06
novembre


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Italia – A Brescia contro Tonga si deve vincere. By Giorgio Sbrocco

La partita di sabato contro Tonga al Rigamonti di Brescia è di quelle che l’Italia di Brunel non può che vincere. In primo luogo perché si tratta del match di apertura di un trittico che poi riserverà agli azzurri, in rapida sequenza, avversari del calibro di Nuova Zelanda e Australia. La prima, secondo qualcuno, leggermente scarica e con poche motivazioni dopo il pareggio con i Wallabies che ha fermato alle soglie del record (che rimane alla Lituania…) la striscia di vittorie consecutive; la seconda in versione ospedale da campo, con un ct (Robie Deans) che gode la fiducia di pochi e che in tanti danno con la valigia già pronta. Sarà.
Tonga, che ci ha battuto (una volta su due) alla Coppa del Mondo ma che nel 2005 a Prato abbiamo decisamente asfaltato, segue l’Italia (staccata di 1.24 punti) nel Ranking Irb e pare ragionevole ritenere che i rapporti di forze non cambieranno dopo la sfida di Brescia. L’obiettivo degli isolani (e anche il nostro, in verità) è costituito dalla WC 2015 i Inghilterra. Nulla autorizza a credere (purtroppo) che l’Italia sia in grado di arrivare al momento della formazione dei gironi piazzata fra le otto migliori Nazionali al mondo. Quindi…
Resta il fatto che sabato a Brescia non si può perdere. Tonga ha da qualche tempo avviato un interessante programma di potenziamento, rinnovando lo staff tecnico che oggi vede il 44enne capo allenatore Mana Otai (capitano delle Sea Eagles ai Mondiali del 1995) affiancato da tre nuovi valenti collaboratori: Tim Lane, Mark Bakewell e Dave Ellis. Tutti elementi di riconosciuta competenza e con ottimi trascorsi nel settore.
Contrariamente a quanto sostiene la vulgata dei soliti ben informati, di Tonga sarà il caso di temere più il pacchetto che la linea arretrata. Giocatori come i piloni Sona Taumalolo (Chiefs, ora in Francia a Perpignano) e Soane Tonga’uha (Northampton) rappresentano infatti i picchi di eccellenza di un reparto che, con i vari Mafi, Hale T Pole e Nili Latu, si candida a guastare la festa ai corrispondenti azzurri. Anche, e questa potrebbe essere la vera novità, in mischia ordinata.
Dietro, a parte Sione Piukala (Perpignano) e il gigantesco mediano di mischia Taniela Moa (182 cm per 102 kg)  attualmente a Pau in ProD2 non pare abbondare il talento.
Riassumendo: se l’Italia saprà farsi rispettare sui punti d’incontro e esibire il dovuto rigore nelle fasi di conquista, vincere con Tonga non dovrebbe rivelarsi un’impresa particolarmente difficile.  A complicare le cose potrebbero intervenire eventuali inadeguatezze nella zona di collisione e la (ben nota) scarsa efficacia offensiva sugli spazi allargati. Aspetti del gioco che, insieme all’organizzazione difensiva, i nostri giocatori hanno da tempo preso a praticare con regolarità grazie al loro impiego nel Pro12 e nei maggiori campionati continentali. Spiace dirlo: ma una sconfitta con Tonga metterebbe in discussione molto più di un gruppo di giocatori e delle loro guida tecnica.
Giorgio Sbrocco
 

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