05
giugno


Tour 2012 – Impresa della Scozia in Australia. Vince 9-6 nell’inferno di Newcastle dopo trent’anni di attesa. By Giorgio Sbrocco

Storica vittoria della Scozia (l’ultima in risaliva al 1982) nel match di apertura dei tour estivi delle Nazionali dell’emisfero nord sotto l’equatore. Nel vento e sotto la pioggia battente di Newcastle (NSW, 120 km a nord di Sydney) la formazione di capitan Ross Ford ha battuto 9-6 (pt 6-3) l’Australia al termine di una gara pesantemente condizionata dal meteo ma nel corso della quale è emerso in tutta il suo splendore il livello di affidabilità dell’organizzazione difensiva della formazione europea. Capace, con una lucidità che ha messo più volte in difficoltà i padroni di casa, di difendere ordinatamente (e contro vento)  la propria area dei 22 per 38’ del secondo tempo, concedendo solo un calcio (42’) che Barnes ha trasformato per il provvisorio 6-6. Nel corso di quella che passerà alla storia del rugby mondiale come una vera e propria lezione di organizzazione difensiva (Australia tre volte costretta al tenuto!) e di distribuzione degli uomini nello spazio (oltre che di placcaggio), la Scozia ha esibito grande consistenza sui punti d’incontro e una perfetta salita collettiva sul fronte allargato. Poco, davanti a tante perfezione, ha potuto l’attacco Wallabies, in parte limitato dalla pioggia e dalle condizioni non ottimali del terreno di gioco. Superata (calcio troppo lungo direttamente oltre la linea di pallone morto) la metà campo a due minuti dalla fine, la Scozia ha saputo mantenere il possesso fino al 79’54”. Sulla mischia all’altezza dei 22 a introduzione scozzese concessa sulla sirena, l’arbitro sudafricano Jaco Peyper ha, dapprima concesso (un dubbio) reset, per poi sanzionare la perdita di assetto del pilone sinistro Slipper con una punizione che Laidlow (3/4 per lui alla fine) ha mandato fra i pali al minuto 84 fra il giustificato tripudio dei suoi. Per l’Australia tutti i punti dal piede del centro Harris che al 74’ ha mancato il calci del sorpasso. Prossime avversarie della Scozia saranno Fiji (16 giugno) e Samoa (23). Giorgio Sbrocco

18
marzo


6 NAZIONI FEMMINILE: l’Italia supera nettamente la Scozia e chiude con una vittoria. By Giorgio Sbrocco

Italia – Scozia 29-12 (pt 17-0)Marcatori: 8’ mnt Furlan, 22’ mnt Gaudino, 38’ m. Chindamo tr. Schiavon, 44’ m. Castellarin tr. Schiavon, 55’ m. Harrys tr. Ritchie, 62’ mnt Gibson, 68’ mnt Gai Davanti a un pubblico colorato e festante che ha letteralmente invaso le gradinate dello stadio Pagani di Rovato, l’Italia femminile del ct Di Giandomenico conclude con una meritata vittoria un Sei Nazioni fin qui avaro di soddisfazioni e discretamente tribolato. E replica, a sole 24 ore di distanza il trionfo azzurro di Parisse e compagni nel sole accecante dell’Olimpico festante e commosso. Nella giornata conclusiva e decisiva del Torneo (in palio un altro, e molto meno ufficiale, Cucchiaio di legno in rosa), costrette a scendere in campo contro la Scozia in formazione molto rimaneggiata, praticamente senza la linea arretrata titolare (indisponibili: Zangirolamni, Veronese, Ciofi e Tondilelli) le ragazze azzurre hanno tirato fuori dal cilindro la partita perfetta che in pochi, alla vigilia, avevano pronosticato. Per tuttto il primo tempo in campo c’è stata uina sola squadra: l’Italia. Capace di esercitare un dominio totale nelle fasi statiche (mischia ordinata travolgente) e manifestare un’evidente superiorità tecnica nelle azioni manovrate (ottimo il livello esecutivo). Il tutto condito e arricchito dalla grande dedizione e consistenza difensiva. Semplice la ricetta in attacco: idee molto chiare quanto a gestione dei possessi e modalità di risalita del campo senza inutili orpelli formali, strettamente ancorate ai principi. In una parola: efficaci. Con queste armi l’Italia ha saputo battere la difesa scozzese tre volte nel primo tempo. Nell’ordine con il centro Furlan e con le due monzesi: il numero 8 Gaudino (capitano di giornata) e il mediano di mischia Chindamo, brave a finalizzare   costruzioni di gioco lineari ed efficaci dentro i 22 scozzesi. In avvio di secondo tempo la meta dell’ala Castellarin allunga il distacco. Ma la Scozia non molla, nonostante i pochi palloni a disposizione, e riesce per due volte, a cavallo fra il terzo e l’ultimo quarto a varcare la linea bianca con Harrys e Gibson, per un provvisorio 24-12 che minaccia di riaprire la partita. Ma l’Italia non ci sta e al 68’ è il pilone destro Gai a marcare i punti della sicurezza e a mettere la parola fine alla sfida. “Gruppo fantastico e momenti di grande rugby” è il commento della manager Cristina Tonna. “Nel giorno della partita decisiva del Torneo, con alcune pedine di grande esperienza fuori per infortunio, si è visto il carattere e la qualità di queste ragazze. Che meritano tutte il massimo dei voti e l’abbraccio di questo meraviglioso e competente pubblico bresciano”. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.

