14
agosto


Championship Four Nations – Francis Louw e la battaglia nella zona di collisione. By Giorgio Sbrocco

Per provare a battere il Sud Africa a casa sua occorrono capitali di competenza tecnica, vagoni di doti atletiche e quantità industriali di idee chiare. Eusebio Guinazu e Horacio Agulla, rispettivamente tallonatore e ala dei Pumas semplificano il concetto e spiegano quale debba essere la priorità dell’Argentina  sabato contro gli Springboks: “Non bisogna dargli la possibilità di arrivare per primo sopra la palla, se ci riesce è in grado di punire chiunque. I nostri portatori di palla dovranno cercare di restare in piedi il più a lungo possibile e il sostegno dovrà essere tempestivo. Guai a lasciarli isolati…quello arriva e sono guai!”. Il “diavolo” di cui parlano i due argentini è il flanker Francis Louw, che loro conoscono molto bene dal momento che ci giocano insieme a Bath. Assicura Guinazu: “Se davvero vogliamo provare a vincere dovremo neutralizzare le sue mostruose abilità tecniche nella zona del placcaggio”. Non sarà facile. Anche perché l’Argentina dovrà fare a meno di Fernandez Lobbe (infortunio muscolare), capitano en flanker specialista del lato aperto proprio come Louw. Al suo posto giocherà Manuel Leguizamon, ottimo elemento quanto a efficacia nella zona di collisione. “Sostanzialmente dobbiamo giocare ai nostri massimi livelli e vincere la battaglia sui punti d’incontro per vincere la partita” ha dichiarato.Giorgio Sbrocco

06
agosto


Sud Africa – Non più di 32 partite all’anno. Una proposta di revisione del calendario. By Giorgio Sbrocco

Meno partite e più spettatori, per  aumentare gli utili e per salvaguardare la parte più importante e preziosa del gioco: i giocatori. Così la pensa il sudafricano Alan Zondagh (Villagers,Saracens) che su Supersport.com illustra il suo innovativo piano di lavoro per il rugby dell’emisfero sud. “Troppi infortuni dovuti all’eccesso di impegni agonistici” la sua convinzione. “Troppi atleti di alti livello che se ne vanno all’estero per giocare men oe guadagnare di più” la constatazione più amara. Il modello suggerito da Zondagh prevede tre fasi: pre stagione (8 settimane di cu ile ultime due dedicate a partite di preparazione); stagione (32 settimane, 32 partite) e stagione di riposo (un mese completo). Nel suo progetto: riduzione della durata del Super Rugby e del Championship. Eccolo schematicamente riprodottoGennaio: Pre-Season – 4 settimane – zero partiteFebbraio: Pre-Season – 4 settimane (amichevoli nella terza e quarta)Marzo: Stagione Provinciale (Currie Cup) – quattro settimaneAprile:  Stagione Provinciale (Currie Cup) – quattro settimaneMaggio :  Stagione Provinciale (Currie Cup) – quattro settimane (2 settimane di preparazione ai Test match di giugno)Giugno: Test match in SALuglio: Super Rugby – quattro settimaneAgosto: Super Rugby – quattro settimaneSettembre: Super Rugby – due settimane (due settimane di preparazione al Championship)Ottobre:  Rugby Championship – quattro settimane(da disputare in una singola Nazione a rotazione)Novembre: preparazione e disputa Test match nell’emisfero NordDicembre: riposo totaleGiorgio Sbrocco

03
agosto


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Sud Africa – A Nordovest del Capo, nella terra dei Boland Cavaliers…By Giorgio Sbrocco

