Super Rugby – Kirwan, i Blues e la federazione NZ ci provano con Benji Marshall. By Giorgio Sbrocco

“Se accetterà di venire a Auckland una cosa è certa: non gli metteremo troppa pressione. Finita la stagione con il XIII potrebbe saltare l’Itm cup (il campionato delle Provincie neozelandesi, ex Npc, che dura fino a ottobre, ndr), riposarsi il giusto e riprendere con l’edizione 2014 del Super Rugby. Lo aspettano due anni davvero intensi, non è di certo il caso di affrettare i tempi”. Così John Kirwan, allenatore dei Blues alla viglia del viaggio a Sydney in compagnia di Andy Dalton (Ceo della franchigia neozelandese) dove incontreranno Benji Marshall, il frutto proibito di cui almeno tre franchigie (2 australiane) sembrano essersi perdutamente innamorate, e il suo procuratore Martin Tauber. Sul piatto i Blues (in nome e per conto anche della federazione NZ) metteranno una cifra non indifferente e la prospettiva (tuta da verificare sul campo di gioco) di una World cup con la maglia degli All Blacks. Giorgio Sbrocco

10
agosto


Super Rugby – Graham Henry ai Blues in sostegno a John Kirwan? By Giorgio Sbrocco

In Nuova Zelanda danno per  certo che sarà Graham Henry (del quale i rappresentanti della Rfu inglese hanno chiesto la messa sotto inchiesta per le dichiarazioni contenute nella sua autobiografia da poco in libreria)  a dettare la linea tecnica degli Auckland Blues dalla prossima stagione di Super Rugby. “Devono aver finalmente capito che per guidate una squadra serve un allenatore” avrà molto probabilmente  pensato Buck Shelford, l’ex n.8 All Blacks che all’indomani della notizia che dava John Kirwan sulla panchina della franchigia di Auckland aveva affidato ai taccuini dei cronisti tutto il suo disappunto per la scelta operata. Storie neozelandesi, vecchie ruggini fra un capitano che “tirava la carretta” e “il biondino” che raramente  si sporcava i pantaloncini, placcava poco o niente ma segnava mete a ripetizione e per il quale le folle andavano in delirio. L’arrivo di Henry a Auckland resta da vedere con quale ruolo specifico  all’interno dello staff, è comunque una notizia praticamente certa. Felice della cosa si è detto il ct AB Steve Hansen che a TV3 News ha dichiarato: “Graham (Henry, ndr) porterà in dote la sua grande esperienza e il curriculum di un allenatore vincente. Il suo ritorno è un bene per il rugby neozelandese. Molto meglio qui che ad allenare l’Argentina”. Sulla stessa linea ma con una sottile vena polemica le parole di Cory James, ala AB e degli Hurricanes che ha parlato di “grande colpo per i Blues” riferito all’arrivo di Henry nello staff della franchigia avversaria. “Essendo un grande allenatore – ha spiegato – porterà miglioramenti nel loro gioco. Tanti e importanti. Ma non saranno sufficienti  per vincere contro di noi!”Giorgio Sbrocco

29
luglio


Olimpiadi – Planet Rugby interpella John KIrwan sul Seven alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. By Giorgio Sbrocco

 Un interessante e documentato articolo di Tristan Holme, pubblicato ieri da Planet Rugby,  affronta  l’argomento dell’ingresso del Rugby nel programma olimpico che avverrà fra quattro anni ai Giochi di Rio de Janeiro nella sua forma Seven a side. Nella parte storica Holme rivive  l’ incontro fra Pierre de Coubertin e il preside della scuola di Rugby Thomas Arniold (1888) e l’amore a prima visita che nacque fra il Barone e la nuova disciplina, il suo inserimento nella prima edizione dei Giochi e del successo (anche di cassetta, dal momento che per il torneo di rugby si vendettero più biglietti che per le gare di atletica) dell’edizione di Parigi del 1900, quella della finale Gran Bretagna . Francia 27-8 davanti a 6mila spettatori. Fino all’episodio del 1924 (fine Usa-Francia con invasione di campo a fine gara) e alle dimissioni di de Coubertin da presidente del Cio (1925) e al subentro nella carica del conte Baillet-Latour. Persona assai poco amante della pallaovale e che riuscì, nel corso del Congresso Olimpico di quello stesso anno, all’interno di un vasto piano di riduzione delle specialità di squadra, a cancellare dal programma a cinque cerchi anche il rugby. Nella seconda parte del suo intervento Trista Holme affronta il problema legato alla forma di gioco – il Rugby Seven – scelto per il ritorno in ambito olimpico del gioco. E si domanda se e come una tale operazione potrà portare o non portare benefici alla diffusione del gioco a XV. Pone il quesito a John Kirwan, l’ex ct della Nazionale italiana da poco nominato capo allenatore dei Blues di Aukland, il quale confessa: “Da bambino in Nuova Zelanda avevo ben chiaro i due  obiettivi che avrei voluto raggiungere da grande: vincere la Coppa del Mondo e vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi. La Coppa del mondo l’ho vinta, le Olimpiadi no…”. Più avanti l’autore  traccia un profilo del prototipo del giocatore di Rugby XV adatto al Seven e indica Sonny Bill Williams  come il perfetto giocatore di XV in grado di diventare una superstar del Seven. L’articolo nella sua forma integrale è disponibile su: http://www.planetrugby.com/story/0,25883,16016_7944874,00.htmlGiorgio Sbrocco

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