17
marzo


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6 NAZIONI: festa grande all'Olimpico. Il Cucchiaio parte per la Scozia. Decide un drop di Burton. By Giorgio Sbrocco

Italia – Scozia  13-6 (pt 3-3)Marcatori: 10’ cp Bergamasco, 36’ Laidlaw, 44’ m. Venditti tr. Burton, 60’ cp Laidlaw, 77’ drop Burton Roma - Il Cucchiaio del disonore prende la strada di Edimburgo, sospinto dal calore dei 72 mila dell’Olimpico e dalla superiorità di una Nazionale italiana che, nell’occasione, ha riproposto molti dei suoi “antichi” mali, trovando però, per sua fortuna, a contrastarla una Scozia davvero povera di idee e di soluzioni. Così va il mondo. Anche quello ovale. Una squadra, quella del ct Gatland, capace di oltre 800 passaggi e sole quattro mete segnate nei quattro turni che hanno preceduto la sconfitta romana, difficilmente, secondo logica, avrebbe potuto non perdere nella giornata in cui il pallone lo hanno sempre avuto gli avversari. Ma la capacità di utilizzare al meglio tanto ben di Dio non era e non è nelle corde dell’Italia. Si sono così dovuti aspettare il minuto 77’ e il drop di Burton per scacciare (definitivamente) lo spettro di un possibile mortale sorpasso. E per dare libero sfogo a una gioia per troppo tempo repressa che oggi premia, se non il valore assoluto di una squadra che poco ha brillato quanto a qualità di gioco espresso ma che tanto ha dimostrato di sapere soffrire. Apparsa finalmente, anche nel piano di gioco attuato sul verde dello stadio romano, coerente con i mezzi e le risorse a sua disposizione. Che non erano e non sono elevatissimi ma che oggi sono stati sufficienti per battere una Scozia in versione “poca roba” e per riassaporare il gusto infinitamente dolce della vittoria. Il primo tempo (chiuso in pareggio e in superiorità numerica per il giallo a De Luca al 38’) è stata l’immagine purtroppo fedele delle (enormi) difficoltà dell’Italia nel “fare qualcosa di efficace con la palla in mano”. Antico e mai risolto problema di una squadra che non possiede individualità capaci di trasformare in avanzamenti mortiferi e produttivi, possessi e occupazione di territorio a volte davvero notevoli. Ad aggravare le cose, nei primi 40’, i due errori di Bergamasco dalla piazzola e il drop mancato di Burton. Per il resto: tanta buona volontà, schieramenti (molto) profondi per portare la palla lontano dalle zone di impatto (bene un paio di volte da destra a sinistra ma poi, quando si libera il giocatore più esterno sul filo della linea del vantaggio, occorrono spunti e picchi di velocità che, oggi, Masi, Bergamasco e Canale non possiedono) e grande prova di Barbieri e Zanni. Nelle fasi statiche, fatta la tara a un paio di “pasticci” per parte in fase di lancio e archiviato alla voce “errore di percorso” l’asfaltata rimediata dalla mischia azzurra in occasione  del pareggio della