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ottobre


Amlin Cup – Le sconfitte figlie di un'inferiorità oggettiva. Perciò il doppio bonus di Calvisano merita applausi!. By Giorgio Sbrocco

Ci risiamo! Nella patria del “nulla è come sembra” , cioè in casa nostra, a tenere banco (tanto per cambiare) sono le bastonate che tre delle quattro formazioni italiane  in lizza (Rovigo, Prato e Mogliano) hanno rimediato nella giornata inaugurale della fase di qualificazione della Amlin cup. Niente di nuovo sotto il sole, occorrerebbe dire. Meglio: cosa rende eccezionali o inattese le sconfitte di Rovigo con Perpignano (79-12), di Mogliano a Bayonne (71-7) e di Prato a Grenoble (59-3)? Nulla, a ben vedere. Perché fra le sue tante peculiarità il rugby ne ha (o ne dovrebbe avere) una in grado di evitare la solita penosa ricerca delle cause scatenanti di un fenomeno (l'inferiorità delle nostre squadre rispetto a francesi e britanniche) che di dotte e approfondite analisi non ha/avrebbe alcun bisogno. Perché, parliamoci chiaro: ma su che presupposti potrebbe mai poggiare un ragionamento sensato in base al quale le nostro formazioni di Eccellenza dovrebbero risultare competitive con formazioni del Top14? E perciò, tanto per banalizzare: giocarsela con Perpignano, Bayonne e compagnia? O con le loro riserve? Come si fa a sostenere che “c'è qualcosa che non va nell'approccio organizzativo alla Amlin Cup delle nostre squadre di club” senza aggiungere che “la cosa che non va e che non quadra, la persona fuori posto nella foto, l'imbucato alla festa è, purtroppo, proprio il nostro rugby di club. Quello che ci ostiniamo a definire di Eccellenza ma eccellente non è. Quello che disputa una Coppa europea decisamente fuori della sua portata per contenuti tecnici e qualità complessiva del gioco espresso. Una Coppa che però conferisce (almeno formalmente) dignità e rango a un campionato nazionale che, privato dei (pochissimi) talenti, traslocati in massa in Pro 12 con Zebre (pochini) e Benetton (il grosso), rischierebbe di apparire poco più di un torneo amatoriale se privato della sua fin europea. Con annesso sostanzioso (e per alcuni: salvifico) assegno di partecipazione. Piuttosto che interrogarsi ciclicamente sul “perché ne prendiamo tante contro quelli veri”, sarebbe invece il caso di applaudire il Cammi Calvisano di Andrea Cavinato che si è battuto fino in fondo contro Agen, uscendo dal campo sconfitto di misura (36-31) ma con i tasca (in classifica) due punti di bonus: uno per il distacco sotto il minimo, l'altro per le quattro mete segnate. Bravi. Tanto per gradire e per non smentirsi, i primi commenti on line sui siti francesi hanno parlato di “Agen in formazione ampiamente rimaneggiata”. Così, tantp perché non si pensi male del loro rugby! Anche epr questo: grazie Calvisano! E sabato a Bucarest provate a vincere!
Giorgio Sbrocco

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