26
novembre


Test match – I voti del novembre ovale. By Giorgio Sbrocco

La pagella. La fanno tutti, la facciamo anche noi. Nella consapevolezza che (provare a) mettere sullo stesso piano o nel medesimo bigoncio la coppia NZ-SA e il resto del mondo…Ma dovendo esprimere in decimi quanto visto (e ammirato) nel corso di questo fantastico novembre (che si chiuderà sabato con un Galles-Australia che nulla cambierà del voto finale) non resta che prendere atto della siderale superiorità dei Tuttineri, della brutale e inarrivabile strapotenza fisica (che difesa!) del Sud Africa, del buon rugby espresso da Inghilterra, Irlanda e Galles, della consistenza crescente di Francia e Australia, della sufficienza strappata coi denti da Scozia e Argentina e della inadeguatezza conclamata dei nostri Azzurri. Tutto qua. Purtroppo. Ma il Sei Nazioni è alle porte e…”Peggio di così non potrà andare” come ha sibilato in tribuna stampa all’Olimpico sabato dopo la sconfitta con l’Argentina uno che di “roba ovale” ne ha vista davvero tanta. Le pagelle del novembre ovale Nuova Zelanda – 10 e lode Sud Africa – 9 + Australia 7 Argentina 6 + Inghilterra 8 Francia 7 Irlanda 8 Galles 8 Scozia 6 + Italia 4   Giorgio Sbrocco

16
marzo


Six Nations – Le pagelle di Italia-Irlanda. E che la festa cominci. O continui! By Giorgio Sbrocco

I bilanci di questo Sei Nazioni che l’Italia ha chiuso al quarto posto (come nel 2007) si faranno a cominciare da domani. Adesso è il momento di fare festa. Uniamoci agli Azzurri. Tutti promossi, ovviamente. Alcuni con voti molto altiSergio Parisse: il giallo gli nega la lode. Che avrebbe ampiamente meritato per quanto ha fatto in campo e (c’è da girarci) fuori. Dentro lo spogliatoio e nelle lunghe ore di viaggio alla guida di una truppa poco abituata a vincere e che un po’alla volta si è scoperta complesso di qualità. Sempre bel allineata dietro al proprio capitano. Oggi, fra le altre cose (nella stessa azione) ha patto il primo attaccante in piedi (in pratica: l’apertura) e ha esibito un passaggio da sinistra a destra che solo uno specialista sa eseguire con la stessa pulizia, dopo di che è andato alla base di una ruck e ha aperto da destra a sinistra come un perfetto numero 9. Basta per il massimo dei voti che gli va persino un poco stretto? Sì, senza dubbio. Voto: 10Alessandro Zanni: Uomo del match e uomo ovunque di una squadra che da lui si aspetta (sempre) tanto e che lui raramente (mai, in effetti) raramente delude. La perla di oggi è l’incursione lungo l’out destro che ha confezionato l’assist per la fuga lungo linea di Parisse nel primo tempo. In rimessa laterale è perfetto. I numeri di Accenture diranno domani quanta “roba” ha fatto con la palla in mano e senza. Voto: 10 e lodeLorenzo Cittadini: fare il pilone destro non è da tutti. Quelli normali (sia detto senza offesa) giocano a sinistra. Il bresciano prende il posto di un mostro Sacro come Castrogiovanni e ripete l’ottima prestazione di Londra. Sbaglia un paio di tempi dell’ingaggio, ma le cose davvero importanti le esegue alla perfezione. A trent’anni è nel pieno della maturità fisica e quanto ad attitudine al combattimento