Scozia, restano la sostanziale superiorità dell’assetto azzurro in chiusa, la buona prova aerea di Bortolami, Zanni e Parisse, ma anche (30’) l’orrore di un drive avanzante sprecato (in avanti) per un banale ma a questi livelli gravissimo errore di comunicazione. In avvio di secondo tempo, in 15 contro 14, l’Italia trova la meta al minuto 44. La firma Venditti, che trova l’angolo giusto a ridosso della linea bianca per fiondarsi in mezzo ai pali eludendo l’intervento disperato dell’estremo Hoggs in colpevole anticipo di copertura. Burton trasforma e il tabellone disegna un 10-3 che profuma di trionfo. La fortuna aiuta gli Azzurri un minuto dopo, quando Laidlaw sbaglia il piazzato del possibile riavvicinamento (fallo di Castrogiovanni). Al 56’ Hamilton viene punito (pesantemente) da Rowland per un ingresso illegale (da conquista in rimessa laterale) in un raggruppamento, tanto evidente quanto inutile. Per l’Italia, per la seconda volta in superiorità numerica, potrebbe essere l’inizio di un finale travolgente. Ma al 60’ (diverso il fallo in rimessa laterale ma ugualmente stupido) Zanni si fa cacciare e Laidlaw centra i pali per il – 4 scozzese che riapre la partita. Panchine in campo (ovazione per Ongaro che lascia il palcoscenico internazionale dopo 80 test) . Al 62’ l’Italia spreca un altro drive avanzante e due minuti dopo Canale perde palla a contatto. Pessimi segnali. E infatti: al 60’ (professionale su punto di impatto dentro i nostri 22) Zanni si fa cacciare per 10’ e Laidlaw centra i pali per il – 4 scozzese che riapre la partita. L’ultimo quarto è caos allo stato puro e adrenalina a barili. Di rugby di quello buono se ne vede poco (in verità nulla) machisene…Botes entra per fare il mediano ma si fa subito male, al suo posto Toniolatti che terà la posizione fino alla fine. La Scozia (grazie) commette nefandezze inenarrabili in rimessa laterale, subisce due contro ruck nel giro di un paio di minuti, tenta disperatamente di far prendere aria al pallone ma non ottiene nulla. Fino a che, a 180” dal fischio finale, Burton prende il coraggio a due mani e spara fra i pali la palla del 13-6. Il tempo per pareggiare c’è. Anzi, ci sarebbe. Solo che la Scozia, questa Scozia, di pallottole da sparare non ne ha più. Finisce con gli Highlanders in fuori gioco da frustrazione. Calcio per l’Italia, palla in tribuna e che la festa cominci! Di dove andrà questa Nazionale e di cosa potrà fare nell’immediato futuro e in tempi anche più lunghi si comincerà a parlare domani. Meglio: lunedì. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.

17
marzo


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6 NAZIONI UNDER 20 – L’ Italia di Craig Green sconfitta dalla Scozia a Calvisano. In vantaggio 17-6 al 75’, cede, incassa due mete e perde 17-20. Squadra volenterosa ma di talento se ne vede poco.By Giorgio Sbrocco

