03
luglio


Milano e il Rugby in bianco e nero. By Maurizio Vancini

Nell’intervallo di Italia – Germania  per l’Europeo di calcio, da buon professionista del telecomando sono capitato su un servizio nostalgico, splendido e contagioso, effettuato da Mirko Petternella  per l’esordio di Marcello Fiasconaro nel Rugby di casa nostra. Raccontava in toni romantici la partita tra Concordia Milano e Amatori Catania : in campo anche un dinamico e baffuto Marco Bollesan.  
Il filmato vintage, datato 1976, doverosamente in bianco e nero narrava dell’atleta italo sudafricano, allora primatista mondiale degli 800 metri piani, che si era fatto prestare un paio di scarpe strette e indossata la maglia numero 14 siglava una delle mete meneghine tra i pali dello storico Campo Giuriati.
Ricordo quel giorno a colori, abitavo a pochi isolati dall’impianto e a Città Studi la curiosità era grande, tanto che per assistere al match si erano presentati atleti del calibro di Paola Pigni, Francesco Arese e l’idolo delle ragazzine di allora: il nuotatore Marcello Guarducci. Poco importava di risultato e regole, si trattava di una vera e propria festa ambrosiana , nello stadio che il telecronista definiva già fatiscente.
A mio sapere Mario Giuriati era stato un Onorevole durante il ventennio e aveva contribuito allo sviluppo della palla ovale, che a Milano avrebbe rivissuto il maggior evento di sempre molti anni più tardi: il 14 novembre 2009 per Italia – All Blacks. Ero a San Siro in quel pomeriggio storico, nonostante mio papà, che proprio oggi avrebbe compiuto i suoi 80 anni, iniziò la sua fine durante quella notte. 
Il tempo non sempre è galantuomo, ma talvolta lascia bei ricordi. Tra i tanti quello d’essere stato l’ultimo arbitro di una partita ufficiale delle Zebre, quando sfidarono  nel 2007 le All Stars del Campionato Italiano proprio al Giuriati. Conservo tuttora la maglia bianconera a strisce afro che Pietro Scanziani mi donò al termine del match. Trent’anni più tardi del suo illustre genitore toccò al figlio di Fiasconaro giocare qualche sporadico incontro con la maglia di Parma. Emozionante la coincidenza di aver diretto una di quelle sfide!
Corsi e ricorsi si avvicendano nelle nostre vite di Sportivi, Uomini, Padri e Figli. Father and Son di Cat Stevens sarebbe la colonna sonora da intonare per questo amarcord rugbystico all’ombra della Madonnina.
Maurizio Vancini

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