23
ottobre


Italia test – Bergamasco e l’appello al popolo del rugby. “Venite allo stadio, spingete con noi!”. A Brescia e Firenze prevendite inferiori alle attese? By Giorgio Sbrocco

Il marketing, si sa, non è una scienza esatta. Non lo è sicuramente nella sua applicazione agli eventi sportivi, soprattutto quando si tratta di appuntamenti connotati più dal prestigio dell’avversario che dalla effettiva posta in palio. Che nel caso dei test match ovali di novembre è, al massimo, la scalata di un gradino (dall’11esimo al decimo) della classifica internazionale. Il famoso Ranking Irb, che determina rango e gerarchie planetarie in base a un algoritmo che in pochi conoscono e che, per dirla in maniera affatto scientifica: ti riconosce punti se batti Nazionali messe meglio di te in classifica. Ora, siccome l’Italia affronterà Nuova Zelanda (prima), Australia (seconda) e Tonga (12esima), guadagnare un posto verso la vetta dei valori mondiali non sarà facile. Quindi, tornando alla notazione iniziale: cosa si mette in vendita nelle tre date di novembre? Nell’ordine: il mito della felce argentata (da qualche giorno accanto a un logo commerciale, i soldi son soldi e pecunia non olet) sulle maglie dei campioni del mondo in carica (Ita-Nz a Roma), il fascino di una terra lontana che tanto ha dato e continua a dare al rugby (Ita-Aus a Firenze) e un po’ di sana curiosità verso il rugby fantasioso e “indisciplinato” del Sud Pacifico in una città che ha dato al movimento italiano due presidenti di federazione, un buon numero di praticanti, alcuni campioni e qualche scudetto (Ita-Tonga a Brescia). I dati delle prevendite dicono che (in proiezione), l’Olimpico di Roma viaggia verso i lutto esaurito, mentre a Brescia il (pre)venduto staziona intorno alle 9 unità e a Firenze siamo a quota 15 mila. Tenuto conto della capienza del Rigamonti (23 mila) e del Franchi (46 mila), la prospettiva più credibile è di riempirli per una quota che varierà dal 33% di Firenze al 40% di Brescia. Non esattamente quanto (in molti) speravano alla vigilia del trittico autunnale.
Ieri un comunicato dell’ufficio stampa Fir ha dato voce a Mauro Bergamasco (92 caps) che ha parlato degli  obiettivi del gruppo: “Il primo, più ambizioso, è quello di preparare il prossimo Mondiale e rafforzare strada facendo il gruppo. Poi ci sono gli obiettivi a breve termine, come i tre test match di novembre. Niente rivincite o colpi di testa, ma la presa di coscienza di un gruppo che deve riconfermarsi all’altezza delle aspettative”. Che quanto a linearità di ragionamento… (niente colpi di testa, altezza delle aspettative?). A seguire: l’appello al popolo del rugby: “Per noi il pubblico è l’uomo in più, una cosa fondamentale. Io ho la fortuna di conoscere il pubblico italiano dal ’98 e devo dire che è cresciuto tantissimo. È una forza azzurra che ci spinge in avanti, ci è a fianco nelle mischie e nelle ruck. È una magia che si ripete in tutti gli stadi in cui giochiamo, sia in casa che all’estero. Anche per questo novembre speriamo di avere molta gente al nostro fianco. Venite allo stadio, sarete l’uomo in più che ci aiuterà a spingere la l’ovale in meta”. Ingenuo e banale come devono esserlo gli appelli di questo tipo, per carità! Ma il pubblico che spinge verso la meta, il sedicesimo uomo in campo…davvero i creativi responsabili della promozione non hanno trovato altro? Sempre meglio dell’Italia popolo di rugbisti e dei gladiatori sui manifesto, sia chiaro! Però…
Giorgio Sbrocco

 

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