Pareva fatta. E invece ha vinto la Scozia. Qualcuno tirerà in ballo la sfortuna. Ma il fato c’entra poco. L’Italia under 20 di Craig Green e Ciccio De Carli si scioglie come neve al sole a  Calvisano e chiude il Sei Nazioni con un bilancio (5 sconfitte) pesantemente in rosso che ne certifica l’oggettiva inconsistenza di squadra e l’estrema povertà quanto a talento individuale. A conferma del fatto che non sono le buon e ricette (progetto Accademie) o gli ottimi allenatori (quelli messi a disposizione di questi ragazzi dalla Fir, lo sono) da soli, a fare di un gruppo di mediocri una squadra vincente. E questa Italia juniores, che a giugno volerà in Sudafrica per  (provare a) guadagnarsi  la permanenza nell’élite mondiale della categoria, ha dato,  nella notte maledetta di Calvisano (San Michele tutto esaurito), l’esatta misura della propria inadeguatezza tecnica e della sconfortante pochezza di alcuni dei suoi elementi. Chiamati, in assenza di alternative (occorre dirlo), ad assumersi responsabilità nettamente al di sopra dei propri mezzi. Tecnici, atletici e, probabilmente, attitudinali. Ha vinto la Scozia, con una meta (trasformata) a tempo scaduto,  nata dall’incapacità di un nostro giocatore di spedire la palla in tribuna. Una Scozia che per  buona parte degli  80’ di gara ha sofferto come previsto nelle fasi statiche, ha amministrato un minor numero di possessi, ha perso la battaglia dell’occupazione territoriale e ha commesso un discreto numero di errori  esecutivi in giro per il campo. Una Scozia che però ha imposto sui punti d’incontro la legge del più forte e del più aggressivo, oltre che del più e meglio organizzato (controruck da manuale) e che ha schierato all’apertura un ragazzo di enorme talento che risponde al nome di Henry Leonard. Uno che a 18 anni ha firmato il primo contratto con Edimburgo, che gioca abitualmente in Pro12 e che, in campo, garantisce ai suoi compagni la giusta e necessaria quota di lucidità e rigore tattico, impreziosita da intuizioni e soluzioni che solo chi possiede talento è in grado di esibire. Quel talento di cui, nella nostra volenterosa e simpatica Nazionale under 20, a mala pena, e molto raramente si intravvedono labili tracce.  Chiuso il primo tempo avanti  8-6 (meta di Sarto al 7’ e poi duello di piede fra Leonard e Apperly), l’Italia in avvio di ripresa ha dato l’impressione di poter condurre in porto la partita mantenendo saldamente nelle proprie mani possessi, fonti di gioco e territorio, giungendo per almeno tre volte (due mischie ordinate a cinque metri e in un’occasione sugli esiti di un calcio rasoterra a seguire di Odiete su ottima difesa avanzante) a ridosso della linea di meta  ma raccogliendo solo tre calci di Apperley (4/4 per lui alla fine dalla piazzola, il solo saldo positivo di una prestazione complessiva ancora lontana dalla sufficienza). Avanti 17-6 a cinque minuti dal fischio finale l’Italia ha subito la pressione scozzese ed è capitolata due volte (il centro Bennet al 76’, Leonard allo scadere), consentendo alla Scozia di cogliere la prima e unica vittoria del Torneo. Nel rugby, anche stavolta, ha vinto il migliore. Purtroppo per noi!   Giorgio Sbrocco, giornlista sportivo Calvisano, Stadio “San Michele”  6 Nazioni U20, V giornata Italia - Scozia 17-20 Marcatori: p.t. 7’ m. Sarto (5-0); 32’ cp. Leonard (5-3); 35’ cp. Apperley (8-3); 36’ cp. Leonard (8-6); s.t. 14’ cp. Apperley (11-6); 20’ cp. Apperley (14-6); 35’ cp. Apperley (17-6); 36’ m. Bennett tr. Leonard (17-13); 42’ m. Leonard tr. Leonard (17-20) Italia: Odiete; Esposito, Bisegni (36’ st. Bettin), Campagnaro, Sarto; Apperley, Calabrese (30’ st. Padovani); Marazzi, Conforti, Salvetti (25’ st. Riccioli); Ferro, Zdrilich (5’ st. Mammana); Ceccarelli (34’ st. Brandolini), Maistri (cap), Drissi (14’ st. Scarsini) all. Green Scozia: Allan T.; Farndale, Bennett, Russell (39’ pt. Fergusson), Crawley (27’ st. Steven); Leonard (cap), Murray (8’ st. Torrance); Reid (8’ st. Swanson), Bordill, Eadie; Gray J., Sinclair (17’ st. Redmayne,); Allan A. (26’ st. Bhatti), Scott (23’ st. Turner), Hislop all. Wright arb. Davies (Galles) Note: San Michele di Calvisano esaurito, terreno in buone condizioni  

