Benvenuti al Sei Nazioni, by Sergio Parisse

Abbandonata la pioggia di Roma, siamo atterrati a Parigi e il freddo ci ha accompagnati fin dal nostro arrivo: sole, cielo azzurro e termometro che segna anche -10 gradi. Il giorno prima della partita siamo stati sul campo del Courbevoie, dopo che il "captain's run" - l'allenamento di rifinitura – era stato annullato: il prato dello Stade de France era infatti stato ricoperto con teloni e una rete di serpentine in cui veniva pompata aria calda per rendere il manto erboso più “morbido”. Le basse temperature ci hanno fatto modificare il programma tradizionale e abbiamo effettuato un riscaldamento più lungo. Prima di scendere sul terreno di gioco ci siamo preparati in una piccola palestra all’interno dello Stade de France, con un soffitto abbastanza alto da consentire persino di provare le touche. La Francia è quella del secondo posto ai Mondiali neozelandesi ed è anche quella che abbiamo superato (21-20) un anno fa al Flaminio. Sabato allo Stade de France ci siamo battuti, abbiamo impostato il gioco, ci sono mossi, abbiamo attaccato, ma non siamo riusciti ad andare in meta mentre i francesi ne hanno messe nel sacco quattro. Niente bis dell'impresa storica. Come gli concedi un pallone di recupero, ti castigano. Loro non sbagliano nei momenti importanti. La differenza tra noi e la Francia è questa. In campo ci siamo divertiti. Anche sbagliando siamo riusciti a mettere in difficoltà la Francia. Sapevamo che correndo dei rischi si può sbagliare, dobbiamo imparare ad essere più cinici, a trasformare il possesso in punti segnati. Il passivo forse è troppo pesante, ma sono soddisfatto di come l'Italia ha giocato. Dobbiamo tenere tante cose di questa partita. In uno Stade de France ampiamente sotto lo zero, il terreno congelato e durissimo, siamo partiti bene mettendo in crisi i padroni di casa per mezz'ora. Alla fine del primo tempo ci siamo guardati negli occhi, c'era voglia di vincere. E’ andata male. Contro l'Inghilterra vogliamo ottenere un risultato positivo. Ora dobbiamo preparare bene la prossima partita, in casa. In Francia abbiamo fatto tanto possesso ma non siamo mai riusciti ad arrivare in meta. Con l'Inghilterra non dovrà succedere. Facebook Sergio Parisse "official page" Twitter @sergioparisse   

L'Italia al 6 Nazioni, by Sergio Parisse

Eccoci qui pronti ad affrontare l'RBS 6 Nazioni, il più importante Torneo di rugby del nostro emisfero, a cui l'Italia partecipa dal 2000. Dopo gli impegni di Coppa coi rispettivi club il ritrovo per tutti è a Roma, l'attenzione è per l'esordio allo Stade de France e la data da segnare sul calendario è quella del 4 febbraio.  Per prepararci si inizia al mattino con due sessioni di allenamento (circa 45 minuti l'una, in palestra e all'aperto) e poi ci si trova nel pomeriggio per un'altra ora di lavoro sul campo. Dopo tante stagioni trascorse alla Borghesiana da quest'anno gli allenamenti si svolgono presso il Centro di Preparazione Olimpica del CONI, che si trova molto vicino al centro di Roma. Il clima della Capitale aiuta soprattutto chi come me è abituato a temperature ben più rigide (eufemismo). E questa non è l'unica novità. Per la prima volta le gare in casa si disputeranno allo Stadio Olimpico e non più al Flaminio, che ci ha ospitato per tanti anni. Giocare all'Olimpico per noi è un onore, sappiamo che è uno stadio grandissimo. Non ci ho mai giocato e sarà la prima volta per tutti noi. Il pubblico non sarà vicino come al Flaminio, ma i tifosi saranno molti di più. Quindi sentiremo il loro sostegno e abbiamo la grande responsabilità di fare una buona partita contro l'Inghilterra e la Scozia.  Vivremo sicuramente tante emozioni in questo bel Sei Nazioni e mi auguro insieme alla mia squadra di poter regalare tante soddisfazioni ai nostri tifosi. Stay tuned!   Facebook Sergio Parisse "official page" Twitter @sergioparisse   

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