05
giugno


Abbiamo l'aria di italiani d'Argentina. By Maurizio Vancini

L’Argentina è certamente il paese al mondo dove gli Italiani si trovano meglio, così come la nostra amata Penisola è la meta più gradita di Gauchos e Portenos. Due nazioni che vivono di futbol, due popoli che si sono fatti grandi a vicenda immigrando ed emigrando in cerca di fortuna. Senz’alcun dubbio gli Azzurri della palla ovale hanno iniziato a graffiare grazie al contributo nell’ultimo ventennio di parecchi Pumitas: efficaci felini di razza.

Vero pure che da queste parti abbiamo visto atterrare e poi calcare i nostri prati verdi tanti brocchi, pseudo campioni millantatori direttamente proporzionali all’insuperabile Vittorio Gassman de: “il Gaucho“ di Dino Risi; però grandissimi sportivi come Fangio, Monzon, Maradona hanno vinto e convinto l’universo delle proprie discipline grazie ad imprese infinite come l’abitudine alle loro grandi distanze ed al romanticismo di una Gucciniana Croce del Sud nel cielo terso.
L’ItalRugby ha nell’aria tre nomi su tutti: Diego Dominguez, Sergio Parisse, Martin Castrogiovanni.
Hanno detto di loro che si tratta di Campioni che intonano l’inno di Mameli con un sottofondo tanguero alla Gardel, ma non hanno perso l’abitudine a godersi una yerba mate dopo un asado o un panqueque de dulce de leche. La verità è che sono uomini esempio di orgoglio e carattere straordinari. Di Diego sentiamo ancora la mancanza al fischio d’inizio di ogni partita Azzurra. Sergio è “il Capitano“ riconosciuto, stimato ed amato da Tutto il mondo dello sport. Martin rappresenta la Forza che ci permette di affrontare l’armata biancoceleste a viso aperto con il giusto rispetto.
I Pumas sono tra le primissime realtà mondiali del Rugby, squadra senza paura in grado di competere e vincere contro tutti. Impressiona lo spirito con cui impattano le gare, commuove  vedere giocatori grandi e grossi piangere all’esecuzione dell’Himno Nacional. Per gli Italiani d’Argentina, si ripropone l’occasione di ripetere le tante imprese già compiute e rifare la storia, rivedendo lo spunto del brano titolo di Fossati  … la distanza è atlantica, la memoria cattiva e vicina … e una META in più ci basterà, perchè todos somos hermanos de Italia!

Maurizio Vancini.

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