Questione di proporzioni. Capita sempre più spesso di parlare di “ampia diffusione” del rugby nel nostro Paese. Il dato è oggettivo, l’incremento c’è, i numeri dicono che si tratta di un trend discretamente continuo. Il quadro che ne risulta è incoraggiante. Quota 100 mila tesserati non è (tanto) lontana. In Francia hanno superato i 400 mila ma non fa niente. Cercando qualche notizia più dettagliata su un giocatore che disputerà il prossimo campionato di Eccellenza nelle fila del Mogliano di Cocco Mazzariol campione d’Italia, siamo venuti in contato con la realtà dei Boland Cavaliers (col K nella versione afrikaan, seconda divisione della Curie Cup), squadra che rappresenta la regione agricola (vini e uve di grande qualità) a Nordovest di Città del Capo e che ha come capoluogo Wellington, centro di poco più di 60 mila abitanti fondato dagli Ugonotti di lingua francese ai tempi delle prime migrazioni dall’Europa. Visitando il sito della (piccola) Union regionale, ci si imbatte, alla pagina  http://www.bolandrugby.com/boland_rugby_clubs.php, nella struttura del Comitato. E si scopre che esso coordina l’attività seniores di un numero di squadre di poco inferiore a 150 (!) suddivise in campionati variamente denominati che, per comodità, potremmo assimilare ai nostri: serie A, B, C, D. Che loro chiamano: Premier Liga, Super Liga, Presidents Liga e Eerste Liga. L’immagine grafica rende perfettamente, in tutta la sua disarmante chiarezza, l’idea di cosa sia e di che cosa si debba intendere per: ampia diffusione sul territorio. E spiega anche la ragione per cui certe gerarchie sportive difficilmente saranno intaccate nei prossimi (cento?) anni.Giorgio Sbrocco

03
agosto


Championship Four Nations – I 30 Springboks di coach Meyer per l’Argentina. By Giorgio Sbrocco

Sono 30 i giocatori sudafricani che il ct Heyneke Meyer jha convocato in vista dell’apertura dell’edizione 20213 del Championship contro l’Argentina. Fra i convocati anche Fourie Du Preez, Gurthrö Steenkamp e Duane Vermeulen che a giugno non avevano preso parte al quadrangolare con Sozia, Italia e SamoaSUD AFRICAAvanti: Willem Alberts, Marcell Coetzee, Bismarck du Plessis, Jannie du Plessis, Eben Etzebeth, Siya Kolisi, Juandre Kruger, Francois Louw, Tendai Mtawarira, Trevor Nyakane, Coenie Oosthuizen, Chiliboy Ralepelle, Gurthro Steenkamp, Adriaan Strauss, Flip van der Merwe, Franco van der Merwe, Duane Vermeulen.Linea arretrata: Bjorn Basson, Juan de Jongh, Jean de Villiers (captain), Fourie du Preez, JJ Engelbrecht, Bryan Habana, Zane Kirchner, Pat Lambie, Willie le Roux, Ruan Pienaar, Jan Serfontein, Morne Steyn, Jano VermaakGiorgio Sbrocco

Championship Four Nations -Vincerà la Nuova Zelanda. Facilmente ? By Giorgio Sbrocco

Il Championship 2013 comincia il 17 agosto. Avrà un finale (nel senso di: esito) già scritto. Così pare. Almeno a scorrere le quote che i bookmakers assegnano alle quattro  concorrenti. Due delle quali (Argentina e Australia), in verità si presentano ai nastri di partenza senza alcuna ragionevole speranza di puntare al primo posto. Vincerà la Nuova Zelanda che, secondo molti siti di scommesse on line, è quotata da 2 a 5 volte sopra Sud Africa e Australia. Mentre la quotazione dell’Argentina è praticamente nulla, essendo da tutti situata sopra quota 100. Championship senza sorprese? Ovvio che le soprese, proprio in quanto tali, non possono essere…previste. Però: occhio al Sud Africa! E all'Argentina che insegue la sua prima storica vittoria nel torneo. Queste le quote secondo l'australiana Sportsbet,, la meno drastica nel distanziare All Blacks e Springboks: NZ 1.52, SA 3.12, Aus 8Giorgio Sbrocco

31
luglio


Championship Four Nations - Ruan Pienaar n. 9 titolare del SA. By Giorgio Sbrocco

