È costata cara (per il momento, in attesa dell’esito dell’appello) la “svista formale” a causa della quale l’ex Airone neozelandese Tyson Keats è sceso in campo (pur non risultando eleggibile) con la matricola London Welsh nel massimo campionato inglese. Cinque punti di penalità in classifica generale (immediatamente conteggiati, altri 5 da spalmare nella prosisma stagione e 15 mila sterline di multa), questa la sentenza dell’organo di governo della Premiership inflitta al club degli exiles gallesi della capitale. Ora sono due i punti che separano i Welsh da Sale nella lotta per non retrocedere. Nel corso dell’inchiesta, in verità, è emersa una realtà assai differente da quella ipotizzata in un primo momento dal club. Sono infatti spuntati documenti falsi, passaporti contraffatti, e-mail tarocche e dati anagrafici assolutamente inventati. Il tutto (pare) opera del manager della squadra Mike Scott. Sul futuro della cui carriera professionale sono in pochi, oggi nel Regno Unito, a scommettere un penny.Giorgio Sbrocco