05
febbraio


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Rabo Pro12 – Zatta (Benetton): “In Celtic league sì. Ma non a tutti i costi. E con un occhio ai bilanci”. By Giorgio

 Treviso fuori dal campionato celtico per ragioni di bilancio? Sì, anzi: no. Ni. Il presidente del club targato Benetton, Amerino Zatta, ha confermato che lui e i suoi in Pro12 ci tengono a rimanere a lungo, però...Così a La Tribuna di Treviso: "Non a tutti i costi. Siamo consapevoli di quanto è stato fatto negli ultimi anni per portare Treviso in Europa, sia da quando fummo i pionieri della Heineken Cup, alla fine degli anni '90. E sappiamo l'affetto, la passione e l'amore dei tifosi. Ma dobbiamo anche guardare i bilanci". Alla base di quello che non pare voler essere un grido di dolore di un club alle prese con problemi finanziari, ma una salutare e dovuta riflessione sulle modalità di gestione generale dell'impresa da parte dell'ente centrale, c'è l'oggettiva disparità di “trattamento” che la Fir riserva alle due rappresentanti italiane iscritte alla competizione celtica. Dei 12 milioni che la Fir spende alla voce Pro12, infatti: 9 sono destinate alle Zebre. Tenendo conto del numero (altissimo) di giocatori che Treviso fornisce alla Nazionale e del lavoro di formazione svolto dal club trevigiano con i prospetti emergenti...Giorgio Sbrocco

15
settembre


Elezioni Fir – Le percentuali delle preferenze espresse. By Giorgio Sbrocco

In attesa della conferenza stampa del neo eletto Alfredo Gavazzi (nella foto) fissata per le ore 15, siamo in grado di riportare le percentuali delle preferenze ottenute dai tre candidati alla presidenza:lfredo Gavazzi  54.3%Amerino Zatta  39.6%Gianni Amore 6.1% Secondo quanto comunicato dall’ufficio stampa Fir all'assemblea Ordinaria Elettiva ha preso parte l' l'82,76% degli aventi diritto (92,78% quota Società, 46,58% quota giocatori, 85,11% quota tecnici). Interessante e, molto probabilmente, decisivo per il futuro  cammino del governo ovale, sarà il risultato della votazione (in corso) che eleggerà i consiglieri (7), i rappresentanti dei giocatori (2) e dei tecnici (1).  Se le percentuali delle elezioni presidenziali dovessero riprodursi in questa seconda consultazione, il rischio di avere un Consiglio federale difficile da governare (leggasi: senza una maggioranza forte numericamente) sarebbe ipotesi quasi scontata. Probabile che, soprattutto la corrente facente capo al candidato Gianni Amore, decida di far convergere in parte o tutto il proprio patrimonio di voti verso la cordata del neo presidente. Ottenendo, in cambio, un posto (due?) in Consiglio federale. Fantapolitica ovale? Giorgio Sbrocco    

10
settembre


Elezioni Fir - Serve un presidente con (solida) maggioranza al seguito. By Giorgio Sbrocco

Manca davvero poco al fatidico 15 settembre, giorno in cui le urne del rugby diranno chi, fra Gianni Amore, Alfredo Gavazzi e Amerino Zatta, sostituirà Giacarlo Dondi  alla guida della Federazione Italiana Rugby. Con il presidente saranno eletti sette consiglieri, un rappresentante dei tecnici e due degli atleti. Comunque vada la consultazione e qualunque sia il responso delle urne, vi è comunque un aspetto della questione che merita un approfondimento  perché rischia di  costituire l'unica componente di assoluta, novità rispetto al passato. Due i fattori concorrenti che promettono di generarla: ·         la riduzione da 20 a 10 del numero dei membri del Consiglio federale imposta dal nuovo statuto approvato recentemente dal Coni da un lato; ·         la mancanza di “listini” più o meno bloccati ma quantomeno visibili e noti all'intero corpo elettorale dall'altro. Sulla prima “variante” c'è poco, anzi niente, da dire trattandosi di procedura deliberata e accettata e quindi già esecutiva.Sul secondo corno del problema invece, qualcosa da dire c'è: se le (tante) previsioni della vigilia dovessero trovare puntale conferma, il consiglio federale eletto potrebbe essere, nella sua variegata composizione, poco o punto governabile. Al suo interno troverebbero infatti posto i rappresentanti di due o più delle “fazioni” schierate dietro le tre candidature alla presidenza. Essendo il totale dei seggi a disposizione molto limitato (10), non è difficile immaginare cosa potrebbe accadere ogni qualvolta il consiglio così composto fosse chiamato a esprimersi a maggioranza su una delibera: un CF modello parlamento italiano, con maggioranze e minoranze “elastiche” capaci di formarsi e disfacersi a seconda del tema trattato o degli interessi di parte o di bottega. L'uscente presidente Dondi ha guidato il rugby italiano negli ultimi 16 anni disponendo, all'interno della compagine di governo, di maggioranze (spesso) più che bulgare, Nordcoreane, di fatto. Una tale situazione, se da un lato può prestarsi a derive plebiscitarie poco commendevoli in linea di principio, dall'altro rappresenta la condizione ideale per chiunque voglia provare a realizzare un proprio progetto. Farlo, o anche solo provarci, sapendo a priori che tutto, ma proprio tutto, dovrà essere il risultato di una continua e minuziosa opera di mediazione fra le parti...autorizza a ritenere che ci si troverà di fronte a un'operazione ai limiti dell'impossibile. Che Gavazzi vinca o che a farlo sia Zatta (tutte le proiezioni dicono che sono loro i due candidati favoriti), per poter cominciare a lavorare con un minimo di serenità, sarà bene che possa  controllare almeno 6 componenti del CF, meglio 7. Ma se la “maggioranza” dovesse  fermarsi  a cinque... allora .. cercasi un Monti ovale disperatamente! E per il rugby italiano sarà un brutto ricominciare. Giorgio Sbrocco

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