non ha mai avuto nulla da imparare da nessuno. Provare per credere. L’Italia ringrazia e del gnaro trapiantato a Treviso sa che sentirà ancora parlare. Tanto. Voto: 9Josh Furno: il tremendo (da un punto di vista dell’usura fisica) campionato francese di seconda divisione è come certe medicine medievali: se non uccide guarisce. Il giovane Furno, a Narbonne, è migliorato sensibilmente. E si vede! Fra le facce nuove di questa Italia che mantiene le promesse la sua è una delle più significative. In campo sa fare un mucchio di cose. Ha i mezzi per diventare uno forte davvero! Se ne avrà anche la voglia ne vedremo delle belle. Voto: 8Giambattista Venditti: da paracarro buono solo per gli ultimi cinque decisivi metri a giocatore che comincia a dare segnali importanti sul piano delle scelte di gioco e delle abilità elusive negli uno conto uno. Giocare nel campionato celtico gli è servito eccome! Suo il nome in calce alla storica meta all’Irlanda dell’odierno trionfo romano. Ma c’è stato dell’altro. Voto: 8Luke McLean: avesse un pizzico in più di velocità…indosserebbe la maglia Wallabies. Certo che di rugby ne capisce e le cose (giuste) sa farle e farle bene. Si fa beccare un paio di volte fuori equilibrio su ricezioni dal cielo ma per il resto del pomeriggio è in sintonia con i bisogni della squadra e opera scelte tattiche perfette. Possiede competenze esecutive di primordine e all’occorrenza ricopre tutti i ruoli della linea arretrata. Voto: 9Andrea Masi: il miglior Sei Nazioni della sua (splendida) carriera. Sarà l’effetto Wasps, sarà la consapevolezza di avere mezzi atletici e attitudine al combattimento che pochi in giro per il mondo possiedono, è un fatto che l’abruzzese mette paura agli avversari e infonde sicurezza nei compagni di reparto. Brunel lo vuole apertura per preservare Orquera e lui ci prende gusto e qualche volta “si dimentica” di scalare dietro. Resta sulla linea del fuoco e fa un figurone. Mica pizza e fichi!  Voto: 10Andrea Lo Cicero: 103 volte azzurro. Grazie Barone!Jaques Brunel: per il ct (come da consolidato costume italico) sempre e costantemente sotto esame questo Sei Nazioni non deve essere stato una passeggiata. Dopo la figuraccia di Edinburgo e lo sprofondo in casa con il Galles qualche anima bella ne ha messo in dubbio competenze e operatività. La mamma degli stolti, si sa, è sempre in cinta. La sua parola d’ordine è equilibrio. Questa Italia ne ha esibito parecchio e nella difficile arte della distribuzione dei giocatori sul terreno di gioco, oggi, è in grado di impartire lezioni a molti. Per merito del tecnico venuto da Perpignano. Voto: 10Sean O’Brien: disputa una partita di sostanza e di continua produttività sia in attacco sia in fase di interdizione. È il cuore pulsante di una mischia alle prese con un sacco di problemi (inguardabile la rimessa laterale) ma che sa di essere l’ago della bilancia di una prestazione che non finirà sui libri di storia ma che ha testimoniato ancora una volta di quale tempra siano fatti questi Irish. Truppa di guerrieri poco propensi a fare regali e mai disposti alla resa. Il migliore dei suoi. Voto: 8Giorgio Sbrocco  

