22
dicembre


Pro 12 - Possesso e territorio Benetton. Il piede di Di Bernardo non fa male. Zero punti al riposo. E in mischia chiusa…By Giorgio Sbrocco

Zebre – Benetton 0 - 0
 Arbitro: Cardona (F)
Gialli: 18’ Perugini (Z), 35’ Fazzari (Z)


Spiace dirlo, ma ancora una volta l’evidenza dei fatti conferma che a Parma (e dintorni) delle Zebre e delle partite celtiche di Pro12 interessa davvero poco. Un’occhiata alle due (belle) tribune coperte (e deserte) dello stadio di Moletolo dice, purtroppo, più di mille dotte e colte analisi dei geni del marketing. Peccato: per il rugby italiano un’importante occasione sprecata. Ma è Natale. E allora parleremo di occasione non ancora completamente sfruttata.


Treviso è in divisa arancione e conferma il XV annunciato, con Budd numero 8. Le Zebre (in bianco e nero partono con Buso estremo e Sinoti centro.
Prima mischia per Treviso sui propri 10 e Perugini anticipa l’ingaggio (1’).
Prima rimessa (ridotta) per Treviso che lancia Budd nel secondo canale. Fuori gioco delle  Zebre sulla chiusa e Di Bernardo chiede i pali (3’). Da poco meno di 40 metri sbaglia però la mira.
Perugini e Bergamasco caricano dopo una rimessa giocata radente da Festuccia (6’) ma non c’è avanzamento. Seconda mischia e secondo fallo delle Zebre.
Cattina (7’) commette fallo sul punto d’incontro  e concede a Treviso un lancio dentro i 10.  Tentativo di drive e fallo di Sole (troppi!). Di Bernardo non ci riprova e Treviso trova una rimessa a cinque sul lato destro del campo. Allineamento completo: Van Zyl a due mani e drive. Al largo dopo due fasi strette e ottimo recupero (11’) delle Zebre su Nitoglia placcato.
Palla vinta dalle Zebre in rimessa laterale (13’) ma Treviso scippa il possesso (Ghiraldini).
Altro fallo delle Zebre in chiusa (terzo!) e McLean porta i suoi molto dentro i 22. Palla vinta, partenza dalla chiusa (15’) e poi un velo in attacco salva le Zebre (molto presenti e ben organizzate in difesa).
Fuori gioco della linea delle Zebre sulla linea dei 22. Di Bernardo ci riprova. Ma non è giornata
Perugini (secondo fallo in 45”) prende un giallo (18’) davvero evitabile e potenzialmente molto pericoloso.
Treviso alza il ritmo (Budd + Ghiraldini). Zebre in affanno e ancora calcio di punizione. La posizione (20’) non è impossibile. Stavolta la palla picchia sul palo (!) e nell’azione successiva Treviso commette tenuto.
Minto ruba il lancio di Festuccia a metà campo (21’).
Dentro Aguero, Cattina passa numero 8 e Pratichetti flanker.
Accelerazione delle Zebre che entrano nei 22 (23’) con Tebaldi (bel buco!) e costruiscono un tentativo di drop che Orquera non realizza.
Altro lungo possesso bianconero in zona d’attacco che Favaro ferma con un  super placcaggio nel canale centrale davanti ai pali.
Rientra Perugini: parziale di 0-0.
Cinquanta metri di calcio di liberazione di De Bernardo (29’) che riporta il gioco a metà campo. 
Un velo su Orquera di Van Zyl (?) vanifica un’ottima progressione di Nitoglia (33’) sulla sinistra dei pali.
Perugini soffre Cittadini in chiusa e si vede. Anche Fazzari (34’) con Rizzo non se la passa benissimo. McLean porta i suoi sopra la linea dei 22 per un’ottima rimessa in zona d’attacco.
Drive perfetto di Treviso che (35’) entra sui cinque e cade (fallo!). Fazzari fuori per crollo volontario.
Treviso chiede mischia ordinata (dentro Redolfini) e prova la spinta vincente. Introduce Gori (36’).
Crollo e rotazione oltre i limiti consentiti! Per Cardona è solo reset.
Idem alla ripetizione, e stavolta Cardona (37’) assegna il turnover alle Zebre (ingenuo o incompetente?).
Buso sotto pressione manca la presa sul passaggio profondo di Tebaldi dentro l’area di meta. Ancora mischia a cinque per Treviso (38’).
Gori parte dal lato introduzione e buca. Al terzo riutilizzo al largo Buso si intercala all’interno di Nitoglia e salva i suoi. Poi Orquera viene placcato in area di meta per la terza mischia sui cinque!
Scintille in prima linea. Perugini non lega, Cittadini nemmeno…
Si ripete (40’). Zebre ruotano. Cardona non ci capisce una cippa e lascia fare. Bravo Tebaldi che mette le mani sulla palla e libera.
Tutti in spogliatoio.
Giorgio Sbrocco

 

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