Sarà il quarantenne Steve Walsh a dirigere la finale di Super XV fra Chiefs e Sharks in programma sabato a Hamilton. Suoi assistenti saranno il sudafricano Craig Joubert e il neozelandese Keith Brown. La designazione di Walsh risponde a oggettivi criteri meritocratici, trattandosi di uno dei quatto o cinque migliori arbitri ovali attualmente in attività al mondo. Ma è la sua carriera, tutt’altro che lineare, a presentare interessanti spunti di riflessione. Neozelandese di nascita, smesso prestissimo (13 anni) con il rugby giocato a causa di un problema congenito alla colonna vertebrale, Walsh cominciò ad arbitrare all’età di 16 anni. Nel 2003, a soli 31 anni era già alla Coppa del Mondo. Ma uno scambio di opinioni catalogato dalla commissione disciplinare alla voce “inappropriate behaviour” con un membro dello staff dell’Inghilterra gli costò tre giorni di sospensione. Ma siccome era veramente bravo, scontata la pena, arbitrò il quarto di finale AUS-SCO. Nel 2005, nel corso del tour dei Lions in NZ, ebbe un feroce scambio di opinioni (in campo) con l’ala dell’Irlanda Shane Horgan che ne aveva contestato una decisione. La cosa gli costò quattro mesi di interdizione. Ma siccome era veramente bravo, nel 2007 (il suo anno d’oro) fu chiamato a dirigere: finale Super 14, il primo match di rugby al Croke Park di Dublino e quattro match della Coppa del Mondo di quell’anno. Il 18 marzo 2009, con in tasca la designazione per l’incontro che a Cardiff avrebbe deciso l’assegnazione del Grande Slam in tasca, si presentò a una riunione tecnica a Sydney completamente ubriaco. E fu cancellato dai ruoli della federazione neozelandese cui era professionalmente legato per contratto. Ma siccome…e si trovava già in Australia, offrì i suoi servigi alla Arfu (la federazione australiana) che lo accettò con la qualifica di “refering club” per la zona di Sydney. Ma siccome bravo lo era davvero, bruciò le tappe e nel 2010 entrò come rappresentante dell’Australia nel panel del Super 14. Nel giro di un anno era di nuovo al Sei Nazioni (Scozia-Italia) e alla Coppa del Mondo del 2011. Giorgio Sbrocco