10
marzo


Six Nations - Pagelle di Inghilterra - Italia. By Giorgio Sbrocco

Italia: tutti promossi. Alcuni con voti particolarmente alti. Andrea Masi: Brunel lo fa salire a primo difensore in piedi da rimessa laterale (e non solo) per evitare a Orquera impatti "fuori norma". La sua presenza sul fronte della linea difensiva trasmette sicurezza, il suo esempio contagia i compagni di reparto. Quando l’Inghilterra gioca la carta del carrarmato Tuilagi sul secondo canale il biglietto da visita che gli arriva addosso è targato Abruzzo e fa male. Con la palla in mano trova un paio di grandi penetrazioni, il suo lavoro di ripulitura a terra è da manuale. Mai fuori posto e mai fuori tempo. Voto: 10 e lodeSergio Parisse: Alla vigila aveva promesso la miglior partita della (sua) vita. È stato di parola. Il suo sottomano per Zanni nei cinque ha fatto sognare, la sua pressione ai lati dei punti d’incontro ha salvato un paio di situazioni molto difficili. Sulle palla alte ha dato lezione di efficacia. Il suo “leading by example” stavolta è stato magistrale. Il pallone sparato in faccia al povero Garcia sul primo canale sul finire del primo tempo gli costa la lode. Poco male. Ben tornato capitano! Voto: 10Alessandro Zanni: I numeri e le percentuali di Accenture ci diranno domani quanta “roba” è riuscito a fare negli 80’ in cui è stato in campo. Grande in rimessa laterale, arrembante in fase difensiva, accorto e rigoroso nell’occupazione degli spazi, monumentale nel lavoro di collegamento fra punto d’impatto e fronte allargato. Tutte cose (per lui) talmente “normali” da non fare più notizia. Di quanto serva a questa squadra ce ne accorgeremo (speriamo fra 100 anni) il giorno che dovremo farne a meno. Voto: 10Lorenzo Cittadini: Sosteniamo da tempo (inascoltati, purtroppo) che a destra della prima linea italiana il più forte è lui. A 30 anni è nel pieno della maturità agonistica e tecnica. Entra e ingaggia un duello (sporco il giusto, come devono essere quelli che si consumano là davanti) con “montagna di muscoli” Vunipola. Ci mette due minuti a prendere le misure e poi comincia a dettare legge. Con un altro arbitro…Lo aspettiamo all’Olimpico contro l’Irlanda. Voto: 9Iosh Furno: L’avevamo visto all’opera in novembre a Brescia contro Tonga e non era piaciuto un granché. Oggi ha disputato una partita di grandi contenuti (non solo atletici), costantemente nel vivo dell’azione. Da applausi la copertura che l’ha portato a chiudere sul passaggio a rientrare di Ashton lanciato lungo l’out destro nel primo tempo. Bene anche in rimessa laterale. Giocare a Narbonne gli è servito. Voto: 8Gonzalo Garcia: Quando Brunel  lo ha inserito nel XV titolare qualcuno ha storto il naso. Quando ha steso Tuilagi sulla linea del vantaggio, tutti hanno capito cosa ci stava a fare in campo. Ma non ha solo placcato, reggendo alla grande sulle corte distanze e negli spazi ristretti con i pari ruolo in maglia bianca e per due volte è stato decisivo nel mantenimento di possessi (molto) difficili. Voto: 8Luke McLean: La meta? Niente di particolarmente complicato. Sono state altre le cose importanti che ha fatto nel corso della partita. I meccanismi di copertura profonda in collaborazione con Orquera e Masi sono gioielli di precisione, sui palloni alti è una fantastica miscela di perfezione esecutiva e di coraggio, con la palla in mano trova intervalli che mettono in seria difficoltà la difesa inglese. Ashton lo stende da dietro  a metà campo dopo che si era fiondato dai propri 22 su pallone recuperato in pressione. E quando serve sa anche calciare (bene). Voto: 9Jaques Brunel: A quei pochi (stolti) che dopo Italia-Galles avevano messo in dubbio la sua attendibilità quanto a “piano di gioco” non ha risposto per 15 lunghissimi giorni. Oggi, sul campo e contro l’avversario più forte e attrezzato del Torneo, la sua Italia (perché sua lo è veramente: vedansi le modalità di distribuzione sul fronte e i canoni della continuità avanzante) ha parlato per lui. Sperando che chi avrebbe dovuto abbia ascoltato e capito. Quanto alle scelte su chi mettere in campo e chi no…Pare propri oche ci abbia preso alla grande. O no? Voto: 10 e lode.Arbitro Clancy: Lo avevamo scritto in sede di presentazione: la mischia chiusa è il suo tallone d’Achille. Ne capisce poco e si è visto. Perdona agli inglesi assetti e “non legature” che gridano vendetta. E lo fa con il piglio autoritario di chi ritiene (sbagliando di grosso) di essere nel giusto. Poi inventa un in avanti di Zanni a un passo dalla meta e su qualche “mucchio” a terra volge lo sguardo altrove. Non è lui l’artefice della nostra sconfitta. Ma come arbitro merita l’insufficienza. Voto: 5Toby Flood: Sostituisce Owen Farrel all’apertura ma non nei cuori dei tifosi e, forse, neanche in quelli dei suoi compagni di squadra. Comanda la linea come un ottimo direttore d’orchestra che segue pedissequamente lo spartito e amministra possessi con il rigore e la precisione del contabile accurato e attento ai particolari. Quando la situazione lo impone tenta soluzioni individuali e prende tutti interi i rischi del caso. Infallibile dalla piazzola. Con un’apertura così oggi l’Italia…Voto: 8Giorgio Sbrocco

23
febbraio


Six Nations – Pagelle: si salvano Zanni, Vosawai e Brunel nell’Italia sconfitta dal Galles a Roma. By Giorgio Sbrocco

