco la media dei voti di Lucia Gai e non so se il mio 27 le comprometta qualcosa. Mi auguro di no. Anche perché domenica 24 l’Italia giocherà al Pacevecchia di Benevento contro il Galles. E la sede del ritiro della squadra azzurra dovrebbe essere da quelle parti. Signorina Gai, se mi legge segua il mio consiglio: lasci stare e pensi alla partita. Per migliorare il voto c’è sempre tempo. Vincere un Sei Nazioni è una “roba” che a un italiano o a un’italiana capita una volta nella vita. L’esame di Preatletica generale può aspettare. Si fidi!
Giorgio Sbrocco

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