Il rugby come piacere opposto al rugby come mestiere. Stavolta ha vinto il primo. Aurélien Impérial (ala di 23 anni, 1,90 per 95 kg) lascia Tolosa per tornare a casa. Più esattamente per andare a giocare con la maglia del Villefranche-de-Lauragais, il club di Federal 2 (la terza divisione francese, totalmente dilettantistica) nel quale si era formato e dal quale aveva spiccato il volo verso l’Olimpo dello squadrone rossonero campione di Francia nel 2009. Da allora : qualche apparizione in prima squadra, una meta "pesante" contro Clermont, una vita da professionista della palla ovale dopo il conseguimento del diploma in scienze agrarie e un futuro in apparenza lanciato e molto promettente. E invece ? Niente. "Per me non c’erano alternative". Ha spiegato il giovane a La Depeche du Midi. "Non avessi lasciato Tolosa avrei lasciato il rugby". Alla base della decisioni ci sono ragioni importanti che attengono alla qualità della vita : "Intrattenere rapporti umani con i compagni di squadra del gruppo Emergenti è quasi impossibile, cambiano ogni anno". E anche se consapeviole che molti ragazzi della sua età farebbero carte false per rpendere il suo posto : "Faccio fatica a considerare il rugby come un mezzo di sussitenza. Per me era e resta un piacere da cogliere e da condividere con i comapgni. Una dimensione che vivrò con i miei amici di Villefranche, non certo con i miei colleghi di Tolosa". Nessun dubbio sulla scelta operata : "Nessun rimpianto ! Anche se amnmetto che la cosa possa apparire soprendente". Quanto alla carriera : "L’anno scorso sono entrato in prima squadra due volte, contro Clermont e contro Tolone. L’anno precedente una, contro La Rochelle. Siamo sinceri: servivo per tappare i buchi !".
Giorgio Sbrocco