“Memories”: il ricordo delle botte.

Due belle gare sono state trasmesse in contemporanea nel pomeriggio sportivo della domenica. Il mio telecomando della memoria le ha suddivise quasi equamente tra satellite: spettacolo tra Harlequins - Munster di Heineken Cup e un bel Rovigo – Viadana sul digitale “terrestre”. Il perché di queste ultime “virgolette” è più che giustificato dal livello spaziale del primo match e quello ricco di impegno e sudore, ma anche di proteste e atteggiamenti sopra le righe di quello dei club nostrani. Nel prevalere dei ricordi ho rivissuto sensazioni bellissime del mio passato: la fanfara dei bersaglieri del Battaglini e il silenzio nel momento dei calci tra i pali negli stadi stile britannico... ”memories” del cuore e il pensiero ritorna a quando al Thomond Park ero in pantaloncini corti, primo giudice di linea di una terna interamente italiana o quando in mezzo al campo dirigevo la sfida proposta dal palinsesto domestico. “Time flies fast“ è la legge della vita che vale tanto per O’Connell e O’Gara quanto varrà in futuro per i tanti giovani che oggi hanno indossato con orgoglio la casacca nera o rossoblù nella sfida tra i due blasonati team della nostra eccellenza ovale. L’alto livello “de noartri” vive finalmente un momento di miglioramento grazie al rinnovamento che l’evidenza di queste stagioni recenti ha segnalato a chiare lettere in più settori del movimento. I risultati del campo hanno confermato che la navicella lunare del Munster è pronta a chiudere la stagione con la possibilità di vittoria nella maggiore competizione europea e i rodigini con il successo sulla capoclassifica continueranno a lottare per accedere alle semifinali scudetto. Recentemente ho scambiato qualche impressione con un ex giocatore che queste partite le ha vissute decine di volte e gli ho domandato quali sensazioni gli mancassero a fine carriera; beh, mi sarei aspettato le solite risposte: il campo, la tensione, eccetera. Ci sono rimasto quando m’ha detto: “ a me dispiace svegliarmi il lunedì e non sentire più i dolori delle botte e non vedermi i lividi allo specchio” …semplicemente fantastico, proprio una frase da rugby! By Maurizio Vancini

04
febbraio


3 Febbraio: San Biagio

La tradizione meneghina prevede che una fetta di panettone “raffermo” del Natale appena passato debba essere tenuto da parte e consumato il 3 Febbraio, giorno di San Biagio. Questo rituale dovrebbe proteggerci dal mal di gola per un periodo indefinito, ma almeno utile per terminare indenni da tosse e raucedini il resto dell’inverno. Questo weekend la sfida Italia – Francia del 6 Nazioni ha contribuito a questa leggenda. Da appassionato di rugby e tifoso dell’Italia ho incitato a gran voce le Ragazze di Di Giandomenico e Scaglia che sabato a Rovato hanno sconfitto al fotofinish le fortissime rivali d’oltralpe per 13 a 12. Sono state colpite e affondate dalla precisione di Veronica Schiavon che ha orchestrato e capitalizzato la lotta nel fango di una mischia che ha lottato per 80 minuti … più recupero. Il “ day after “, domenica 3, si è concluso con le magie dei suoi colleghi Orquera e Burton nella fredda domenica romana. Non ho ricordi nell’ultimo decennio di un numero 10 azzurro eletto “man of the match”, ma mai come in questa occasione il riconoscimento è stato ampiamente meritato. Le mete di Castro e Parisse sono già entrate nelle nostre memorie. Completano il gioco brillante e senza paura che il nostro XV non aveva mai espresso nel nuovo millennio. Due vittorie che ci hanno dato soddisfazione immensa e abbracci infiniti. Due feste : Rovato con uno stadio gremito e soli posti in piedi per l’impresa del Rugby Rosa; Olimpico da batticuore con attori protagonisti i nostri gladiatori dell’ovale. A proposito di star, ho assistito alla realizzazione della Storia seduto a fianco di interpreti teatrali e cinematografici: Pasotti, la Romanoff e Beppe Fiorello. Tutti quanti accompagnati dai loro bimbi; lo so che sembrerà incredibile, ma sulle tribune non è volata una parolaccia o un insulto prima, durante e dopo un match con tensione a mille! Il rugby ha dato l’ennesima lezione positiva di scuola di vita. Al triplice fischio nel delirio di gioia sono stato abbracciato da Ricky Tognazzi, figlio del grandissimo Ugo: icona lombarda e cuore milanista. Una stretta che accompagnata da un grido con quel fil di voce rimasta che il “Panetùn” rimetterà subito a posto e che mai come per questo bellissimo fine settimana è stato utile tenere da parte!   by Maurizio Vancini  