Pare scontato che sarà “l’irlandese” Ruan Pienaar, che gioca nell’Ulster dal 2010, il titolare della maglia numero 9 degli Springboks nell’imminente Championship Four Nations. Con Francois Hougaard che in settimana (insieme con il compagno Deon Stegmann dei Bulls) sarà sottoposto a intervento chirurgico per risolvere un problema alla caviglia e che perderà tutto il resto della stagione, Jano Vermaak e Piet van Zyl  a disposizione come mediani di riserva, la scelta del 29enne di Bloemfontein, che può giocare anche apertura e che, all’occorrenza, può svolgere le funzioni di calciatore incaricato, appare in qualche maniera obbligata.Giorgio Sbrocco

Four Nations/Championship - Calcio e rugby a Johannesburg nel nome di Nelson Mandela. By Giorgio Sbrocco

Il prossimo 17 agosto: Sud Africa-Burkina Faso di calcio e, a seguire, la sfida Springboks-Pumas valida per il Four Nations – Championship 2013. Il tutto a Johannesburg (e non a Bloemfontein come annunciato in precedenza). È la maniera con cui il ministero dell’arte e della cultura del governo sudafricano ha deciso di onorare il “Mandela legacy”, l’insegnamento morale del grande uomo di stato attualmente ricoverato in gravi (secondo alcune fonti: disperate) condizioni fisiche. “Non riesco a pensare a un modo migliore per onorare Nelson Mandela e il suo insegnamento” ha dichiarato Oregan Hoskins presidente Saru. “Nello stesso luogo e nello stesso giorno i due sport più popolari del paese insieme nel nome della cultura e del futuro di un’intera nazione”. Luis Castillo, presidente della federazione argentina si è detto “onorato e orgoglioso di essere parte di una così importante giornata”. Ricordando che nel 2008 fu proprio l’Argentina a giocare a Joahannesburg contro il Sud Africa per festeggiare il 90esimo compleanno di Mandela”. Sulla stessa linea an che il Ceo di Sanzar Greg Peters: “Tutto il nostro appoggio al Nelson Mandela day, un evento che rappresenta una grande occasione per tutto il paese e per tutto il movimento”.Giorgio Sbrocco

23
giugno


Italia – Tour negativo. Ma, per favore, niente processi e sorpattutto: non sparate sul pianista! By Giorgio Sbrocco

Una vittoria contro la Scozia a Pretoria avrebbe cambiato di poco il bilancio complessivo del Tour azzurro di giugno in Sud Africa. È vero: se Parisse, a tempo scaduto (e dopo due decisioni davvero poco comprensibili dell’arbitro) non avesse sciaguratamente anticipato la salita difensiva all’esterno “fidandosi” delle capacità di Cittadini di coprire il corridoio così lasciato libero…Strockosh non avrebbe segnato. O quantomeno non l’avrebbe fatto in mezzo ai pali. E in archivio sarebbe andata una vittoria sulla Scozia in un Test. Su una squadra, oltretutto, che ci precede nel Ranking Irb. La sconfitta con il Sud Africa (anche per merito di una ventina di minuti giocati abbastanza bene) è giusto che rientri nel novero delle “cose normali”, così come quella patita al cospetto di Samoa, una squadra che quando decide di mettere la fisicità di cui è capace sui punti d’incontro e di accelerare negli spazi allargati…si dimostra sideralmente lontana dai livelli di competitività che Parisse e i suoi riescono a mettere in campo. Sono quelle, a ben vedere, le sconfitte che dicono quanto ancora il nostro rugby sia distante dai piani alti della competizione internazionale. Anche nell’anno delle due vittorie nel Sei Nazioni. Niente di nuovo sotto il sole, quindi, se non la consapevolezza che la strada da percorrere per acquisire un livello minimo garantito di consistenza e di efficacia, che ci consenta di vincere partite non impossibili e dai contenuti tecnici non eccelsi come quella persa 30-29 ieri con gli scozzesi, è ancora tanta. E non esattamente in discesa. Prendersela con la (evidente e prevedibile) scarsa vena di alcuni dei nostri (irrinunciabili e stanchissimi) punti fermi (Parisse su tutti), con la pochezza di qualche giovane (Venditti) forse sopravvalutato o, peggio, cominciare a insinuare il dubbio che i problemi della nostra Nazionale dipendano anche dal “manico” (leggasi il ct Brunel) è operazione sconsiderata, poco aderente alla realtà e, tutto sommato, stupida oltre che controproducente. E a quanti continuano a “non capacitarsi” del fatto che “gli altri” compresa la Scozia, sfornino anno dopo anno ventenni che tengono il palcoscenico internazionale con una competenza che i  loro coetanei italiani neanche si sognano…ricordiamo che in Scozia (ma anche in Galles, in Irlanda, in Inghilterra e in tutte le isole del Pacifico, per non parlare del Sud Africa) un ragazzo di due metri, uno particolarmente veloce e rapido, uno dotato di grandi abilità (naturali) con le mani che decidano di fare sport, vanno a giocare a rugby. I nostri: no. Purtroppo. Di Mirco Bergamasco (per citare il caso di uno pieno di talento e dotato di grande determinazione, che nel rugby internazionale che conta ci è entrato giovanissimo e non ci è più uscito) non è che in Italia ne nasca uno ogni due decenni. È che, da noi,  uno con quelle doti e quelle caratteristiche che scelga di giocare a rugby, ne capita uno ogni venti anni. E si vede!  La Francia (tre squadre su quattro alle finali delle due Coppe per club e un sistema scolastico, quanto ad attività sportiva, più simile al nostro che a quello di matrice britannica) che ha il suo massimo campionato affollato da giocatori formati altrove, che ha chiuso la Serie con gli AB con tre pesanti sconfitte e che all’ultimo Sei Nazioni è andata davvero male ha problemi simili. Solo che pesano meno perché in Francia i praticanti sono più di 400 mila. Tutto qua. Forza Azzurri! Giorgio Sbrocco

