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Buon 2013 da Paolo Pacitti (Radio rai). By Giorgio Sbrocco

Da oggi al 31 dicembre www.glengrant.it ospiterà il parere di alcuni noti giornalisti specializzati che, nel rispondere alle quattro domande di Capodanno loro poste, forniranno una valutazione in ottica strettamente ovale e azzurra dell'anno che sta per finire con un paio di interessanti incursioni nel campo dei pronostici e del futuro che ci aspetta.
Oggi è il turno di Paolo Pacitti (socio di Francesco Volpe nella realizzazione dell’Annuario del rugby), voce apprezzata e mai banale dello sport targato Radio rai.

Le quattro domande di Capodanno
Il voto alla Nazionale italiana per il 2012
La Nazionale di Brunel merita un 7, forse un 7,5 per la paura che hanno fatto ai wallabies nell'ultima uscita di Firenze. Per il commissario tecnico transalpino è stato un anno di transizione e lo si sapeva. Ha saputo sfruttare il Sei Nazioni con la vittoria contro la Scozia per potare lavorare con tranquillità nel tour estivo in Argentina, Canada e Stati Uniti. Anche lì sono arrivate le vittorie, buona base di partenza per un lavoro finalizzato nei test di novembre. Con Brunel ci siamo tolti di torno le croste che avevano intossicato il gioco azzurro negli otto anni tra Brunel e Berbizier. Oggi il rapporto attacco-difesa è tornato su parametri fisiologici. Ci sono tre anni e un girone mondiale non impossibile, con qualche idea in più.

Il nome del "futuro" del rugby italiano (giocatore/i emergente/i in prospettiva WC 2015 e oltre)
Luca Morisi. E' un animale da rugby, uno che sa annusare lo spazio. Peccato che Smith non lo faccia giocare di più. Gioca centro, per me potrebbe anche essere utilizzato come play-maker vista la difficoltà che hanno le mamme italiane a partorire dei numeri 10 degni di questo nome.

Un voto a Brunel
Sette e mezzo, lo stesso dei suoi uomini.

Come andrà il prossimo Sei Nazioni 2013 per l’Italia?

L’Italia ci proverà. Staremo ad un'incollatura, salvo cadute di tono che dalle nostre parti sono sempre possibili. Non mi gioco una vittoria ma solo perché il calendario non è favorevole. Forse con l'Irlanda? Di sicuro giocheremo alla pari, con tutte o quasi. Occhio al Galles e all'Inghilterra.
Giorgio Sbrocco

 


 

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