Voti positivi a questa Italia è difficile darne, anche tenendo gli occhi un po’chiusi, sorvolando su alcune palesi inadeguatezza individuali e volendo evitare di infierire.Zanni – L’uomo di ferro del rugby italiano (46 test consecutivi!) è come la grappa della sua terra d’origine: dura e sincera. Contro il Galles si segnale per l’enorme lavoro in rimessa laterale e per la puntualità nei sostegni e nelle coperture. Ne avessimo una decina di giocatori come lui! Purtroppo non è un modello molto comune. Voto: 8Vosawai – Qualche sciocco dirà che l’assenza di Parisse si è sentita e che il suo sostituto non è stato all’altezza. Noi azzardiamo che il capitano non avrebbe potuto fare di meglio. Bravo Manoa! Voto 8Castrogiovanni & Lo Cicero – Il capitano, alla fine, lancia velate (mica tanto) accuse all’arbitro in tema di linearità dei giudizi. Il Barone si segnala per almeno quattro pessimi ingaggi contro il suo omologo Adam Jones. Quando si gioca sotto la pioggia l’unica cosa cui non si può rinunciare è la stabilità della mischia ordinata. L’Italia ne ha avuta poca. Troppo poca! E stupirsi non serve a nulla. O è colpa dell’arbitro? Ma per favore! Voto: 5Burton – Non è Dominguez, non lo sarà mai. Ma purtroppo per noi non è e non sarà mai neanche Biggar. Un oche in giro passa per essere un “regional” ma che in campo ha fatto vedere che il suo mestiere lo conosce e bene. Il piede di Burton (piazzola a parte) è davvero poca cosa. E oggi il piede serviva come il pane. Sulla meta di Davies è anche sfortunato Voto: 5Gori – Ha difficoltà a governare i possessi. Gioca tutti i palloni come se fossero uguali. Oltretutto su ritmi non sempre elevati. Un paio di sbadilate di palta recapitate al povero Burton e alcuni errori esecutivi davvero gravi. Voto: 5Benvenuti – Pare diventato l’oggetto misterioso del rugby italiano. Chi lo ricordava reattivo e pronto ad adattarsi a tutte le situazioni tattiche fatica a riconoscerlo. In apertura di ripresa non segna una meta che (ostruzione o non ostruzione) avrebbe dovuto segnare. Affaticato? Senza Sgarbi al suo fianco perde una buona fetta di certezze? Con la fame di talenti di cui soffre il nostro movimento perderlo sarebbe davvero una iattura. Voto: 5Halfpenny – Tutto ciò che deve fare e saper fare un estremo in una partita giocata sotto la pioggia e caratterizzata da molto gioco al piede. I gradi estremi si limitano a non stagliare una presa al volo. I grandissimi si trovano sul punto di caduta del pallone prima che il pallone cada…Halfpenny è di questa categoria. E come piazzatore è fra i migliori cinque al mondo. Man of the match più che meritato. Voto: 9Il ct Brunel – Gli vogliono far dire che il piano di gioco era sbagliato o, peggio, che i giocatori in campo non hanno eseguito quanto era stato loro richiesto di fare. Il ct è un uomo di mondo e non se la prende, evita di rispondere per le rime e ammette che nel primo tempo l’Italia è stata approssimativa, insufficiente nel gioco al piede e inconsistente in chiusa. Limiti che, purtroppo per noi, non sono figli di una partita sbagliata ma di limiti oggettivi nella materia prima. Per la serie: anche Vissani con due uova e un etto di stracchino…Voto: 8. E che a nessuno venga in mente di mettere in discussione il ct. Per favore!L’arbitro Poite – In chiusa è stato chiaro fin da subito: entrate in asse, legatevi e rispettate i tempi di ingaggio. Castro non l’ha ascoltato e si è beccato il giallo. Per il resto: ordinaria amministrazione sui punti di collisione, bene la lettura del sacking. occhio attento e allenato per i fuori gioco in gioco aperto e una gestione della gara da arbitro di alto livello. Voto: 9Olimpico di Roma (pubblico del) – L’anno scorso la neve, stavolta il nubifragio. Ma dov’è finito il clima splendido della capitale? Sugli spalti c’è qualche vuoto di troppo ma il colpo d’occhio è sontuoso. Pubblico vivace e colorato. Colpo d’occhio stupendo nonostante i grigi. L’incitamento non manca mai, un paio di volte parte l’inno di Mameli come solo la Marsigliese in Francia e a ogni minimo segnale si riscossa l’urlo di incitamento si fa sentire. Bravi davvero. Voto: 10gsbrocco

24
novembre


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Le pagelle dell’Italia di Firenze - Castro, Zanni, Minto e Orquera i migliori. By Giorgio Sbrocco

