Italia – All Blacks del 17 novembre si giocherà all’Olimpico di Roma e non a San Siro. Ne è certo Duccio Fumero che lancia la notizia dal suo (solitamente ben informato) Rugby 1823. Pare che il Comune di Milano (proprietario dello stadio Meazza) abbia già informato della non disponibilità dello stesso il presidente Fir Giancarlo Dondi. “ A mettere il bastone tra le ruote - si legge nel sito del blogger milanese - a questo importantissimo evento per Milano sono stati Massimo Moratti e l'Inter. Ufficialmente i problemi riguardavano la rizollatura dello stadio e la concomitanza con la Champions League. Problemi futili, perché la rizollatura a novembre è prevista - e con il nuovo manto in parte in sintetico pure inutile - e perché l'Inter in Europa l'anno prossimo non ci sarà”. Previsione tecnica a parte, i veri motivi dovrebbero invece essere ricercati sul fronte economico/finanziario. Sostiene Duccio Fumero: “ A dire niet all'utilizzo di San Siro da parte del rugby, infatti, sono stati due nomi importanti: Nike e Rcs Sport”. Gli All Blacks “ sono effettivamente marchiati Adidas, l'Italia da luglio sarà marchiata Adidas. Il Milan, che ha dato il suo ok e che avrebbe voluto combinare qualche evento a Milanello con i tuttineri è marchiato Adidas”. Quanto a Rcs Sport, partner per la gestione dei diritti di sponsorizzazione del club nerazzurro, Fumero spiega: “Nel 2009 Rcs organizzò il match tra l'Italia e la Nuova Zelanda a San Siro. Dopo quell'esperienza, sull'onda dell'entusiasmo, la Fir decise che si poteva fare tutto da soli, che era inutile dividere gli utili con Rcs, e ruppe i rapporti. Il risultato? Il flop del 2010 a Verona (Argentina) e non solo. Insomma, la parte organizzativa del gruppo cui fa parte la Gazzetta dello Sport (ora capite perché la Rosea negli ultimi 2 anni ha dato zero spazio al rugby!) se l'è legata al dito e, a tre anni di distanza, non ha intenzione di "regalare" San Siro alla Fir”. Pare inoltre che l’a.d del Milano Adriano Galliani, dopo aver garantito per settimane l'appoggio al progetto, abbia ritirato la sua firma. "Troppo complessa", questa l'incredibile giustificazione. Nulla, al momento, è filtrato dagli uffici romani della Fir sull’argomento
Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo