28
gennaio


Tags

Six Nations – Parla Jacopo Salvetti capitano dell’Italia U20: “Concentrato sui nostri risultati”. By Giorgio Sbrocco

Prime impressioni di Jacopo Salvetti, terza linea di Calvisano, originario di Sondrio nominato capitano dell’Italia under 20 che venerdì a Caltanissetta aprirà il Sei Nazioni di categoria 2013 contro la Francia. L’intervista è a cura dell’ufficio stampa della Fir.

Quest'anno hai fatto il grande salto dalla Serie A -giocata con l'Accademia- al Calvisano campione d'Italia. Cosa ti ha sorpreso maggiormente in positivo? Quanto contano compagni di grande esperienza per te e per gli altri giovani '93 in rosa? L'aspetto più positivo del passaggio dalla Serie A al Campionato di Eccellenza è, senza dubbio, la possibilità di giocare al fianco di giocatori - come ad esempio Paul Griffen o Simon Picone - che quand'ero più piccolo guardavo e ammiravo in televisione. Enorme è il contributo che possono darti grazie alla loro esperienza, perché dove finisce il lavoro dell'allenatore entra in gioco l'esempio pratico dei giocatori di alto livello, sia in allenamento che in partita.

Avete fatto poche partite contro vostri pari età con questo gruppo nuovo sotto la Guidi, un problema? Poiché un torneo come il 6 Nazioni presenta degli impatti fisici molto duri, credo sia stata una scelta corretta quella di confrontarsi con squadre che, dal punto di vista degli impatti, appunto, presentano caratteristiche simili a quelle delle nazionali che affronteremo nel 6 Nazioni.

Nei tre test disputati contro Rovigo e la Nazionale Emergenti come hai visto la squadra? I primi tre test non hanno rivelato, a mio parere, l'effettiva forza di questa squadra, ma hanno permesso di intravederne le potenzialità. Quello che dovremo affrontare è sicuramente un percorso in salita, ma credo che sapremo crescere di pari passo con l’aumentare delle difficoltà.

Arriva un importante Sei Nazioni di riscatto verso l'edizione scorsa (sconfitte brucianti in Galles e con la Scozia con te in campo), presentacelo. Sicuramente da parte dei membri del gruppo presenti anche l'anno scorso ci sarà voglia di riscatto per quelle partite perse soprattutto per mano nostra più che per abilità dell'avversario; il bello dello sport è che ogni domenica si ha la possibilità di migliorarsi e in questo caso di avere una seconda chance !

Quanto contano gli infortuni in un gruppo nuovo che sta costruendo le proprie certezze, che deve mettere minuti nelle gambe e crescere con il procedere del Sei Nazioni? Gli infortuni sono sempre spiacevoli, soprattutto quando - come nel caso di Paolo Ragazzi e Matteo Corazzi - avvengono durante la preparazione al 6 Nazioni e privano della possibilità di parteciparvi. Tuttavia quando scenderemo in campo giocheremo per l'Italia, per la squadra e anche per i nostri amici che purtroppo non hanno avuto la fortuna di essere al nostro fianco. Gli infortuni comunque non sminuiscono la qualità della squadra che può contare su una rosa di 30/34 giocatori di ottimo livello. Il calendario in questo senso non ci aiuta con subito la Francia e poi la trasferta in Scozia: quali gli obiettivi di queste prime due gare? Giocare con la Francia alla prima giornata o all'ultima è ugualmente difficile, dopotutto è sempre la Francia; la partita con la Scozia invece devo ammettere che preferisco sia giocata alla seconda giornata in modo da non arrivare stanchi all'importante impegno.

Tre gare interne in quest’edizione; tre gare al Centro-Sud Italia. Quanto conta la vicinanza ed il calore del pubblico? Le gare in chiaro su Raisport un'occasione da non perdere per essere visibili a tutta la Nazione? Credo sia un'opportunità quella di girare tutta Italia grazie al rugby e visitare posti sempre nuovi e diversi: inoltre il fatto che le partite vengano trasmesse in tv penso sia fondamentale per la diffusione del movimento di questo sport in Italia.

Chi vedi favorita per la vittoria del torneo? L'Inghilterra che ha vinto le ultime due edizioni o il Galles terzo all'ultimo mondiale? L’esito della competizione non mi interessa particolarmente, l'unica cosa che m’importa é la prestazione che andremo a fare noi partita dopo partita.

Oltre al naturale sviluppo dei singoli giocatori, qual'è l'obiettivo della stagione agonistica 2013 della Under 20? Il torneo in Cile di Maggio/Giugno per ottenere un posto alla Junior RWC in Nuova Zelanda nel 2014? L'obiettivo principale è senza dubbio risalire nel gruppo A della JWC, ma anche raggiungere buoni risultati al 6 Nazioni attraverso prestazioni di alto livello.


Jacopo che ragazzo è fuori dal campo? Dopo il diploma studi ancora? Sono un appassionato di film e musica di tutti i generi e amo molto girare in bicicletta. Terminato il liceo classico mi sono iscritto alla facoltà di psicologia di Brescia, anche se devo dire che è piuttosto difficile conciliare lo studio con gli impegni sportivi.

Chi è il tuo giocatore modello da seguire? Come modello di giocatore direi Paul Griffen, non tanto per le caratteristiche nel gioco, visto che abbiamo ruoli molto diversi, ma soprattutto per le qualità umane e lo spirito: a 38 anni ha lo stesso entusiasmo e la stesa voglia di un 18enne e mette sempre il cuore in ciò che fa, dando l'esempio a tutti i compagni da vero capitano.

Ufficio stampa Fir

Facci sapere la tua opinione!
commenta

Aggiungi Commento

  Country flag

biuquote
  • Commento
  • Anteprima
Loading

Rugby Ball