LE PAGELLE DEGLI AZZURRI Masi: Mai fuori posizione, capace di due ottime soluzioni di attacco al piede nel primo tempo. Perde due volte palla quando cerca di contrattaccare da dietro e nell’unica volta che buca la linea con efficacia palla in mano,  rovina tutto con un (pessimo) uso del piede destro sotto l’ovale. Voto: 6 Venditti: prova una volta (struttura da avvio del gioco in sostegno diretto sul canale dell’apertura) a far male all’Australia ma non ci riesce. Per il resto: poche opportunità di farsi vedere. Voto: 6 Mirco Bergamasco: si fa male (non sappiamo quanto al momento) su una palla giocata al largo in regime di vantaggio concesso. Davvero sfortunato.  Anche per lui, come per Venditti: poco da ricordare. Voto: 6 e tanti auguri! Sgarbi-Benvenuti: è la coppia di centri dei prossimi cinque-sei anni di questa Nazionale. In ombra (come tutti) nel primo tempo, da premiare per la volontà dimostrata nella ripresa. Voto: 6 Orquera: una buona partita da “uomo con le chiavi del camion in tasca”. Dirige le operazioni con rigore e chiarezza, trova un paio di interessanti progressioni (una per Masi che non conclude) e un miss match che solo Beale in versione Superman riesce a limitare. Quel calcio sbagliato al 79’ gli costa un punto di valutazione. Voto: 6 Gori: ha la fiducia di Brunel e, pare, anche dei compagni. Sta crescendo molto in fretta. Il piede è ancora da rivedere ma c’è tempo. Voto: 7 Parisse: come tutti i giocatori che sono o sono stati grandi per davvero, vivrà con la maledizione di dover sempre “fare cose” una spanna al di sopra degli altri. Oggi non ha giocato una delle sue migliori partite, L’impressione è che sia (fisicamente, e solo fisicamente) logoro. Voto: 5 Zanni-Barbieri: l’italo canadese macchia la partita per la dissennata serie di infrazioni commesse nel primo tempo. Il friulano, invece, rasenta la perfezione. Dieci a uno, sette all’altro: la media risultante e 8 abbondante Minto: Man of the match al secondo cap.  Altro da aggiungere non c’è. Voto: 10 Geldenhuys: ordinaria amministrazione. Corre e si danna l’anima per trovare  mettere un po’ d’ordine nel primo tempo. Ci riesce solo in parte ma il tentativo va premiato. Voto: 6 Lo Cicero: senza valutazione. Esce troppo presto. Ghiraldini (nella foto di Elena Barbini): tre lanci persi/sbagliati nel primo (disastroso) tempo . Poi cresce con il resto della squadra e, in chiusa, per l’Australia è notte fonda. Peccato il colpo al collo che lo toglie dalla battaglia sul più bello. Voto: 6 Castrogiovanni: tanto volume e in chiusa una prestazione di grande spessore. Mani fatate e di velluto nel secondo tempo in occasione di un meraviglioso passaggio in linea sotto pressione a Minto dentro i 22, Chapeau! Voto: 8 Rizzo: In chiusa fa il dovere suo e in un paio di occasioni si impone al diretto avversario. Fuori si vede poco, ma sui punti d’incontro arriva. Voto: 6 Giorgio Sbrocco          

12
novembre


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Italia – La pagella dei titolari anti Tonga. By Giorgio Sbrocco

