17
luglio


L'INTERVISTA DEL MESE – 10 domande a Christian Gajan allenatore delle Zebre

Christian Gjan e le Zebre, un rapporto cominciato da un mese che però è desinato a dare frutti importanti. Questo è almeno quanto si augurano il tecnico francese e il suo staff in questi giorni al lavoro a Parma.

*Come procede l'attività di preparazione?
-Bene, anzi:benissimo. Come di solito vanno le cose quando non c'è competizione, non ci sono avversari, sconfitte da digerire e traguardi da raggiungere a ogni costo. La situazione, battute a parte, è molto particolare: qui è tutto nuovo. Giocatori, squadra, allenatori, dirigenti. Gente che si conosceva al massimo di nome o di vista, alcuni per aver giocato insieme, altri per essere stati avversari sul campo. E le novità, di solito, sono belle, spesso bellissime in apparenza. Noi stiamo cercando di dare sostanza a questa apparenza. È la nostra scommessa. La sfida che ci è piaciuto raccogliere, l'impegno che intendiamo onorare.

*La rosa non è ancora completa. Vi state muovendo sul mercato?
-Mancano ancora un paio di pedine, che più che coprire ruoli scoperti dovranno dare profondità all'organico. Siamo in attesa di un numero 8 e di un giocatore versatile per la linea arretrata. Stiamo sondando il mercato dell'emisfero sud, dal momento che in Europa i trasferimenti sono di fatto tutti conclusi. E la qualità dell'offerta, al momento, non è particolarmente elevata.

*Confermato il programma "francese" delle amichevoli pre campionato?
-Sì, abbiamo scelto di andare in Francia perché il volume dell'attività nel mese di agosto è veramente alto e le possibilità di organizzare buoni test sono tante. Giocheremo contro Perpignano il 2, e poi parteciperemo al torneo Vaquerin che ci vedrà impegnati contro Aurillac, una buona formazione di seconda divisione, il 5 e contro gl inglesi di Northampton (Aviva Premeirship,ndr).

*Quali sono gli obiettivi delle Zebre nella loro prima stagione internazionale?
-Fondamentalmente due:esprimere una competitività in linea con gli standard dell'alto livello in ogni partita che disputeremo, sia in casa sia in trasferta; collaborare efficacemente con il settore tecnico della Fir e con Jaques Brunel per formare giovani da inserire in Nazionale adeguatamente preparati. Nessuna tabella e nessun obiettivo numerico. A chi mi chiede: quante partite pensate di vincere? Rispondo: non lo so e non mi interessa dirlo adesso. Ma è certo che ci proveremo tutte le volte che scenderemo in campo. Il mio credo è: non importa quante mnje vinci e quante ne eprdi. A fare la differenza e a dare sostanza a una squadra è il modo con cui si esprime sul campo. Restare sempre in partita fino alla fine. Questo chiedo ai miei ragazzi!

*Come valuta il livello tecnico del campionato celtico di Pro12?
-Difficile fare paragoni con il campionato francese o con quello inglese. In Celtic non ci sono retrocessioni. E questo io lo considero un fondamentale valore aggiunto alla qualità complessiva del gioco espresso dalle squadre. Nei campionato dove si retrocede è naturale, a un centro punto della stagione, pensare più alla classifica che alla qualità del gioco. E questo non aiuta a crescere. Mentre le Zebre sono in Pro12 proprio per farlo crescere il rugby italiano! Se poi guardo alla fase conclusiva dell'HC dell'anno scorso...beh, occorre ammettere che questi celti giocano davvero bene"

*Ci sono a suo giudizio favoriti per la vittoria finale?
-Molto dipenderà dagli esiti delle varie campagne di potenziamento attuate da quasi tutte le squadre nel corso dell'estate. Difficile, oggi, dire chi fra le concorrenti alla parte alta della classifica, si sia rafforzato più degli altri. Credo comunque di non sbagliare se dico che Leinsetr è la formazione favorita per la vittoria. E che dietro ci sono almeno quattro o cinque squadre potenzialmente in grado di fare l'impresa. Guardate cosa hanno fatto gli Ospreys l'anno scorso in finale".

*Fra i giovani che stanno lavorando a Parma c'è qualcuno per il quale prevede una carriera particolarmente brillante a livello internazionale?
-Ovviamente sì. Ma è altrettanto ovvio che non intendo fare nom ia questo proposito. Primo perché non sarebbe giusto nei confronti del gruppo. E poi perché..se mi dovessi sbagliare?

*Le Zebre debutteranno in Galles contro Newport. Che partita si aspetta?
-Aprire una stagione agonistica in casa di una gallese non è mai facile. E per noi a Newport sarà durissima. Ma non vedo l'ora di esserci perché voglio cominciare a misurare la nostra competitività al cospetto di un avversario forte e, soprattutto, non disposto a regalare niente. Neanche un centimetro di campo  un pallone. Noi andiamo là per fare risultato. Se ci riesce anche per vincere".

*Quella del suo amico Brunel sarà un'Italia nuova rispetto al recente passato?
-Certamente Jaques introdurrà qualcosa di nuovo e di diverso rispetto al passato. Il suo piano di gioco, almeno nei contenuti e nelle modalità operative fonda,mentali, sarà quello delle Zebre. Il nostro obiettivo è preparare giocatori che possano risultare utile alla Nazionale. Ovvio che per farlo dovremo lavorare in piena sintonia.

*Gerarchie europee dei prossimi anni: chi al primo posto?
-Io dico Galles: hanno un'età media discretamente bassa, un tasso di talento molto elevato, buoni meccanismi esecutivi e, soprattutto, uno spirito e un orgoglio inarrivabili. Ai Mondiali hanno mancato la finale di un niente. Sentiremo tutti parlare di loro. La mia Francia, se continuerà a affollare il proprio campionato di giocatori stranieri, dovrà rassegnarsi alle posizioni di rincalzo. Purtroppo.
Giorgio Sbrocco

 

CHI E' CHRISITAN GAJAN

nato a Tolosa 6.09.1957
laurea in educazione fisica
giocatore con Tolosa (campione di Francia '86, '87))

squadre allenate:
Tolosa under 21
Tolosa (campione di Francia 2001)
Castres (European Shild; Coppa di Francia 2003)
Benetton (campione d'Italia 1999)
Fukuoka Sanix (Jap)
Veneziamestre
Bayonne

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