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ottobre


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HC – Briatore e i Benetton: cosa bolle in pentola? By Giorgio Sbrocco

Non è passata inosservata, ieri a Monigo, la presenza in tribuna di Flavio Briatore accanto al presidente Amerino Zatta e a Gilberto Benetton,  in occasione del match di Heineken cup fra Treviso e Tolosa. Del chiacchieratissimo 62enne manager piemontese si  conoscono da tempo i vasti interessi  e le capacità imprenditoriali. Oltre alla storica e solida amicizia con la famiglia di Ponzano. Per i colori della cui scuderia Briatore vinse, praticamente inventando dal nulla una realtà organizzativa che poi ha fatto scuola, titoli mondiali e Gran premi in grande quantità.  Fu Briatore, fra le altre cose, a scoprire e a credere in un certo Michael Shumacher, che portò in Benetton, prelevandolo dalla Jordan,  nonostante avesse corso un solo Gran premio in carriera. Un vincente, insomma. Uno che ha dimostrato, coi fatti, di saperci fare. E che come tutte le persone di alto profilo si è coltivato, nel tempo, due orticelli paralleli: quello degli amici sinceri e quello dei nemici giurati. Una figura, comunque dalla professionalità e dalle capacità operative indiscusse. Proprio ciò di cui avrebbe bisogno il rugby italiano per quel salto di qualità, anche organizzativo, che da anni in molti hanno cercato, senza successo, di compiere. Non è dato  sapere, al momento, se dietro l’apparizione allo stadio del rugby di Briatore sabato a Treviso ci sia (allo stato più o meno embrionale)un progetto di collaborazione con il gruppo proprietario della squadra. In assenza di qualsiasi segnale sull’argomento, non resta che attendere.  Magari speranzosi il giusto.

Giorgio Sbrocco

 

 

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