19
dicembre


www . Testamento . it - By Maurizio Vancini

Giusto qualche ora prima che il mondo finisca ogni appassionato italiano della palla bislunga penso abbia il diritto di fare un proprio testamento, un’ultima luce bianca prima del momento fatale. Per l’ovale di casa nostra, in un altro mondo in un’altra vita il notaio leggerebbe queste ultime volontà: Addì 21 dicembre 2012, Io sottoscritto … “Nome & Cognome” , nel pieno delle mie …eccetera eccetera ... lascio agli eredi futuri questi 10 patrimoni: 1 Una Nazionale che oggi gioca finalmente d’attacco con un valido sistema offensivo e non solo difensivo. 2 Un’immensa categoria di piloni e una mischia ineguagliabile sul pianeta. 3 Giocatori che onorano sempre la maglia Azzurra. 4 Stadi straripanti di gente che ama questa Squadra e con Lei canta l’inno di Mameli a squarciagola. 5 Il ricordo del verde dei campi, il blu del cielo, il caldo del sole e il freddo della neve romana; la prima vittoria sulla Scozia al 6 Nazioni, figlia di quella di Grenoble. 6 Tanti splendidi souvenir delle sfide in serie A tra i grandi club dal dopoguerra al 2009: l’Italia degli scudetti, quella del tricolore! 7 Le Franchigie che senza paura hanno accettato di confrontarsi contro i giganti celtici in sfide bibliche come tra David e Golia. 8 La gente del rugby: gli appassionati, gli innamorati di questo gioco; monotematici e disprezzanti del pallone rotondo. 9 Gli eroi di un tempo, epici e infangati, fratturati e decisi, poetici e sdentati, insomma … i rugbysti!. 10 invece di un’ultima volontà meglio fare una richiesta: quella di un Principe Azzurro, un vero “10”, un mediano d’apertura nato, svezzato e cresciuto tra gli amati confini che sicuramente farebbe tutti contenti e sarebbe pure “esentasse”!   Maurizio Vancini

