02
febbraio


Six Nations – Dilaga l’Inghilterra che vince la Calcutta cup e si candida per la vittoria finale. By Giorgio Sbrocco

Inghilterra – Scozia 38 -18 (pt 19 – 11)
Marcatori: 4’ cp Farrell, 12 mnt Maitland, 15’, 18’ cp Farell, 20’ cp Laidlaw, 31’ m. Ashton tr. Farrell, 38’ cp Farrell, 40’ cp Laidlaw, 43’ m. Twelvetrees tr. Farrell, 54’ mnt Perlig, 71’ m. Hogg tr. Laidlaw, 80’ m. Care tr Farrell

Super presa volante di Gray sul calcio d’invio di Jackson ma poi la Scozia spreca tutto con un tenuto in isolamento.
*Morgan e Wood illuminano l’azione dell’Inghilterra dentro i 22. Dopo 14 (!) fasi successive la palla arriva a Twelvetrees (43’) che schiaccia in tuffo. In apparenza: persino troppo facile.
Al 46’ esce Morgan (caviglia). Al suo posto entra Haskell. La sostanza non cambia. Nella Scozia: fuori il tallonatore Hall dentro Ross Ford.
Mouse Cuttitta in tribuna osserva i suoi avanti.
Accademia Inghilterra: c’è più forma che sostanza . Ma basta un buco di Farrell e un sostegno ben portato da Launchbury che l’Inghilterra è in meta. Ma il giudice di linea informa Roland che, prima, Youngs ha commesso fallo (placcaggio pericoloso) e non se ne fa niente.
*Passano pochi minuti e al 54’ è la seconda linea Parling a segnare i punti del 31-11 servito da Farrell sul terzo canale, dove la difesa scozzese non può arrivare.
Scozia che sembra in riserva e Inghilterra che (57’) ruba un’introduzione in spinta.
Al 58’ entrano Vunipola e Danny Care. Se l’Inghilterra non abbassa il (proprio) ritmo si profila un distacco umiliante.
Inglesi che si allenano e provano combinazioni (60’): doppio “salto 1 al largo” da destra a sinistra e Brown fermato a un passo dalla meta dopo un chip di Ashton.
Sussulto di orgoglio scozzese al 63’: palla rubata nei pressi della propria meta, Hogg serve sulla sinistra Visser che spara un calcio che frutta un calcio a favore e una rimessa vinta.
Al 65’ la pressione scozzese conquista un turnover che vale oro dentro i 22 dei padroni di casa.
Introduce Laidlaw che sceglie di lanciare Beattie e Brown radenti. Altra mischia
Sulla ripetizione Beattie sceglie il lato dell’introduzione (67’): non una grande idea. Finisce con tenuto scozzese e con la palla che torna nella metà campo degli ospiti.
Roland “perdona” Scott colpevole di placcaggio pericoloso (68’).
Stuart Lancaster manda in campo il resto della panchina.
Buco di Brown (70’) ma la palla gli cade in avanti.
*Sul ribaltamento di fronte (71’) contrattacco rischioso ma magistralmente eseguito dalla  Scozia. La palla arriva all’estremo Hogg (20 anni!!!) che calcia dritto per se stesso e corre a schiacciare ben assistito da Maitland. È 31-18
Brown sotto pressione dentro i 22 (lasciato solo dai compagni!) concede (74’) un tenuto all’arrembante pressione scozzese. Ne esce poco o niente perché l’Inghilterra oppone una grande difesa al tentativo di drive degli scozzesi.
Ultimi minuti di terrificanti impatti uno contro uno. È l’essenza del rugby che prende il sopravvento sulle “complicazioni”. La continuità della terza linea dell’Inghilterra fa (davvero) paura.
Ashton (78’) cerca la seconda meta personale ma non la trova. E alla fine dell’ennesima lunghissima azione (17 fasi!!) Haskell commette tenuto a un metro dalla linea bianca (grande placcaggio di Ross Ford).
*Sulla sirena segna Danny Care. Ma vale solo per le statistiche e per gli annali.
La Calcutta cup resta a Londra. Farrell è eletto Man of the match e la Scozia, tutto sommato, esce a testa molto alta. Di più oggettivamente non poteva fare. E Beattie è un grande numero 8.
Giorgio Sbrocco

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