A due giorni dall’inizio della stagione regolare del Pro 12 celtico, prevedere un torneo dominato dall’asse Irlanda – Galles può apparire osservazione banale e scontata. Troppa oggettivamente essendo, al terzo anno di partecipazione italiana e con la pattuglia scozzese ancora lontana da una concreta e consolidata competitività, la differenza di peso specifico fra sei delle 12 partecipanti al campionato e l’altra metà del gruppo. Come ogni corsa a tappe che si rispetti, però, è normale che in sede di pronostico si riservi una piccola quota di favore a chi, fra la sorpresa generale, potrebbe costituire un’interessante e insperata eccezione alla regola. Riassumendo quindi: le molte certezze, i pochi dubbi ancora sul tappeto e qualche grammo di imponderabilità (circostanza che poco ha a che spartire con lo sport di alti livello e con il rugby in particolare ma che non è giusto ignorare), è possibile strutturare il lotto delle concorrenti nelle sotto elencate macrocategorie di merito.
Puntano alla vittoria
Leinster perché ha cambiato poco e dispone di alcuni “grandi vecchi” ancora in grado di eccellere
Ulster: perché è arrivato Tommy Bowe da Swansea e perché (almeno in laboratorio) l’incontro fra la cultura neozelandese del nuovo allenatore Mark Anscombe e l’anima “sudafricana” del gruppo potrebbe generare una miscela di rara efficacia.
Cardiff: perché avrà sulla panchina Phil Davies e, in campo, dosi massicce di talento (giovane) e Glasgow voglia di puntare in alto
Puntano ai play off
Ospreys: perché nonostante un paio di abbandoni eccellenti (S.Williams e Bowe) hanno struttura e risorse per dare continuità a una stagione che li ha visti vincere la finale contro ogni pronostico ma con pieno merito
Munster: perché due stagioni fallimentari di seguito non sono nelle tradizioni e nel Dna dell’Armata rossa, e perché l’arrivo di Rob Penney i al comando delle operazioni potrebbe fornire nuove motivazioni e dosi industriali di consistenza tattica
Possibili soprese
Scarlets: perché, avendo mantenuto inalterata la quota di talento individuale dei giocatori che ne compongono la rosa, è possibile che arrivino a esprimersi a livelli conseguenti. Dovessero riuscirci con la dovuta continuità…
Benetton Treviso: perché, pre campionato stellare a parte, l’attenta pianificazione che il gruppo di lavoro ha condotto negli ultimi anni, ha affidata a coach Franco Smith una rosa a tutti gli effetti competitiva. Certo non ci volevano i due infortuni estivi. E le due finestre internazionali (novembre e Sei Nazioni) imporranno un dazio molto pesante.
Finiranno fra il 7° e il 12°posto
Glasgow : perché senza Sean Lineen in sala comando…
Edimburgo: perché i miracoli (semifinale di HC) non hanno l’abitudine di ripetersi
Connacht: perché, anche con Dan Parks in squadra e senza i lacci di mercato imposti alle tre sorelle maggiori, resta un organico da 4 o 5 vittorie.
Newport: perché, oggettivamente più deboli dell’anno scorso a causa di partenze di un certo peso, non risultano attrezzati per abitare i piani nobili della classifica
Zebre: perché, un enorme FORZA RAGAZZI con tutto il cuore a parte, il gruppo a disposizione di Gajan e Troncon non risulta all’altezza degli standard medi della competizione. Pagherà, in termini di risultati, lo scotto del debutto. Come accadde per gli Aironi. Ma l’operazione “seconda squadra italiana in Pro 12” era e resta operazione fondamentale per la crescita del nostro movimento. Una sfida che è stato giusto accettare e che occorrerò onorare sul campo. Come dice Gajan: “risultati sul tabellone, per ora, a parte”.
Giorgio Sbrocco