16
marzo


Contro la Scozia l'ultimo sforzo del 6 Nazioni 2012, by Sergio Parisse

Allenamento mattutino alla vigilia della partita di domani contro la Scozia che conclude il cammino dell'Italia nell’RBS 6 Nazioni 2012. Noi e i nostri avversari siamo in una situazione simile, abbiamo giocato buone partite e siamo andati vicini a risultati importanti, ma ci troviamo alla fine del 6 Nazioni a giocarci l’ultimo posto. Per noi è una gara ancor più importante perché sentiamo la pressione di giocare davanti al nostro pubblico e regalare loro una soddisfazione, ringraziare i nostri tifosi che ci sostengono sempre con tanto entusiasmo. Nessuno lo dice, ma la Scozia è una grande squadra che come noi avrebbe meritato quest’anno di battere l’Inghilterra e che nel corso del Torneo ha espresso un ottimo rugby. In ogni caso, per tutti noi, giocatori e staff, è importante vincere per continuare a lavorare con serenità come abbiamo fatto sinora. La settimana scorsa in Galles le touche non sono andate bene ma abbiamo lavorato molto per migliorare le rimesse laterali in fase offensiva, mentre credo che complessivamente abbiamo difeso piuttosto bene le rimesse laterali nelle prime quattro giornate. Di certo la nostra capacità di essere performanti più di quanto siamo stati sino ad oggi sui nostri possessi sarà una delle chiavi del match di domani.Siamo tutti convinti che il nuovo gioco portato da Brunel possa permetterci di marcare punti e di imporci sugli avversari. Contro il Galles purtroppo abbiamo perso palloni importanti finendo per difendere la maggior parte del tempo ed in Irlanda è arrivata una brutta sconfitta: quello che ancora ci manca è solo un poco di continuità. Infine un saluto: Fabio Ongaro si ritira dall’attività internazionale al termine della sfida agli highlanders. Fabio è un amico prima che un compagno di squadra, è bello che possa chiudere la sua carriera domani contro la Scozia in una cornice importante come quella dello Stadio Olimpico. Fabio ha dato moltissimo alla Nazionale, è un atleta che trasmette grande sicurezza e ha grande carisma. Sono sicuro che farà una grande in partita, tutti noi faremo un modo che possa finire nel migliore dei modi la sua avventura in Nazionale. Facebook Sergio Parisse "official page" Twitter @sergioparisse

15
marzo


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6 Nazioni Under 20: contro la Scozia il ct Green conferma il XV sconfitto in Galles. By Giorgio Sbrocco

Stessi ragazzi in campo (un solo cambio in panchina con Bettin che rileva Morsellino) e solita voglia (finora purtroppo inappagata) di vincere, per l’Italia under 20 di Craig Green che domani a Calvisano (ore 19, diretta Raisport) affronta i pari età della Scozia nell’ultima giornata del Sei Nazioni di categoria. Dopo la sconfitta in trasferta con il Galles (30-23, con meta di intercetto del numero 8 dei Dragoni nel finale), l’Italia affida agli 80’ del San Michele le residue speranze di evitare di concludere l’edizione 2012 del Torneo dei tornei a zero punti. Obiettivo che appare oggettivamente alla portata di una squadra che, pur fra mille difficoltà e numerose carenze, qualcosa ha dimostrato di saper fare. Più in difesa e nelle fasi statiche che con la palla in mano, a dire il vero. Per un match nel quale si prevede che gli azzurrini siano chiamati ad amministrare un discreto volume di possessi, forse il mediano di apertura più adeguato era il parmense Farolini. Più dotato del titolare Apperley quanto a varietà delle soluzioni proposte e a uso tattico del gioco al piede. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.

