L'INTERVISTA DEL MESE – 10 domande a Andrea Cavinato allenatore del Cammi Calvisano

Vigilia di Ferragosto apparentemente tranquilla per il tecnico trevigiano Andrea Cavinato che, nell'afa a tratti insopportabile della pianura bresciana, conduce gli allenamento del suo Calvisano e comincia a definire tattiche e strategie per la prossima stagione. Quella in cui dovrà, fra le altre cose, difendere lo scudetto appena vinto e competere in Europa. Già fissato il calendario delle amcihevoli che si aprirà il 24 agosto con la sfida ai rossoneri del Rugby Reggio, per proseguire contro Petrarca, Mogliano e Parma

*Che campionato di Eccellenza sarà quello che vi attende a partire dal 22 settembre?
-Sono convinto che per equilibrio e contenuti tecnici espressi sarà un campionato superiore a quello passato. Lo dico sulla base dei movimenti di giocatori che ci sono stati nel corso delle ultime settimane, dal nome di alcuni stranieri di qualità che sono arrivati e delle ottime campagne di potenziamento condotte da alcune squadre. Ma, soprattutto, dal fatto è tornata Viadana. Una realtà che ha fatto la storia del nostro sport, che arriva dopo due stagioni sul palcoscenico della Celtic league e che si candida a interpretare un ruolo non secondario nella competizione. Sono molto migliorati, quanto a effettivi a disposizione, anche Calvisano e Mogliano. Per i trevigiani quello che sta per cominciare sarà l'anno della verità. La squadra c'è, occorrerà vedere se la dirigenza e la struttura saranno all'altezza di nu campionato da protagonisti, se non proprio da favoriti.

*Cosa pensa di Prato, che ha giocato e perso contro di voi l'ultima finale scudetto?
-Penso che senza Wakarua avranno problemi. Ma penso anche che, proprio a causa dell'assenza del neozelandese, saranno costretti a cercare una diversa cifra stilistica del loro rugby. E temo, si fa per dire, che una tale ricerca porti la formazione di De Rossi e diventare ancora più efficace e pericolosa. A conti fatti: erano forti l'anno scorso, rischiano di esserlo ancor di più quest'anno. Anche se le assenze di Wakarua e Chiesa non sono cosa di poco conto.

*Da trevigiano e Mogliano a parte, cosa ne pensa della pattuglia veneta?
-Rovigo ha perso due giocatori di grande qualità come Cristiano e Montauriol, però mi pare che  li abbia sostituiti con giocatori all'altezza. L'arrivo del nuovo tecnico neozelandese che affiancherà Polla Roux e avrà in carico il lavoro della mischia ordinata è stato un ottimo acquisto. Se Rovigo trova assetti e stabilità in chiusa è squadra che può tranquillamente puntare ai play off. Del Petrarca sento dire che ha ridimensionato budget e ambizioni. Non entro nel merito delle vicende economiche. Ma a un Petrarca che rinunci a competere per la vetta della classifica non riesco a credere. Ha ottimi giovani, un settore giovanile che ha sempre lavorato molto bene e una solidità societaria che in molti invidiano. Prima escludere Padova dalla volata scudetto suggerirei di aspettare almeno il girone di andata. Quanto a San Donà, che dopo anni di assenza è tornato nella massima serie mi preme dire un paio di cose:. La prima: il presidente Trevisan, oltre che ottimo dirigente e padre di un atleta pieno di talento che ho allenato ai tempi delle Nazionali giovanili, è un mio amico. La seconda: Jason Wright è un allenatore preparato e capace. Ricco di senso pratico e di  competenze. Se passano indenni attraverso il primo impatto con la nuova categoria sentiremo parlare di loro.

*Si dice che anche la Lazio si sia molto rafforzata...
-Vero. Il presidente Biagini ha messo insieme esperienza e talento giovanile. Potrebbe venirne fuori la vera sorpresa del campionato. Un outsider forte in casa e pericoloso in trasferta, capace di un rugby spettacolare ma, all'occorrenza, forte e rigoroso in difesa. Bell oda vedere e difficile da battere. Ma una bella rosa l'ha allestita anche L'Aquila, che ha pescato molto nel gruppo degli emergenti provenienti dall'Accademia.

