05
maggio


Eccellenza – Calvisano in finale all’ultimo respiro. Rovigo battuto di 7 punti. Decisivo il calcio di Griffen all’80’. By Giorgio Sbrocco

Cammi Calvisano – Cz Rovigo  16-9 (pt 13-3)

Marcatori: 15’ cp Griffen, 32’ m.Vunisa tr. Griffen, 38’ cp Griffen, 40’, 51’ cp Basson, 80’ cp Griffen

Arbitro: Passacantando (Aq)

Per un punto! Calvisano batte Rovigo 16-9, recupera il passivo del Battaglini, merita la vittoria, a quattro minuti dal termine rischia di veder sfumare un sogno ma a tempo scaduto, con il piede ispirato del suo vecchio condottiero neozelandese, trova i punti che valgono il trionfo e un posto d’onore nella finale scudetto 2012. Completamente fuori luogo la reazione del coach dei veneti Polla Roux che alla fine se la prende con l’arbitro. Stesso copione dell’anno scorso dopo lo scudetto vinto dal Petrarca. Stessa mentalità, purtroppo, perdente. Per il resto è stata una grande giornata di rugby. Una festa per tutti, anche se a Rovigo non saranno della stessa opinione. Primo tempo di grande intensità fisica con Calvisano (superiore nelle fasi statiche) in costante possesso di palla che costringe Rovigo a un continuo lavoro di tamponamento negli spazi ristretti e a un numero davvero spropositato di placcaggi. Un tenuto di Basson (15’) genera il primo vantaggio dei Bresciani grazie alla potenza di Griffen che da 50 metri non sbaglia i pali. Una palla persa (tre e importanti nei primi 40’) consente un contrattacco molto profondo dio Rovigo (18’). Berne salva su Bacchetti placcando alto, ma Duca manca il bersaglio da posizione angolata. Al 24’ (errore di ricezione di Vunisa da calcio di rinvio) Tumiati lanciato lungo l’out sul lato chiuso schiaccia in meta ma tocca col piede la linea bianca e Psassacantando annulla. Alla mezzora Visentin subentra a Bergamo infortunato. Al 32’ un perfetto drive di Calvisano porta in meta Vunisa nonostante l’illegalità di Rovigo che l’arbitro rileva ma (giustamente) non sanziona. È il momento migliore di Calvisano che prova ad alzare ulteriormente il ritmo. Al 35’ un calcio girato per reazione salva i rossoblu a 10 metri dalla meta. Ma al 38’ (Ceglie non rotola) Griffen scrive 13-0 sul tabellone. Un fuori gioco della linea giallonera (?) in azione difensiva, rilevato dal direttore di gara  abruzzese a tempo scaduto consente a Basson di accorciare le distanze e di andare al riposo sotto di 10. A metà gara Calvisano è in finale scudetto. Alla ripresa delle ostilità Cavinato manda in campo Appiani e Pavin, Roux toglie Ceglie per Lombardi  e Mahgoney per Giazzon ma la musica in mischia chiusa non cambia. La prima linea di Rovigo è davvero poca cosa. Un lungo ma poco fruttuoso possesso di Calvisano termina all’altezza dei 22 con un in avanti di Costanzo. Al 47’ Passacantando vede (solo lui?) un disassamento dei bresciani in zona d’attacco e salva Rovigo. Poi (50’) sanziona un “sigillo” di Erasmus  su Berne a terra (che esce toccato duro) assai discutibile che concede a Basson il calcio del meno 7. A un punto dalla finale. Calvisano riprende a macinare gioco ma non avanza. Rovigo non si scompone, placca tutto, poi recupera (56’) e libera. Si riprende con Birchall centro e Costanzo in evidente difficoltà per problemi muscolari. Una conquista in rimessa per Calvisano sui 22 (58’) viene vanificata da un’ostruzione involontaria che l’arbitro rileva concedendo la mischia a Rovigo e sulla successiva pressione dei bresciani avanzanti punisce un ingresso laterale davvero poco chiaro. Un buco di Wilson sulla coda di una rimessa vinta a due mani (61‘) riaccende le speranze dei veneti, ma Calvisano tampona e trova un prezioso turnover da cui nasce il tenuto di Basson che porta i bresciani dentro i 22 con un lancio a favore. Tentativo di drive ma Rovigo resiste e il turnover è suo. Al 64’ Calvisano ruba un’introduzione ma la mischia gira oltre il lecito. Per Passacantando è solo turnover. La mischi chiusa non è il suo forte. E si vede. Un’incursione di Vunisa (65’) sulla chiusa finisce con un tenuto giallonero. E poi è Pavin a difendere perfettamente sul terzo canale attaccato in forze dalla linea veloce rossoblu. Al 60’ è calcio contro Calvisano per ostruzione volontaria sei brasciani in maul avanzante. Calcia da 50 metri Duca, la palla passa sotto i pali e sbattesu Palazzani. Per il direttore di gara è in avanti ed è mischia. Sulla prima Calvisano ottiene turnover, sulla seconda c’è fallo su Vunisa a terra. Un altro cp (fallo di Giazzon su Griffen) porta i gialloneri sui 30 metri di Rivigo con lancio a favore ma (e tre!) c’è l’ostruzione volontaria che Passacantando non perdona. Grande drive di Rovigo sui 22 che prepara il drop. Ma invece arriva il fallo di Beccaris (76’) che non entra dal gate su ruck formata davanti ai pali. Calcia Basson che non sbaglia. Sul 13-9 in finale ci va Rovigo. Ultimi minuti roventi: Calvisano controlla il possesso, cerca il fallo di Rovigo ma trova un’ostruzione (involontaria) con Erasmus. Si riprende con una mischia a 120” dalla fine. Calvisano mette pressione davanti ed è reset senza falli. Alla seconda è turn over per i padroni di casa. Nasce l’azione decisiva. La innesca e la conclude Vunisa che (dopo 8 pick & go) trova la linea del vantaggio e costringe il placcatore al fallo. Il tempo è scaduto. Griffen piazza, la palla passa sopra la traversa, il San Michele esplode e il Cammi vola in finale nell’anno del suo ritorno nella massima serie del rugby nazionale.

Giorgio Sbrocco

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