14
marzo


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Nella Scozia anti Italia c'è De Luca. Invariato il pack. Robinson: ci serve una vittoria. By Giorgio Sbrocco

Nick De Luca ce l’ha fatta e sarà in campo sabato all’Olimpico contro l’Italia nella sfida che chiuderà il Sei Nazioni 2013 e assegnerà alla perdente il nefando Cucchiaio del disonore. De Luca giocherà secondo centro, Max Evans andrà all’ala e primo centro sarà Graeme Morrison dei Glasgow Warriors. Confermati l’astro nascente Hogg nel ruolo di estremo e la premiata ditta Laidlaw-Blair (made in Edinburgo) in mediana. Il pack sarà lo stesso delle due ultime uscite con il tallonatore Ross Ford, capitano,al centro di una prima linea che potrebbe andare in crisi in chiusa sotto la spinta di Castrogiovanni e Lo Cicero. In panchina debutta nel Torneo il 24 enne Jack Cuthbert (Bath), capace di giocare ala e anche stremo. Sereno, nonostante la consapevolezza che, in caso di sconfitta, la sua posizione potrebbe essere messa pesantemente in discussione, il ct Robinson: “Non siamo dove, a questo punto del Torneo, avremmo voluto essere” confessa. “ È vero – continua – abbiamo giocato scampoli di buon rugby e qualche miglioramento sul piano generale si è visto chiaramente. Ma siamo consapevoli del fatto che, a questo punto, ci serve una vittoria, soprattutto dopo la sconfitta di Dublino”. La Scozia, che a Roma ha vinto solo due volte dal 2000, ha battuto l’Italia nelle ultime due sfide ufficiali. Arbitro della sfida sarà l’irlandese Alain Rolland (Ireland), Tmo il gallese Nigel Whitehouse. SCOZIA15 Stuart Hogg (Glasgow Warriors)  14 Max Evans (Castres)  13 Nick De Luca (Edinburgh Rugby)  12 Graeme Morrison (Glasgow Warriors)  11 Sean Lamont (Scarlets)  10 Greig Laidlaw (Edinburgh Rugby)  9 Mike Blair (Edinburgh Rugby )1 Allan Jacobsen (Edinburgh Rugby)2 Ross Ford (Edinburgh Rugby)3 Geoff Cross (Edinburgh Rugby)  4 Richie Gray (Glasgow Warriors)  5 Jim Hamilton (Gloucester)  6 John Barclay (Glasgow Warriors)  7 Ross Rennie (Edinburgh Rugby)  8 David Denton (Edinburgh Rugby)  IN PANCHINA16 Scott Lawson (Gloucester)  17 Euan Murray (Newcastle Falcons)  18 Alastair Kellock (Glasgow Warriors)  19 Richie Vernon (Sale Sharks)  20 Chris Cusiter (Glasgow Warriors)  21 Ruaridh Jackson (Glasgow Warriors)  22 Jack Cuthbert (Bath Rugby)  Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.

14
marzo


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Fatta l'Italia anti Scozia: Gori-Burton in mediana, Venditti torna all'ala, in terza Barbieri, in seconda non c'è Van Zyl e, davanti, si rivede Castro. By Giorgio Sbrocco

