A una precisa domanda sull’argomento il ct dell’Italia Jaques Brunel rispose con un secco: no. Gli era stato chiesto un parere sull’ampliamento delle competenze del TMO. Allora (l’intervista è di aprile) si trattava di una pura ipotesi. Oggi quell’ipotesi è diventata realtà, per quanto formalmente sperimentale. L’Irb ha infatti deciso di applicare sostanziosi “allargamenti” ai campi d’intervento dell’arbitro televisivo a partire dalla stagione 2012/2013, segnatamente nella Premiership inglese e nelle Currie Cup sudafricana. Oggi l’arbitro di campo può solo chiedere al suo collega chiuso nel pulmann della regia televisiva pareri (sì/no) sulla concessione di una meta. In futuro, invece, i quesiti potranno riguardare:
- Falli commessi in campo o in area di meta
- Falli commessi dalla squadra che ha segnato la meta
- Falli che hanno impedito la realizzazione di una meta
- Palloni calciati, passati o non passati fra i pali
In attesa che i dati emersi concorrano a definire una casistica quantitativamente attendibile sulla base della quale procedere in un senso o nell’altro per il futuro, voi, cosa ne pensate? Ha ragione Brunel? O no.
Giorgio Sbrocco