11
maggio


Il grande rugby via da Torino perché (forse) Italia - Tonga rovinerà il manto erboso e (forse) la settimana dopo il Torino calcio giocherà in casa. By Giorgio Sbrocco

Da ridere (si fa per dire). Per non piangere (lacrime amare). Il fatto: Italia – Tonga (che non è proprio una sorta di sinecura ovale come qualche sbadato è portato a ritenere associando il nome dell’avversario degli azzurri a resort soleggiati,  ClubMed e a pedalò del Sud Pacifico), test match in programma il prossimo 10 novembre nel quadro del trittico internazionale che vedrà la formazione del neo ct Jaques Brunel sfidare Nuova Zelanda e Australia, non si giocherà a Torino. Meglio: non si giocherà allo stadio Olimpico del capoluogo sabaudo. Perché, come ha spiegato per iscritto l’assessore Stefano Gallo in un messaggio inviato al presidente Fir Giancarlo Dondi: “…non c’è il tempo materiale per l’eventuale ripristino del manto erboso”. Operazione che, secondo i tecnici, dovrebbe protrarsi per cinque giorni salvo complicazioni e per la quale il comitato organizzatore dell’evento ha già garantito la copertura economica (185 mila euro di fideiussione). E quindi? Quindi, secondo l’assessore, potrebbero sorgere (gravissimi?) problemi di agibilità per il Torino (calcio) che in quello stadio gioca e giocherà (questo è l’augurio di tutti) in serie A nella prossima stagione. Domanda: ma chi l’ha detto che il Torino (calcio) giocherà in casa la domenica successiva al 10 novembre 2012? Risposta:nessuno. Dal momento che il calendario 2012/2013 di serie A non è ancora stato stilato. Ma nel dubbio, pare evidente che l’assessore e i suoi consiglieri (ammesso che ne abbia interpellati sull’argomento e dei quali piacerebbe conoscere i nomi) hanno preferito andare sul sicuro producendosi nella seguente duplice controproposta (frutto di apposito e sofferto think tank?) : 1) spostare la partita allo stadio (di atletica) intitolato a Primo Nebiolo in parco Ruffini (“Il nuovo Valentino” per i torinesi) che dispone della bellezza di 7.200 posti a sedere. Di cui 1.200 coperti. 2) spostare la data della partita. Decidendo quella nuova una volta conosciuto nei dettagli il calendario del Torino (calcio). Cioè quest’estate. Fine della storia. Questo è il livello delle competenze (lasciamo da parte le sensibilità, che a un amministratore pubblico non possono essere richieste per legge)di chi amministra lo sport in una metropoli. 

Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo

 

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