20
novembre


Fratelli d’Italia, Figli del Top Ten - By Maurizio Vancini

Gli Azzurri dell’Olimpico , pur fornendo un’ora di grande spettacolo, non sono riusciti a far meglio di quelli di San Siro, che 3 anni fa misero all’angolo la Nuova Zelanda fino all’ultimo secondo del match. Buona parte delle stelle di Milano formano ancora la colonna vertebrale della squadra, quella nata nel decennio  del campionato nazionale Super 10 che a parere di molti è risultato essere il più completo della storia dell’Italrugby. Avventura chiusa nel 2009 con la partecipazione alla lega celtica di due nostre rappresentative : Benetton e Aironi , quest’ultimi oggi mutati zoo tecnicamente in Zebre. Paradossale la differenza di audience che la Nazionale raccoglie rispetto alle sparute presenze sui campi di serie A ed Eccellenza. Si  passa da stadi di portata calcistica esauriti, a campi dove pochi parenti e amici si poggiano alle staccionate per incontri che un triennio fa vedevano squadre impegnate in vere e proprie battaglie punto a punto,  tra compagini che ora non raccolgono più atleti d’interesse internazionale. Eccezion fatta per le apparizioni dell’ “Italia “, oggi solo al Monigo di Treviso o nel Granducato si possono godere  spettacoli rugbystici di alto livello, quando in più parti della penisola si potevano ammirare competitività e bel gioco. Da L’Aquila a Catania, passando per i tanti derby veneti,  di Parma o di Roma, oppure su campi caldi come Calvisano o Viadana, i palcoscenici erano calcati da tutte le Star di oggi. Si doveva passar di lì, placcando e ingaggiando mischie, divertendo migliaia di appassionati. Castro, Parisse, il Barone Lo Cicero, Canale e i fratelli Bergamasco , insomma tutti, proprio tutti i big hanno giocato in Super 10. L’aver ceduto nell’ultimo quarto d’ora capitolino ai Campioni del Mondo potrebbe essere interpretato come un processo d’invecchiamento naturale da parte dei nostri campionissimi, ma dobbiamo riconoscere che anche il nuovo avanza : Cittadini, Sgarbi, Furno e Venditti sono ufficialmente garanzia di continuità. C’è un’età e un tempo  per ogni cosa, lo dimostra la voce della soprano Ricciarelli che sabato ha steccato l’inno di Mameli ; nella patria della lirica il Rugby nato oltre Manica è sempre stato uno sport ammirato per essere  all’avanguardia nelle sue evoluzioni migliorative: il nuovo che avanza dovrà fare i conti col passato  e le nuove realtà essere capaci di cantare la nostra canzone per tutti gli 80 minuti.   By Maurizio Vancini

03
luglio


Milano e il Rugby in bianco e nero. By Maurizio Vancini

Nell’intervallo di Italia – Germania  per l’Europeo di calcio, da buon professionista del telecomando sono capitato su un servizio nostalgico, splendido e contagioso, effettuato da Mirko Petternella  per l’esordio di Marcello Fiasconaro nel Rugby di casa nostra. Raccontava in toni romantici la partita tra Concordia Milano e Amatori Catania : in campo anche un dinamico e baffuto Marco Bollesan.   Il filmato vintage, datato 1976, doverosamente in bianco e nero narrava dell’atleta italo sudafricano, allora primatista mondiale degli 800 metri piani, che si era fatto prestare un paio di scarpe strette e indossata la maglia numero 14 siglava una delle mete meneghine tra i pali dello storico Campo Giuriati.Ricordo quel giorno a colori, abitavo a pochi isolati dall’impianto e a Città Studi la curiosità era grande, tanto che per assistere al match si erano presentati atleti del calibro di Paola Pigni, Francesco Arese e l’idolo delle ragazzine di allora: il nuotatore Marcello Guarducci. Poco importava di risultato e regole, si trattava di una vera e propria festa ambrosiana , nello stadio che il telecronista definiva già fatiscente.A mio sapere Mario Giuriati era stato un Onorevole durante il ventennio e aveva contribuito allo sviluppo della palla ovale, che a Milano avrebbe rivissuto il maggior evento di sempre molti anni più tardi: il 14 novembre 2009 per Italia – All Blacks. Ero a San Siro in quel pomeriggio storico, nonostante mio papà, che proprio oggi avrebbe compiuto i suoi 80 anni, iniziò la sua fine durante quella notte.  Il tempo non sempre è galantuomo, ma talvolta lascia bei ricordi. Tra i tanti quello d’essere stato l’ultimo arbitro di una partita ufficiale delle Zebre, quando sfidarono  nel 2007 le All Stars del Campionato Italiano proprio al Giuriati. Conservo tuttora la maglia bianconera a strisce afro che Pietro Scanziani mi donò al termine del match. Trent’anni più tardi del suo illustre genitore toccò al figlio di Fiasconaro giocare qualche sporadico incontro con la maglia di Parma. Emozionante la coincidenza di aver diretto una di quelle sfide! Corsi e ricorsi si avvicendano nelle nostre vite di Sportivi, Uomini, Padri e Figli. Father and Son di Cat Stevens sarebbe la colonna sonora da intonare per questo amarcord rugbystico all’ombra della Madonnina. Maurizio Vancini