22
giugno


Sud Africa – Springboks, a valanga su Samoa, vincono le Castle Lager Series. By Giorgio Sbrocco

Battendo Samoa nella finale di Pretoria il Sud Africa ha vinto le Castle Lager Series 2013. È stata una partita molto combattuta, che il SA è riuscito a controllare e decidere nel corso del primo tempo chiuso in vantaggio 32 – 9. Nella ripresa si è avuta la bella reazione di Samoa che ha messo a dura prova la consistenza del sistema difensivo degli Springboks segnando una meta con la seconda linea Leo e una con Mapusua direttamente da rl. Dal 58’ Samoa in 14 per il secondo giallo (placcaggio illegale su uomo senza palla) a Tuilagi che si è trasformato in rosso. Nell’ultimo quarto il SA è tornato a monopolizzare possesso e territorio e ha chiuso il match avanti di  33 punti. Al 70’ giallo a Habana per avanti volontario su passaggio samoano. Migliore in campo: il flanker del SA Louw autore anche di due meteCastle Lager Series 2013Finale 1° - 2° posto  Sud Africa – Samoa 56 - 23Finale 3° - 4° posto Scozia – Italia 30 – 29Giorgio Sbrocco

21
giugno


Samoa – Per la finale con il SA rientra So’oialo estremo. By Giorgio Sbrocco

Rientra So’oialo nel ruolo di estremo nel XV di Samoa che affronterà il Sud Africa domani a Pretoria per la finale delle Castle Lager Series. Maglia numero 15 a parte, il resto della squadra è lo stesso che ha demolito l’Italia a Nelspruit.Samoa 15 James So'oialo, 14 Alapati Leiua, 13 Paul Williams (capt), 12 Johnny Leota, 11 Alesana Tuilagi, 10 Tusiata Pisi, 9 Jeremy Sua, 8 Taiasina Tuifua, 7 Jack Lam, 6 Ofisa Treviranus, 5 Daniel Leo, 4 Teofilo Paulo, 3 Census Johnston, 2 Wayne Ole Avei, 1 Sakaria Taulafo.In panchina: 16 Ti'i Paulo, 17 Logovii Mulipola, 18 James Johnston, 19 Kane Thompson, 20 Junior Poluleuligaga, 21 Brando Vaaulu, 22 Seilala Mapusua, 23 Alafoti Faosiliva. Giorgio Sbrocco

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