Per la partita contro la Scozia che dobbiamo vincere per evitare il disonorevole Cucchiaio di legno, il ct Brunel ha operato sei cambi rispetto al XV di partenza di sette giorni fa al Millenium di Cardiff contro il Galles. Niente di straordinario o di palesemente sperimentale o innovativo. Giusto un rimescolamento delle carte che, come hanno purtroppo dimostrato le prime quattro uscite di questo Sei Nazioni, non abbondano di assi né di jolly, anche se le (vere) scartine sono, per nostra fortuna, davvero poche. Fra le certezze che il nostro neo ct pare aver maturato in questo prima fase di lavoro nel nostro paese, c’è quella della mediana. Brunel ritiene, evidentemente, che il meglio che si possa avere in cabina di regia, oggi, è la coppia Gori-Burton. La versione Botes-Burton (che nel Treviso di Pro12 rappresenta l’opzione principale) evidentemente non lo convince e nemmeno lo intriga. Tanto da non farci ricorso in una sfida “vinci o muori” come quella con  la Scozia, in cui l’efficienza e l’affiatamento dei due mediani (intesi come reparto) avrebbero consigliato il massimo dell’affidabilità possibile. Altra cosa di cui Brunel è assolutamente certo è che non ci sia la possibilità di provare qualcuno che non sia Masi nel ruolo di estremo. Porta Toniolatti in panchina (formato 5+2 ma con un solo pilone) e forse lo farà entrare (all' ala?) in corso d’opera. Continuare a scendere in campo con un numero 15 poco mobile, poco competente di piede e (ormai) poco o punto pericoloso anche in attacco, pare una legge di natura da cui non è dato prescindere. Il reimpiego di Venditti all’ala, probabilmente, risponde, invece, a (comprensibilissime) leggi di “mercato” e di immagine Essendo il ragazzo uno dei (rari) prodotti del nostro vivaio nazionale degli ultimi anni e non essendoci (onestamente) qualcosa di molto meglio in giro…i suoi limiti tecnici e la ridotta attitudine a giocare negli spazi possono essere considerate forme di investimento per il futuro. La coppia di centri Benvenuti-Canale promette mestiere e talento sufficienti a garantire coperture sulla linea, nella speranza che il trevigiano venga messo (qualche volta) nell’intervallo giusto per attaccare come sa fare la linea del vantaggio. In terza linea torna Barbieri e si tratta di scelta assolutamente condivisibile, essendo l’italo canadese della Benetton, al momento, la miglior terza linea italiana in circolazione. In seconda l’accoppiata è Bortolami-Geldenhuys. L’esclusione di Van Zyl (anche dalla panchina) se non giustificata da infortuni, risulta davvero poco comprensibile. Davanti, per nostra fortuna, torna (speriamo al 100%) Castrogiovanni a destra, con Ghiraldini (problema al piede recuperato) e Lo Cicero sul lato dell’introduzione. In panchina portiamo D’Apice (che può giocare solo in mezzo e se non lancia in rimessa laterale… è meglio) e Cittadini che è un destro puro. Quindi (toccato ferro e tutto il legno possibile), a Lo Cicero verranno chiesti 80’. Oggettivamente, e con tutta la simpatia e la stima che si deve al Barone…troppi! Detto della formazione italiana, è giusto ricordare che la Scozia (con l’allenatore in odore di esonero), arriva all’Olimpico dopo la bella prestazione contro l’Irlanda che però è costata carissima quanto a infortuni. Nel rugby e nello sport (fattore C a parte), si può vincere per propria oggettiva superiorità o per disgrazie altrui. Messi come siamo messi, un passo da un’altra cucchiaiata, non pare il caso andare troppo per il sottile. ITALIA - Masi, Venditti, Benvenuti, Canale, Bergamasaco, Burtron, Gori, Parisse, Barbieri, Zanni, Bortolami, Geldenhuys, Castrogiovanni, Ghiraldini, Lo Cicero. In panchina: D'Apice, Cittadini, Furno, Favaro, Vosawai, Botes, Toniolatti Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.

