30
aprile


Heineken cup – Vern Cotter (Clemont): “Deluso, ma la squadra ha dimostrato carattere e quella di Fofana mi era davvero sembrata meta”. By Giorgio Sbrocco

“Una pillola amara da digerire”. Così l’allenatore del Clermont Vern Cotter ha definito la sconfitta della sua squadra a opera di Leinster (19-15) nella semifinale di HC disputata domenica a Bordeaux. A rendere la digestione del tecnico neozelandese davvero…complicata  ha contribuito senza dubbio la meta non assegnata al centro Fofana dal Tmo sul finire della partita. “Sono deluso, molto deluso” ha ribadito Cotter. “Il nostro impegno non è stato ricompensato”. E ancora: “Ci vorrà tempo per digerire una tale sconfitta. Mi è molto difficile anche il solo parlarne. Di rivederla non se ne parla! Al momento non è ho alcuna intenzione. Anche se so che prima o poi dovrò farlo. E dovremo tutti usare i motivi di questa sconfitta per cercare che non si ripeta e per essere sicuri che, la prossima volta, saremo noi a vincere”. Sula meta non concessa Cotter conferma: “Io dico che era meta. Ne ho avuto la certezza dalla reazione dei giocator in campo. Ma il Tmo non è stato dello stesso avviso e nei restanti minuti il nostro pick & go non ha funzionato”. Fra le ragioni della sconfitta Cotter non indica gli infortuni a Malzieu e Byrne. Ma “i primi sei minuti al rientro in campo dopo l’intervallo, quando Leinster è stato capace di passare da 6-12 a 16-12 grazie alla meta di Healy e al drop di Kearney. Nel secondo tempo abbiamo giocato contro vento e non siamo stati capaci di adattarci alle particolari condizioni che una tale situazione comporta. Anche di questo sono molto deluso”. Ma la conclusione è nel segno della vita (sportiva) che continua: Alcune cose, nonostante sia finita male, mi sono piaciute. Gli ultimi minuti hanno dimostrato che la squadra possiede carattere e spirito di gruppo. Sul piano individuale mi sono molto piaciuti Jean-Marcel Buttin e Regan King per come hanno saputo entrare in campo a partita iniziata e dare il loro importante contributo personale”.  Quanto al futuro, secondo Cotter: “Dobbiamo lavorare su alcuni dettagli”.

Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo

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