25
maggio


Nazionale – Parla il vice di Brunel: “Per me l’Italia rappresenta una sfida”. By Giorgio Sbrocco

Prime dichiarazioni di Philippe Berot, vice del ct Jaques Brunel, dal ritiro della Nazionale a Orzinuovi. Un misto discretamente ben calibrato di cortesia, ottimismo e sommarie valutazioni tecniche sui singoli, il gruppo e il movimento.

 

“Ho avuto Jacques Brunel come allenatore alla fine degli anni ’90, a lui mi lega un rapporto molto stretto sia dal punto di vista umano sia da quello sportivo. Dell’Italia conosco Brescia, dove in passato giocai contro l’Italia a metà degli Anni ’80 affrontando in quell’occasione Gino Troiani che oggi è manager della squadra e Parma, dove fui vicinissimo ad accasarmi come giocatore quando lasciai l’Agen”.

 

“L’Italia è un Paese con cultura sportiva e rugbistica, c’è grande potenziale. In Nazionale possiamo contare su due generazioni: atleti di esperienza affiancati da un gruppo di giovani di talento. La  squadra che sta vivendo una progressione interessante, crescendo torneo dopo torneo”.

 

“Oggi – ha detto Berot – allenare una squadra significa avere importanti contenuti di gioco da offrire ai giocatori, ma al tempo stesso è essenziale un rapporto profondo con loro. Brunel in questo senso è un ottimo esempio, è un tecnico molto conosciuto oltre che per i suoi risultati proprio per la sua esperienza e per le sue forti capacità relazionali”.

 

“Per me – ha concluso il quarantasettenne tecnico proveniente dal Tarbes – l’Italia è una sfida importante, voglio portare qualcosa di mio a questa squadra e per riuscirci è importante anche adattarmi alla cultura italiana, apprendere la lingua rapidamente. Troiani dice che tra un mese parlerò bene, non è molto ma penso di poter fare passi avanti in tempi brevi”.

Giorgio Sbrocco

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