05
giugno


Abbiamo l'aria di italiani d'Argentina. By Maurizio Vancini

L’Argentina è certamente il paese al mondo dove gli Italiani si trovano meglio, così come la nostra amata Penisola è la meta più gradita di Gauchos e Portenos. Due nazioni che vivono di futbol, due popoli che si sono fatti grandi a vicenda immigrando ed emigrando in cerca di fortuna. Senz’alcun dubbio gli Azzurri della palla ovale hanno iniziato a graffiare grazie al contributo nell’ultimo ventennio di parecchi Pumitas: efficaci felini di razza. Vero pure che da queste parti abbiamo visto atterrare e poi calcare i nostri prati verdi tanti brocchi, pseudo campioni millantatori direttamente proporzionali all’insuperabile Vittorio Gassman de: “il Gaucho“ di Dino Risi; però grandissimi sportivi come Fangio, Monzon, Maradona hanno vinto e convinto l’universo delle proprie discipline grazie ad imprese infinite come l’abitudine alle loro grandi distanze ed al romanticismo di una Gucciniana Croce del Sud nel cielo terso. L’ItalRugby ha nell’aria tre nomi su tutti: Diego Dominguez, Sergio Parisse, Martin Castrogiovanni. Hanno detto di loro che si tratta di Campioni che intonano l’inno di Mameli con un sottofondo tanguero alla Gardel, ma non hanno perso l’abitudine a godersi una yerba mate dopo un asado o un panqueque de dulce de leche. La verità è che sono uomini esempio di orgoglio e carattere straordinari. Di Diego sentiamo ancora la mancanza al fischio d’inizio di ogni partita Azzurra. Sergio è “il Capitano“ riconosciuto, stimato ed amato da Tutto il mondo dello sport. Martin rappresenta la Forza che ci permette di affrontare l’armata biancoceleste a viso aperto con il giusto rispetto.I Pumas sono tra le primissime realtà mondiali del Rugby, squadra senza paura in grado di competere e vincere contro tutti. Impressiona lo spirito con cui impattano le gare, commuove  vedere giocatori grandi e grossi piangere all’esecuzione dell’Himno Nacional. Per gli Italiani d’Argentina, si ripropone l’occasione di ripetere le tante imprese già compiute e rifare la storia, rivedendo lo spunto del brano titolo di Fossati  … la distanza è atlantica, la memoria cattiva e vicina … e una META in più ci basterà, perchè todos somos hermanos de Italia! Maurizio Vancini.

21
maggio


Maggio: Finali come ciliegie! By Maurizio Vancini

Con la frutta di stagione sono arrivate le finali delle Coppe e dei Campionati. In Europa: L’Heineken Cup – la Champions del Rugby – ha visto trionfare a Twickenham la supercorazzata dublinese del Leinster. Una vittoria netta e sacrosanta sui compatrioti dell’Ulster nella competizione regina del vecchio continente. A dire di molti, soprattutto oltralpe, i Team irlandesi ( addirittura tre in semifinale!) si sono potuti permettere di affrontare l’HC con energia e vigore grazie al limitato impegno profuso in Celtic League. Il TOP 14 francese è certamente il più duro ed impattante dei tornei continentali, ma forse tra i nostri cugini latini c’è il rammarico di aver disputato “solo” la Finale di Challenge Cup – vinta da Biarritz su un Tolone ormai logoro – e “ solo “ al Twickenham Stoop; lo stadio degli Harlequins, considerato per questi livelli competitivi un palcoscenico di serie inferiore. Tant’è che gli Arlecchini Londinesi e il Leicester di Castro disputeranno prossimamente l’atto conclusivo della Premiership inglese nel Tempio del Rugby britannico. E da noi? Lo scudetto è tornato a Calvisano. I bresciani hanno vinto la doppia sfida con Prato. I due atti sono andati in scena in Toscana: al Chersoni e nella bassa al San Michele. Due belle gare, ognuna con un affluenza di pubblico di 2500 unità. La dura verità è che l’Italrugby pare non avere mezze misure e passare da questi numeri agli ottantamila sugli spalti di San Siro per il test match degli Azzurri contro gli All Blacks o a gremire l’Olimpico per assistere a Italia – Scozia del Six Nations. Dalla creazione delle Franchigie Celtiche (Benetton e Aironi) nessun Nazionale è più sceso in campo a disputare le Finalissime. Di solito qualità e quantità vanno a braccetto.Un proverbio dialettale meneghino, così tradotto recita: “Zucca e Melone la sua stagione”. Sì, ma il frutto del rugby italiano dovrà maturare precocemente e bene! Maurizio Vancini, ex arbitro internazionale

