12
settembre


Elezioni Fir – Ancora la terza franchigia. Basta, per favore! By Giorgio Sbrocco

 La dichiarazione virgolettata, dopo quella di ieri che annunciava la corsa italiana all’organizzazione della World Cup del 2023, è riportata oggi da Il Giornale di Brescia. È di Alfredo Gavazzi, candidato (dell’uscente Giancarlo Dondi) alla presidenza della Fir:: “Abbiamo già depositato presso il board della Celtic League la domanda per una terza franchigia italiana con potenziale (nel senso di: probabile? Ndr) sede a Roma". Come dire: io tiro un sasso (sassolino, in verità), voi (giornalisti, blogger, tifosi, appassionati, dietrologi ed esperti in complotti vari) scatenatevi pure! Che tanto… Per essere chiari: la storia delle terza franchigia non è nuova, ne parlò lo stesso Dondi all’indomani del “golpe” che estromise (temporaneamente e anche grazie a qualche voto veneto) i Benetton e Treviso dalla corsa ai due posti in Celtic. La cosa ebbe sicuramente un seguito (con tanto di richiesta formalizzata al board dell’allora Magners), anche se la contro-votazione che bocciò Roma e assegnò la seconda licenza a Treviso, tolse gran parte dell’interesse alla vicenda. Che ora Gavazzi ritenga di doverne (ri)parlare è, secondo alcuni una mossa smaccatamente elettorale (ancorché tardiva, verrebbe da dire) e tenderebbe a rastrellare alcuni voti ancora in libera uscita. Tutto è possibile. Tranne affermare, come qualcuno ha fatto nella rete, che i voti che si cerca di acciuffare e di convertire alla causa del candidato bresciano siano quelli della SS Lazio. Per il semplice fatto che la Lazio ha già (in assemblea pubblica) dichiarato di aver individuato proprio in Gavazzi il candidato presidente su cui far convergere  le proprie preferenze sabato 15 settembre. Inoltre: affermare che una tale dichiarazione sia da intendersi come un tentativo di “captatio benevolentiae” all’indirizzo dell’elettorato del Sud (“se mi voti ti regalo una franchigia”) risulta oltremodo offensivo verso tutti coloro che abitano sotto Roma. L’unica verità che ha senso richiamare in questa circostanza è quella legata all’oggettività dei fatti: in Italia non abbiamo 120 (ma neanche 90!)giocatori competitivi per il Pro 12 (tanto ne servirebbero), non abbiamo un altro signor Benetton disposto (non si sa fino a quando) a mettere soldi in una tale operazione e, soprattutto, non disponiamo di un’audience interessata all’evento che giustifichi un allargamento del numero delle nostre squadre. Venerdì a Moletolo, a vedere il debutto stagionale delle Zebre contro Connacht, c’erano più seggiolini liberi che spettatori. O no? Un consiglio: finiamola qui, che è meglio. Per tutti.
Giorgio Sbrocco

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