Valutazioni e voti dei quindici titolari azzurri che a Brescia hanno battuto (di poco) Tonga sabato.Masi: non commette errori, usa poco il piede che non è la sua arma vincente, prova a contrattaccare su un paio di palloni alti che portano l'Italia nei pressi della linea del vantaggio. Aggiunge poco o niente all'efficacia complessiva della manovra offensiva per la semplice ragione che l'Italia vista a Brescia di una manovra offensiva efficace si è dimostra priva. Voto 6Iannone: da sottoscrivere l'analisi della sua prestazione fatta dal ct Brunel in conferenza stampa post match: ha toccato pochi palloni, non ha avuto occasioni particolari per mettersi in mostra, ha perso un pallone e mancato un paio di placcaggi. Resta comunque il migliore dell'ultima generazione azzurra. Voto: 6Benvenuti: qualcosa non ha funzionato nell'organizzazione difensiva della linea arretrata. Lui e Sgarbi, che giocano insieme a Treviso sono sembrati tutto tranne che una coppia affiatata e dai meccanismi di distribuzione (chi placca chi?) collaudati. In attacco è stato poca cosa. Ma (anche per lui) vale il discorso fatto per Masi. Voto: 5Sgarbi: idem come sopra. I centri tongani conoscono come pochi (si fa per dire) l'arte dell'uso sapiente degli angoli di corsa. Ma le difese anticipate all'esterno o ritardate all'interno, per no parlare delle volte che con benvenuti si è trovato in imbarazzanti “due su uno”, dico che quella di Brescia è stata una giornata da dimenticare. In fretta. Voto: 5McLean: messo a fare il secondo estremo (quello dei due che qualcosa con il piede riesce a fare) si trova a gestire pochi palloni e tutti in situazioni davvero poco agevoli. Se la cava con mestiere ve coraggio. Fosse un pochino più veloce...Voto: 5Burton: gioca in ruolo che, per definizione, finisce regolarmente sotto i riflettori e sotto la lente d'ingrandimento della critica. A sua discolpa è giusto rilevare che non possiede (e mai ha posseduto) le caratteristiche dell'apertura determinante per le sorti di una squadra. È però ordinato, esegue con diligenza il piano tattico prestabilita (a Treviso come in Nazionale) ed è dotato di un piede abbastanza educato e “produttivo”. Quanto a competenze atletiche...vedasi alla vice McLean-velocità. Voto: 6Botes: ha mezzi atletici di prim'ordine e la sua è un'interpretazione del ruolo in chiave moderna ed efficace. Possiede i tempi di reazione del numero 9 di classe e se potesse giocare dietro a un pack capace di qualche trasformazione diretta o di qualche avanzamento che generasse liberazioni veloci...Ma dalla vita non tutto si può avere. Resta comunque lui il miglior mediano di mischia a disposizione di Brunel. Voto: 7 (di stima e di incoraggiamento)Parisse: giallo a parte, in tutta onestà più difficile da evitare che da prendere, pare non attraversare uno splendido momento di forma. Del numero 8 tradizionale non ha mai avuto la capacità di superare la linea del vantaggio nei pressi della zona di collisione, ma è un importante (per gli equilibri dell'Italia) uomo ovunque, capace di risolvere situazioni sotto pressione in difesa e, a volte, innescare o alimentare attacchi efficaci. A Brescia si è visto davvero poco. Come il resto della squadra. Voto: 5Barbieri: si è confermato il giocatore italiano più in forma e più dotato sul piano della produttività offensiva. Suoi gli unici avanzamenti degni di nota nel corso dell'intera partita. Lavora con grande dedizione e costrutto sia negli spazi ristretti sia sul fronte allargato. Avercene! Voto: 8Zanni: un gradino sotto Barbieri come volume complessivo. Ma è lui, insieme al suo collega flanker, l'unico giocatore della mischia italiana, capace di farsi sentire lontano dalle fasi strutturate di conquista. Voto: 7Furno: per dirla con Brunel: bravo nella ricezione alta dei calci d'invio. Il resto però...Perde tre palloni a contatto e le sue entrate in ruck sembrano un pelino irregolari. Certo è che l'aggressività non gli manca. E che per questo merita un voto di incoraggiamento. Voto: 6Geldenhuys: non è (mai stato) un leader ma sa essere esecutore puntuale e accurato. Ha svolto il compito assegnatogli senza evidenti cali di tensione e con una discreta continuità. Da questo a pretendere che rompa placcaggi, e che guadagni metri palla in mano...Voto: 5Cittadini: a destra in chiusa è uno che ci sa fare e che (anche) a livello internazionale può dire la sua. Contro Tonga prova anche a correre e riesce in un paio di cose per niente banali. Una è la meta che segna dopo aver raccolto (in velocità!) una palla tutt'altro che docile. Bravo! E poi si giocava nella sua città. Un decimo in (meritato) regalo. Voto: 8Ghiraldini: peccato quei lanci storti vicino ai 22 di Tonga. Ma il vento è una brutta bestia per tutti. Per il resto è il Ghira che si conosceva e che a Treviso hanno cominciato ad apprezzare. Corre e si sposta per il campo fornendo importanti sostegni in attacco e in difesa. Fisicamente sta bene e si vede. Voto: 7Lo Cicero: Far parte dell'unico reparto (la prima linea) che vince il duello diretto con gli avversari di ruolo aiuta. Lo si è visto poco con la palla in mano, e quando l'ha avuta non ha generato grandi avanzamenti. Ma possessi non ne ha persi e dove serviva esserci lui c'era. Sa giocare e, se amministrato a dovere, può ancora vivere momenti significativi di una carriera di alto profilo. Voto: 7Giorgio Sbrocco

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