AMLIN CUP – QUATTRO FRANCESI, TRE INGLESI E UNA GALLESE AI QUARTI DI FINALE. MAURIZIO VANCINI COMMISSARIO A PARIGI. By Giorgio Sbrocco

Leggermente sfasata (per evitare un inutile, e potenzialmente dannoso, ingorgo ovale) rispetto alla sorella maggiore Heineken Cup che ha concentrato i propri appuntamenti decisivi nelle ultime 48 ore, anche la Amiln Challenge celebra nella settimana di pasquale il rito dei quattro attesissimi e molto incerti quarti di finale. I blasoni e la consistenza delle formazioni uscite dalla durissima selezione della fase di qualificazione, fanno prevedere toni agonistici molto elevati, risultati incerti e qualità del gioco espressa decisamente elevata. I primi a scendere in campo giovedì, saranno, a Parigi (stadio Charlety, ore 20.45) lo Stade Francais di Micheal Ceika e Sergio Parisse che ospiteranno  gli Exeter Chiefs (l’arbitro italiano Maurizio Vancini sarà citing commissioner) Venerdì allo stadio Mayol di Tolone (20.45, giudice di linea l’internazionale partenopeo Damasco), sfida da non perdere fra lo Stade padrone di casa e gli Harlequins, attualmente in testa alla classifica di Premiership. Sabato all’Adam Park di Londra confronto anglo-francese fra Wasps e Biarritz. E infine, il giorno di Pasqua, sul verde del Municipale del capoluogo del Limousin (ore 20.15) andrà in scena Brive – Scarlets. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo

