05
novembre


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Intervista – Giancarlo Dondi sulle Coppe: “Due posti in HC e in Challenge con due selezioni”. By Giorgio Sbrocco

“In pensione proprio no. Però è certo che, adesso, dispongo di molto tempo per me e per le cose che amo. Persino troppo, a volte...” Scherza, ma fino a un certo punto, Giancarlo Dondi, quando si parla del suo nuovo status.  Che è quello di presidente onorario di una federazione che ha guidato per 16 anni, la cui assemblea elettiva, nel momento dell'uscita (volontaria) di scena, l'ha acclamato alla nuova carica “Sono soprattutto sereno” spiega. “So che le Fir è in buone mani, che chi la guida è persona competente e appassionata, che le cose da fare sono tante ma che la voglia di risolvere problemi e realizzare progetti guida l'intero apparato. Per questo sono fiducioso”

*C'è molto da fare, quindi. Da dove cominciare?
-Senza invadere campi di cui altri hanno la responsabilità, mi limito a osservare che molte iniziative prese negli ultimi anni attendono di essere completate, alcune forse leggermente corrette, altre semplicemente condotte nel corso della fase realizzativa.. Stabilire l'ordine delle priorità spetta ad altri.

*Fra le tante iniziative prese nel corso della sua presidenza c'è qualcosa che non rifarebbe?
-Più di qualche cosa, in verità. Errori ne ho commessi, non c'è dubbio. Ma sbagliare è tipico di chi agisce e opera. Non certo di chi sfugge responsabilità dirette e non ha viglia di rischiare. Certo che ho sbagliato! Ma nel fare le cose, anche quelle riuscite non benissimo, io ci ho sempre messo coraggio!

*Capitolo Test match: quali andrà a vedere?
-Tutti, ovviamente! E con uno spirito molto diverso da quello con cui ho assistito alle partite dell'Italia negli ultimi 20 e passa anni. Ci andrò da semplice tifoso e da innamorato di questo sport. Invecchiando ho ritrovato, fra le altre cose, il tempo per seguire le partite.  Ne vedo tantissime, apprezzo aspetti che prima mi sfuggivano e, soprattutto, mi diverto. A Brescia, Firenze e Roma ho intenzione di divertirmi!

*Restando al rugby giocato, e tenendo conto che lei mantiene ancora il posto nel consiglio dell'Irb...come andrà a finire con le Coppe europee? Davvero dovremo rassegnarci a perde un posto in Heineken?
-Su questo argomento mi sento di dire un no grande come una casa. L'Italia manterrà i due posti in Heineken. Ne ho parlato con i miei colleghi dell'Irb e ho voluto sentire sull'argomento le varie federazioni. L'indirizzo è di mantenere due squadre italiane nella massima competizione europea di club.

*Competizione che rimarrà a 24 squadre?
-Io dico di sì. Perché così la pensa la grande maggioranza dei soci dell'Erc, perché a nessuno interesserebbe una Coppa Europa ridotta a torneo Anglo-Francese e perché le politiche di sviluppo del rugby devono parlare il linguaggio dell'apertura e dell'inclusione non quello della chiusura e dei cerchi magici. Se quindici anni fa Vernon Pugh non avesse creduto nell'allargamento della base del rugby di alto livello, noi non saremo mai entrati nel Sei Nazioni...


*Però qualche risultato bisognerebbe ottenerlo...
-Quello della competitività internazionale è il vero e unico problema. Non solo nostro, in verità. Ma il tema su cui tutti ci dobbiamo concentrare e dare il meglio. Sono fiducioso che il futuro ci darà ragione. Ma per favore, non parliamo più di format 6+6+6. Nessuno li vuole davvero.

*Quindi dalla prossima riunione di Londra (12 dicembre, ndr)...
-Nulla di conclusivo. La trattativa sarà ancora lunga.

*In Challenge, però...
-Occorre essere realisti: con le rose e i budget che hanno a disposizione i nostri club di Eccellenza non si può competere con inglesi di Premiership e francesi del Top14. Detto questo io un'idea ce l'avrei: all'Italia diamo due posti invece degli attuali quattro. Però partecipiamo con Selezioni e non con squadre di club.

*Ma l'Erc da questo orecchio...finché esisterà la clausola della partecipazione a un campionato nazionale...
-Le clausole degli accordi sono la classica materia di mediazione. Fatte, cioè, per essere, con l'accordo di tutti o di una maggioranza ampia e qualificata, cambiate I nostri rappresentanti nell'Erc ( Andrea Rinaldo e Fabrizio Gaetaniello dall'1 gennaio 2013, ndr) lavoreranno su questa ipotesi di variazione. Le possibilità che la trattativa giunga a buon fine ci sono.

*Non dovesse funzionare?
-Potremmo orientarci su un turno preliminare. Sul modello di quello che fa la Fifa del calcio. Ma sempre presentando Selezioni. Credo che questo sia il punto centrale del problema. Continuare a chiedere ai club di Eccellenza di competere a quel livello non ha molto senso.

Giorgio Sbrocco








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