Per la partita contro la Scozia che dobbiamo vincere per evitare il disonorevole Cucchiaio di legno, il ct Brunel ha operato sei cambi rispetto al XV di partenza di sette giorni fa al Millenium di Cardiff contro il Galles. Niente di straordinario o di palesemente sperimentale o innovativo. Giusto un rimescolamento delle carte che, come hanno purtroppo dimostrato le prime quattro uscite di questo Sei Nazioni, non abbondano di assi né di jolly, anche se le (vere) scartine sono, per nostra fortuna, davvero poche. Fra le certezze che il nostro neo ct pare aver maturato in questo prima fase di lavoro nel nostro paese, c’è quella della mediana. Brunel ritiene, evidentemente, che il meglio che si possa avere in cabina di regia, oggi, è la coppia Gori-Burton. La versione Botes-Burton (che nel Treviso di Pro12 rappresenta l’opzione principale) evidentemente non lo convince e nemmeno lo intriga. Tanto da non farci ricorso in una sfida “vinci o muori” come quella con la Scozia, in cui l’efficienza e l’affiatamento dei due mediani (intesi come reparto) avrebbero consigliato il massimo dell’affidabilità possibile. Altra cosa di cui Brunel è assolutamente certo è che non ci sia la possibilità di provare qualcuno che non sia Masi nel ruolo di estremo. Porta Toniolatti in panchina (formato 5+2 ma con un solo pilone) e forse lo farà entrare (all' ala?) in corso d’opera. Continuare a scendere in campo con un numero 15 poco mobile, poco competente di piede e (ormai) poco o punto pericoloso anche in attacco, pare una legge di natura da cui non è dato prescindere. Il reimpiego di Venditti all’ala, probabilmente, risponde, invece, a (comprensibilissime) leggi di “mercato” e di immagine Essendo il ragazzo uno dei (rari) prodotti del nostro vivaio nazionale degli ultimi anni e non essendoci (onestamente) qualcosa di molto meglio in giro…i suoi limiti tecnici e la ridotta attitudine a giocare negli spazi possono essere considerate forme di investimento per il futuro. La coppia di centri Benvenuti-Canale promette mestiere e talento sufficienti a garantire coperture sulla linea, nella speranza che il trevigiano venga messo (qualche volta) nell’intervallo giusto per attaccare come sa fare la linea del vantaggio. In terza linea torna Barbieri e si tratta di scelta assolutamente condivisibile, essendo l’italo canadese della Benetton, al momento, la miglior terza linea italiana in circolazione. In seconda l’accoppiata è Bortolami-Geldenhuys. L’esclusione di Van Zyl (anche dalla panchina) se non giustificata da infortuni, risulta davvero poco comprensibile. Davanti, per nostra fortuna, torna (speriamo al 100%) Castrogiovanni a destra, con Ghiraldini (problema al piede recuperato) e Lo Cicero sul lato dell’introduzione. In panchina portiamo D’Apice (che può giocare solo in mezzo e se non lancia in rimessa laterale… è meglio) e Cittadini che è un destro puro. Quindi (toccato ferro e tutto il legno possibile), a Lo Cicero verranno chiesti 80’. Oggettivamente, e con tutta la simpatia e la stima che si deve al Barone…troppi! Detto della formazione italiana, è giusto ricordare che la Scozia (con l’allenatore in odore di esonero), arriva all’Olimpico dopo la bella prestazione contro l’Irlanda che però è costata carissima quanto a infortuni. Nel rugby e nello sport (fattore C a parte), si può vincere per propria oggettiva superiorità o per disgrazie altrui. Messi come siamo messi, un passo da un’altra cucchiaiata, non pare il caso andare troppo per il sottile.
ITALIA - Masi, Venditti, Benvenuti, Canale, Bergamasaco, Burtron, Gori, Parisse, Barbieri, Zanni, Bortolami, Geldenhuys, Castrogiovanni, Ghiraldini, Lo Cicero. In panchina: D'Apice, Cittadini, Furno, Favaro, Vosawai, Botes, Toniolatti
Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.