22
marzo


6 Nazioni 2012 … and the winner is … By Maurizio Vancini

  E’ stato grande il successo ottenuto sugli schermi, negli stadi, su giornali e sul web del 6 N Championship : tanti i personaggi ed interpreti  degni di un Premio Oscar hollywoodiano! E’ stato ufficialmente eletto miglior giocatore il flanker Lydiate e Miglior Team il suo Galles dalle splendide rimonte esterne in Irlanda ed Inghilterra. Squadra completa, gioco entusiasmante e conquista del Grande Slam 2012. Il riconoscimento più bello per il XV dei Dragoni è senza dubbio il paragone con la squadra leggendaria di JPR , Gareth Edwards & C.; ragazzi che arrivavano a piedi all’Arms Park tra due ali di folla eccitata coi volti incastonati tra basettoni e look obbligatoriamente accessoriato di pantaloni scampanati: i Signori del Rugby di qualche decennio fa! Atleti che garantivano ad ogni match azioni e mischie spettacolari,  icone viventi con tanto di monumenti a loro dedicati.  Dovremo attendere ancora un anno per rivivere le sfide di questo lungo fine inverno, che è passato attraverso la neve romana ed il rinvio per ghiaccio di Parigi. “ il Grinta “ western Premio Oscar diretto dai Fratelli Cohen , chiudeva con la celebre frase “Il tempo ci sfugge “; certi popoli credono il mondo finirà a dicembre, poco prima il Popolo del Rugby potrà godersi i Test novembrini , che anche se non reggono il paragone col Six Nations ci riporteranno in Italia All Blacks e Wallabies … quindi non facciamoci sfuggire il tempo e … l’occasione! Abbiamo visto gare interessanti, tattiche di gioco evolute che hanno evidenziato alti e bassi per Irlanda, Inghilterra e Francia, delusione per l’ inconcludente  Scozia di Robinson. Bello il finale del film degli Azzurri! Lo scarso bottino potrebbe ingannare: La vittoria sull’Inghilterra poteva starci alla grande ed il Torneo  ha confermato che l’Italia dispone di una prima linea eccezionale. Ha chiuso una splendida carriera Fabio Ongaro, Lo Cicero è stato monumentale nella tenuta e l’importanza di Castro non ha bisogno di commenti.  Rizzo, Ghiraldini, Cittadini e D’Apice garantiranno in futuro continuità al nostro punto di peso e forza. L’area di debolezza resta sempre la stessa : mediana e calciatore. Il primo è discorso vecchio, il secondo, nella penisola del “balòn” pare incredibile che manchi un piede in grado di centrare meglio la porta. Abbiamo avuto la percentuale di realizzazione più bassa del torneo, e vedere il gallese Halfpenny ( mezzo penny = mezza lira ) centrare i pali da 60 metri al Millenium contro la Francia, può far rabbia , ma da uomini di Rugby è splendido veder calare il sipario su questa manifestazione, con la consacrazione dell’estremo in maglia scarlatta quale miglior attore non (jQuery1520706896249903366_1332413497570?)  protagonista! Maurizio Vancini, ex arbitro internazionale  

Italia vs Scozia: sarà un bel souvenir? By Maurizio Vancini

Nella memoria degli uomini ci sono date “indimenticabili” come la scoperta dell’America o lo sbarco sulla Luna. In quella dei Rugbysti Italiani la Storia venne fatta il 5 Febbraio 2000. La PRIMA con vittoria al Flaminio del neonato Torneo delle 6 Nazioni. Ognuno di noi si ricorda dove e con chi fosse quel pomeriggio in cui Diego Dominguez con i suoi drop e Ciccio De Carli con la sua meta finale suggellarono la miglior gara di sempre della Nazionale Azzurra. Italia – Scozia è il match che preferisco. Congiunge i miei due mondi quello del lavoro: 30 anni tra Aperitivi e Whisky, con quello dei miei ventennali momenti rugbystici internazionali. Ero in tribuna a Murrayfield da spettatore nel 2001 a gioire sugli spalti per la meta realizzata da un giovanissimo Mirco Bergamasco; in quello stesso Stadio di Edimburgo espugnato nell’unica vittoria ottenuta finora in trasferta nel Six Nations, firmata Scanavacca & C. nel 2007!Che bella sensazione vedermi qui nella foto a centrocampo in pantaloncini corti in qualità di 4° uomo nella gara del 2008 a Roma. E che Match Officials Team d’eccezione: Nigel Owens, Chris White e Simon McDowell. L’erba tremava sotto ai piedi durante l’esecuzione di Fratelli d’Italia, brividi veri proseguiti al drop di Marcato, che all’ultimo minuto decise il match a nostro favore.Nel 2010, passando dal campo alla tribuna eccomi nel ruolo di Citing Commissioner internazionale, guarda caso in Scozia per la Gara del Centenario contro i Francesi; poi Tifoso alla vittoria in un Flaminio stracolmo sugli Highlanders. Il destino e la professione mi vogliono nei prossimi giorni nella Distilleria Glen Grant, ma già col biglietto in mano per Sabato all’Olimpico dove certamente Tutti Noi vivremo un altro pomeriggio di Rugby “indimenticabile”!  Maurizio Vancini, ex-arbitro internazionale.

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