23
agosto


Coppe Europee – Inglesi e francesi all’attacco dell’Erc. Nel mirino le italiane? By Giorgio Sbrocco

Se ne parla da tempo e, anche a voler dar credito agli scenari più foschi, la questione sarà presa seriamente in mano come minimo fra un anno. In due parole: inglesi e francesi (intesi come club) non sono d’accordo (eufemismo) sulle attuali modalità di accesso alle coppe europee. Chiarimento: della Amlin interessa poco a chiunque, il cuore del problema è la (ricca) Heineken cup. Oggi, in base a un protocollo che spirerà alla fine della stagione 2013/2014, vi accedono 24 squadre. La contesa si annuncia sulla (secondo francesi e inglesi, patente) disparità di “trattamento” nei meccanismi di accesso. Oggi funziona così: conquistato un posto in HC le prime 6 del Top 14 francese, le prime sei della Premiership inglese e 10 (dieci!) formazioni della Celtic legue-Pro12 così suddivise: 3 irlandesi (su 4), 3 gallesi (su 4), 2 scozzesi (su 2) e 2 italiane (su 2). L’accesso è inoltre garantito di diritto ai vincitori di HC e Amlin della stagione precedente. Così stando le cose, la stagione 2012/2013 che va a cominciare vedrà ai nastri di partenza: 7 francesi (Biarritz ha vinto la Amlin), 6 inglesi e 11 celtiche (Leinster ha vinto la HC, quindi le irlandesi sono diventate 4 con la promozione di Connacht, mentre l’unica a rimanere fuori è la squadra gallese di base a Newport). Cosa obiettino francesi e inglesi a una tale spartizione della torta è noto da tempo. “Noi facciamo una fatica terribile per conquistare uno dei 6 posti per la HC, giocando in un campionato che prevede retrocessioni e quindi con un dispendio di energie enorme se paragonato alle celtiche, che non hanno retrocessioni e che, di fatto, cominciano la stagione con la certezza del posto per l’anno dopo”. Lo ha dichiarato (in altri termini ma la sostanza è questa) il “capo” della Premiership Mark McCafferty al Guardian. L’alto dirigente da tempo sostiene la necessità di rivedere il format della competizione secondo un modello a 20 squadre (6 inglesi, 6 francesi, 6 celtiche più le due vincitrici di HC e Amlin). Secondo McCafferty la questione deve essere regolata in base al merito. Nulla da obiettare, in linea di principio. Quando si parla di merito e meritocrazia, di questi tempi…si sfondano porte aperte. McCafferty, per fare un esempio di non applicazione di una tale logica aurea cita il caso delle Zebre: “Una squadra nata dopo il fallimento degli Aironi e già con la qualificazione all’HC in tasca”. Argomentazione cui si potrebbe ribattere ricordando che il rilascio (a pagamento!) delle licenze internazionali da parte del board celtico comprendeva due posti in HC per le italiane “compresi nel prezzo”, ma che, nella sostanza, tocca un tasto da sempre dolente, quello della competitività italiana nella massima contesa fra club in Europa. L’ipotesi adombrata da inglesi e francesi prevede l’uscita delle squadre di Top 14 e di Premiership dalla coppa (e dall’ERC), con la conseguente creazione di una Coppa alternativa, una sorta di torneo franco-inglese a 12 squadre. Sempre ammesso (e non concesso) che la HC riesca a sopravvivere a una tale minacciata diaspora.  In gioco, per noi italiani, c’è la probabilità di scomparire dalla Champions League del rugby continentale. Perdita di poco conto per alcuni, viste le non eccellenti figure rimediate sul campo. Passo indietro da evitare come la peste secondo altri. Anche su questo dovrà lavorare il nuovo governo federale che uscirà dall’assemblea elettiva del 15 settembre. Auguri!
Giorgio Sbrocco

 

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