07
maggio


Eccellenza – Mogliano ricorre al giudice per il pugno di Wakarua. Le riprese Rai confermano. Prato rischia giocarsi lo scudetto senza il suo miglior calciatore. By Giorgio Sbrocco

Pare che all'origine di tutto ci sia stata una telefonata di Andrea Cavinato (allenatore del Calvisano) al cugino Umberto Casellato (allenatore del Mogliano) subito dopo la fine di Prato-Mogliano di domenica scorsa al Chersoni, la partita che ha promosso la squadra toscana in finale scudetto. “In televisione – ha riferito Cavinato a Casellato – si è visto benissimo che Wakarua ha colpito un avversario con un pugno. Mancini (l'arbitro dell'incontro, ndr) non se n'è accorto e il giudice di linea nemmeno. La cosa meriterebbe un ricorso al giudice di prima istanza con il supporto delle immagini Rai”. Detto e fatto, Mogliano pare sia intenzionato a presentare formale reclamo per il pugno del neozelandese. Reclamo che, è bene chiarire, non potrebbe in alcun modo pesare sull'esito della semifinale ma, se accolto (il pugno c'era e in televisione si è visto nitidamente), potrebbe privare Prato di una delle sue (migliori) bocche da fuoco per una o due delle tre finali in programma. Il giudice di prima istanza (l'ufficio di cui è responsabile Michele Carlotto) ha però 30 giorni per decidere. Nulla (gli) vieta di prendersi tutto il tempo che riterrà necessario prima di emettere la sentenza. Recentemente ha fatto scalpore il “ritardo” con cui il giocatore del Rovigo Montauriol è stato squalificato (5 mesi!) per un fallaccio compiuto proprio contro Prato. L'emissione della sentenza di squalifica è arrivata all'indomani del match Petrarca-Rovigo, che Montauriol ha giocato (e bene!) e che ha sancito l'esclusione dei campioni in carica padovani dalle semifinali scudetto. In quell'occasione qualcuno criticò il Petrarca per non aver protestato nelle sedi opportune. Ma nulla di men che regolare era, in effetti accaduto, dal momento che il giudice (art 77), nel caso di queste particolari procedure che coinvolgono prove filmate esibite come prove, ha, appunto, 30 giorni per decidere. Come andrà a finire? Visto il clamore della notizia non è da escludere (sempre che Mogliano produca davanti al giudice in tempi brevi le immagini incriminate) che Prato debba fare a meno del suo calciatore per almeno una partita. Due se è molto sfortunato. Nessuna in caso contrario.

Giorgio Sbrocco - Giornalista sportivo

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