Italia vs Scozia: sarà un bel souvenir? By Maurizio Vancini

Nella memoria degli uomini ci sono date “indimenticabili” come la scoperta dell’America o lo sbarco sulla Luna. In quella dei Rugbysti Italiani la Storia venne fatta il 5 Febbraio 2000. La PRIMA con vittoria al Flaminio del neonato Torneo delle 6 Nazioni. Ognuno di noi si ricorda dove e con chi fosse quel pomeriggio in cui Diego Dominguez con i suoi drop e Ciccio De Carli con la sua meta finale suggellarono la miglior gara di sempre della Nazionale Azzurra. Italia – Scozia è il match che preferisco. Congiunge i miei due mondi quello del lavoro: 30 anni tra Aperitivi e Whisky, con quello dei miei ventennali momenti rugbystici internazionali. Ero in tribuna a Murrayfield da spettatore nel 2001 a gioire sugli spalti per la meta realizzata da un giovanissimo Mirco Bergamasco; in quello stesso Stadio di Edimburgo espugnato nell’unica vittoria ottenuta finora in trasferta nel Six Nations, firmata Scanavacca & C. nel 2007!Che bella sensazione vedermi qui nella foto a centrocampo in pantaloncini corti in qualità di 4° uomo nella gara del 2008 a Roma. E che Match Officials Team d’eccezione: Nigel Owens, Chris White e Simon McDowell. L’erba tremava sotto ai piedi durante l’esecuzione di Fratelli d’Italia, brividi veri proseguiti al drop di Marcato, che all’ultimo minuto decise il match a nostro favore.Nel 2010, passando dal campo alla tribuna eccomi nel ruolo di Citing Commissioner internazionale, guarda caso in Scozia per la Gara del Centenario contro i Francesi; poi Tifoso alla vittoria in un Flaminio stracolmo sugli Highlanders. Il destino e la professione mi vogliono nei prossimi giorni nella Distilleria Glen Grant, ma già col biglietto in mano per Sabato all’Olimpico dove certamente Tutti Noi vivremo un altro pomeriggio di Rugby “indimenticabile”!  Maurizio Vancini, ex-arbitro internazionale.

17
febbraio


6 Nations Rugby Tournament 2012 - Big Freeze- on and off the pitch! by R.F. Cunningham

Both Scotland and Italy have played England this year, and both, having played the better rugby, lost to a competent and workmanlike England team who continue to surprise pundits and fans alike by winning matches they perhaps should have lost! Italy scored 2 tries by backs Venditti and Benvenuti directly from pressure on the England players just before half time a key moment in that match, which with the conditions, suggested a notable home win! Not to be outdone on the big occasion, new cap Owen Farrell nailed 5 kicks at goal to add to yet another charge down try from Charlie Hodgson to record a second win away from home for England.Italy will be kicking themselves just as Scotland had the previous week, for the crucial errors in key minutes to close the match out. A bit more control from the Italian half backs, and an odd substitution of stand off Burton, at a critical moment lost this rare opportunity. Concerning for the Italian coach will be the rib injury suffered by Castrogiovanni, offset by the continuing stunning form of both Parisse and Bortolani and the other aggressive Italian forwards.The extreme weather in Rome was matched and indeed exceeded in Paris where the weather won! A delayed and inconsiderate decision at virtually the last minute to cancel the France v Ireland match was by far the most contentious decision in the history of the 6 Nations.This match should have been cancelled early that morning at the latest, and perhaps even on the Saturday, and not 10 minutes before kick off! A capacity attendance were left deflated but not surprised by the correct decision to cancel the match in the dangerous sub zero temperatures. Why on earth did the rugby authorities allow such a late scheduling of this match in the middle of the winter, at a Stadium with no sub soil heating? The date of the rescheduled match means that Ireland play 4 Internationals within a 4 week period. A tough call for the Irish!The third match of the weekend was the “big one” where surely the Scottish side would turn the season around, score a few tries and win a match. It wasn’t to be, and after 40 minutes of huffing and puffing, and another knock on at the Welsh line, the Wales v Scotland match exploded after half time.The Welsh team having been under the cosh took advantage of a school boy error by Cusiter, who misfielded the restart kick to give field position, and then a try to a charged up Welsh side. Whatever was said in the Welsh changing room at half time worked. Scotland team management are planning to suggest that future International matches are played for 80 minutes without a half time break!Wales ran out, on paper comfortable winners, but this new look Scottish side, with new cap Stewart Hogg electric and verging on a “Man of the Match” performance, the on form half back pairing of Blair and Laidlaw, and as stuffy a set of forwards as you will find in the 6 Nations, might well surprise a few sides before our visit to Rome in mid March!The Match Tickets, Kilt, Passport, Euros and hip flask of Glen Grant are all organised for that weekend. The Speyside contingent arrives on the Friday and leave on the Monday, and we are already looking forward to Italian hospitality!   R.F. Cunningham                                                                  

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