INGHILTERRA: LANCASTER VUOLE FARRELL AL SUO FIANCO SULLA PANCHINA DELLA NUOVA INGHILTERRA. MA I SARACENS…By Giorgio Sbrocco

Adesso che è a tutti gli effetti il capo indiscusso della Nazionale, l’ex traghettatore Stuart Lancaster comincia a gettare le basi per futuro alla guida della sua Inghilterra. Fra i primi passi ufficiali, quello di creare intorno a sé uno staff di persone (da lui ritenute) di qualità e in grado di portare un contributo significativo al progetto che è alla base della sua presa di possesso della stanza dei bottoni di Twickenham. Il primo nome che Lancaster ha indicato è quello di Andy Farrell, suo prezioso assistente all’ultimo Sei Nazioni. Il guaio è che, da un lato il neo ct vorrebbe Farrell con lui a tempo pieno, dall’altro lo stesso Farrell è attualmente (e con un residuo contrattuale di altri due anni), allenatore capo dei Saracens in Premiership, la squadra di Londra al secondo posto in campionato e alle prese con i quarti di finale di HC (contro Clermont gara 1 il giorno di Pasqua in casa). La parola d’ordine della diplomazia ovale prontamente scesa in campo, al momento, è: negoziamo. Lo sostiene la Rfu ma, pare, il messaggio non venga colto in casa Sarries. Replica infatti, visibilmente infastidito Ed Griffiths (Ceo Saracens): “La nostra volontà di risolvere la cosa è totale. Anche perché vorremmo evitare un dannoso distraente “Parte? Resta?” che alla vigilia della partita con i francesi di certo non ci aiuterebbe”. E ancora: “Ogni forma di trattativa sull’argomento è gradita. Ma che sia chiara una cosa: Farrell è, a tutti gli effetti, l’allenatore dei Saracens. E se il negoziato dovesse fallire, questa è l’unico dato oggettivo dell’intera faccenda”. Quanto al precedente del gallese Shaun Edwards, assistente della nazionale gallese all’ultimo Sei Nazioni e, contemporaneamente, tecnico degli Ospreys (Pro 12), Griffen ha chiarito: “Forse le circostanze saranno state diverse. Resta il fatto che fare bene le due lavori in contemporanea è difficile”. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo  

INGHILTERRA: HA VINTO IL TRAGHETTATORE! STUART LANCASTER ALLA GUIDA DELLA NAZIONALE FINO AL MONDIALE IN CASA DEL 2015. CADUTA L’IPOTESI MALLETT. SULLA DECISIONE HA PESATO IL PARERE DEI GIOCATORI. by Giorgio Sbrocco.

Sarà Stuart Lancaster a guidare la Nazionale inglese al prossimo Campionato del mondo (che si disputerà in Gran Bretagna) nel 2015. La notizia, ufficializzata oggi nel primo pomeriggio dalla Rfu, chiude (nel migliore dei modi a sentire le reazioni entusiastiche dei tecnici della Premiership) la questione circa il nome del successore del ct Martin alla guida dell’Inghilterra ovale. Lancaster, da oggi non più “traghettatore” ha battuto la concorrenza di Nick Mallett, il tecnico sudafricano che ha preceduto Jaques Brunel sulla panchina dell’Italia. Ian Ritchie (Ceo della federazione) si è dunque arreso all’evidenza e ha agito secondo buon senso. Se Stuart Lancaster saprà portare, da qui al gennaio 2016 (data della scadenza naturale del suo contratto), risultati in linea con quanto ha fatto in occasione dell’ultimo Sei Nazioni, i tifosi inglesi possono cominciare a sognare davvero in grande. Un ruolo determinante nella scelta, si sussurra a Twickenham, l’hanno svolto i giocatori, tutti in blocco a favore del loro tecnico e desiderosi di continuare a lavorare sotto la sua guida. In un’epoca di professionismo sfrenato dove tutto viene deciso dall’alto e la voce dei giocatori si fa (quanto a scelte strategiche) sempre più flebile, sicuramente un messaggio di grande contenuto etico, oltre che tecnico. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo

13
marzo


Stuart Lancaster: il destino di un traghettatore. Bravo, rispettato, amato dai giocatori e vincente. Ma al suo posto arriverà Nick Mallett. By Giorgio Sbrocco

La splendida vittoria di domenica a Parigi sulla Francia nella quarta giornata del Sei Nazioni potrebbe non risultare sufficiente a garantire all’attuale ct dell’Inghilterra Stuart Lancaster (che allo Stade de France ha messo in campo una delle formazioni più giovani e inesperte della storia) la conferma alla guida della Nazionale. A niente, si sussurra nei corridoi della potentissima Union britannica, potrebbe servire la vera e propria impresa di “Stuart il  traghettatore” che, ereditata un’Inghilterra con il morale e l’immagine sotto i piedi al ritorno dalla (disastrosa) spedizione mondiale in Nuova Zelanda, ne ha fatto una squadra capace di vincere (tre volte in trasferta) e, soprattutto, di esprimere un rugby di qualità, oltre che spettacolare.  E nulla sembra destinata a produrre  anche la pubblica attestazione di stima del capitano Chris Robshaw, favorevole a una conferma dell’attuale ct sulla panchina della squadra. A riportare tutti alla ragione (di Stato?) e a chiarie una volta per tutte quali siano i canoni comportamentali della federazione, ci ha pensato Ian Ritchie, potentissimo Chief executive della Rfu che, prendendo l’argomento un po’ alla lontana, si è prima congratulato con “Sturat per il fantastico lavoro che sta facendo e per il grande risultato di Parigi”. Salvo poi precisare che “il processo decisionale” del governo britannico del rugby “non si basa sui risultati di un singolo torneo. E perciò non dipende da cosa abbiamo fatto o non fatto con la Francia né da cosa faremo la prossima settimana con l’Irlanda”. Questo per ricordare che (differenza punti a quota 38 a parte) l’Inghilterra, in caso di sconfitta del Galles con la Francia e successo inglese sugli isolani, potrebbe ancora vincere il Sei Nazioni. E riconoscere a Lancaster di aver scalato (dal quinto al quarto) un gradino nel ranking Irb. Ma l’aria che tira sembra dire che il prossimo ct dell’Inghilterra sarà Nick Mallett (l’unico, sostengono i maligni, a non aver ancora declinato l’offerta), già sulle panchine di Sud Africa, Stade Francais e Italia. “Nessuna decisione verrà comunque presa prima della fine del Torneo” ha assicurato Ritchie. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.  

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