*Arbitraggi: tasto come al solito dolente nel campionato italiano. Quali le priorità a suo giudizio?
-Io passo per essere una sorta di orco cattivo che ama ”mangiare” i direttori di gara. Non è vero, e mi spiace che qualcuno abbia avuto una tale impressione. Comincerò quindi col dire che, della giovane generazione, mi piacciono molto Mitrea e Blessano. Ragazzi preparati, capaci di entrare nella sostanza del gioco e di favorirne lo sviluppo efficace. Gente che sanziona quando c'è da sanzionare ma che “sente” i tempi dell'azione e, in qualche maniera, vi partecipa. Non tutti sono così bravi, ovviamente! Credo che le nuove regole sui tempi di riutilizzo da ruck e sulla durata della preparazione ai piazzati daranno una mano a quelle squadre che veramente vogliono fare un rugby di qualità. Le altre, spero, verranno penalizzate senza pietà. Alla prossima riunione tecnica chiederò il massimo del rigore, per esempio, sulla gestione dell'allineamento in rimessa laterale e sulla valutazione del comportamento dei piloni all'ingaggio.

*Passiamo al rugby internazionale. Treviso è per il terzo anno in Celtic league: dove potrà arrivare?
-Treviso ha condotto un'ottima campagna acquisti e si è dotato di una rosa all'altezza della competizione cui prenderà parte. Accanto a ottimi giocatori, italiani e stranieri, può mettere in campo anche la solidità e la competenza di una struttura costruita con pazienza e grande chiarezza di idee. Non esagero se dico che questo Benetton può puntare al sesto posto finale  Arrivare più indietro, secondo me, sarebbe l'immagine di una stagione fallimentare.

*E le Zebre di Gajan?
-Direi che sarebbe il caso di accantonare una volta per tutte la politica dell'alibi. “Abbiamo messo insieme la squadra in un mese, ci è mancato il tempo per lavorare sul gruppo, giochiamo contro avversarie molto più strutturate di noi...”. Per favore: basta! I giocatori ci sono, l'ultimo, l'australiano Halangahu  è fortissimo, gli italiani sono di qualità, i mezzi non vi mancano. È il momento di lavorare per arrivare a fare risultati. Chi l'ha detto che servono anni per mettere insieme una squadra? Forza ragazzi!

*Entrambe le italiane disputeranno la fase di qualificazione di HC. Solita missione impossibile?
-Sì. Ma in questo caso non è questione di alibi. Ma di una serie incontestabile di dati oggettivi. Passare il turno in HC è impresa difficile per chiunque, dal momento che si tratta della massima competizione del rugby dell'emisfero Nord. Ci sono squadre che “usano” il Pro12 come warm up per la Heineken...Io dico che le favorite per le semifinali sono: Leinster, Tolosa, Northampton e Clermont. E dico anche che se ci sarà una sorpresa, verrà dall'Irlanda e si chiamerà Munster. Una squadra che deve, per forza di cose, rinnovarsi e, in qualche maniera, rifondarsi. Ma che lo farà con lo spirito vincente che ne ha scritto la storia. Senza regalare niente a nessuno.

*Capitolo: Italia Under 20, la sua ultima Nazionale. Quanto sarà difficile tornare nell'Elite mondiale della categoria?
-Dipenderà da quanto noi riusciremo a farci del male o a crearci problemi dove non ci sono. Il gruppo dei nati '93 e '94 è ottimo. Molti di ragazzi del primo anno giocheranno in Eccellenza e matureranno importanti esperienze a contatto con un ambiente tecnicamente evoluto. Se con questi presupposti dovessimo non vincere la volata per la promozione...a qualcuno si dovrà pur presentare il conto!

*In chiusura: tre nomi di giovani dell'Eccellenza per i quali lei prevede un futuro di successi e soddisfazioni in prospettiva maglia azzurra del Sei Naizoni...
-Il mediano di mischia padovani che giocherà a Migliano, il centro Castello del Calvisano e, a patto che perda per strada una quota importante della pigrizia che l'ha sempre accompagnato, metto nel trio anche il numero 8 di Rovigo Ferro.

Giorgio Sbrocco
 

Facci sapere la tua opinione!
commenta

Aggiungi Commento

  Country flag

biuquote
  • Commento
  • Anteprima
Loading

Rugby Ball