22
giugno


Usa – Italia – Castrogiovanni: “Guai se continueremo a perdere palloni!” Poi scherza: "Tutti questi giovani in squadra mi fanno sentire vecchio”. By Giorgio Sbrocco

Martin Castrogiovanni (80 caps), domani (domenica notte alle 2 e trenta in Italia) contro gli Usa a Huston per la seconda volta capitano dell’Italia, non si nasconde le difficoltà di una partita che, sulla carta, vede gli azzurri nettamente favoriti. Fredda e puntuale l’analisi delle prime due prestazioni con Argentina e Canada: “Cosa non ha funzionato sinora? Sicuramente i troppi palloni persi. Diciannove contro l’Argentina, diciassette contro il Canada: in questo aspetto del gioco non possiamo che migliorare, dobbiamo farlo, con una maggiore conservazione le partite di San Juan e Toronto avrebbero avuto una storia ed un risultato diversi. Ho fiducia, abbiamo parlato a lungo della necessità di non perdere la palla e di attenerci il più possibile al piano di gioco”. E ancora: “Se commetteremo gli stessi errori delle ultime settimane, potremo subire non poco il gioco americano. Gli Eagles giocano tutti i palloni, giocano in casa e vorranno fare bene. Hanno degli avanti molto forti fisicamente, che proveranno ad attaccarci e metterci in difficoltà”. L’ottimismo comunque prevale, anche se nel segno dell’ironia: “Tutti questi giovani non fanno altro che farmi sentire vecchio. Scherzi a parte, sono contento di giocare con dei ragazzi così giovani, vuol dire che il movimento produce atleti ed è bello così. Questi ragazzi hanno una bella opportunità di mettersi in mostra, ora sta a loro coglierla”. Giorgio Sbrocco Stati Uniti - Italia Stati Uniti: Wyles; Paterson, Emerick, Suniula A., Hume; Suniula R., Petri; Clever (cap), Lavalla, Mokate; Doyle, Stanfill; Fry, Biller, Pittman a disposizione: Asbun, MacDonald, Liufau, Durutalo, Timoteo, Holder, Hawley all. Tolkin Italia: McLean; Venditti, Quartaroli, Morisi, Benvenuti T.; Bocchino, Gori; Barbieri R., Bergamasco Ma., Zanni; Furno, Pavanello A.; Castrogiovanni (cap), Festuccia, De Marchi Al. a disposizione: Giazzon, Rizzo, D’Apice, Favaro, Tebaldi, Burton, Sgarbi all. Brunel arb. Garces (Francia)

17
giugno


Mondiale under 20 – L’Italia sfida la Scozia per la salvezza anticipata e per vendicare Calvisano. By Giorgio Sbrocco

Conclusa la fase di qualificazione con un bilancio di tre sconfitte e zero vittorie, l’Italia under 20 di Craig Green prova domani a conquistarsi la permanenza nell’elite del rugby giovanile  juniores sfidando la Scozia a Città del Capo.  Con differita Raisport alle 19 di lunedì. Calcio d’inizio alle 12.30. Il match sarà (anche) l’occasione per tentare di vendicare la rocambolesca sconfitta del 16 marzo a Calvisano nel torneo delle Sei Nazioni. In caso di sconfitta l’Italia sarà costretta a giocarsi il tutto per tuttocontro la perdente di Fioji-Samoa. Persi Campagnaro per infortunio e Sarto per squalifica, Green parte con la coppia di centri Bettin-Bisegni e Tartaglia all’ala. Mediana Apperley-Calabrese e al centro della terza linea il petrarchino Conforti. La Scozia ha chiuso la fase di qualificazione all’ultimo posto del girone C (2 punti)vinto dall’Argentina. Ha perso nettamente con l’Australia (67-12) e di misura con Francia (30-29) e Argentina (17-12). Giorgio Sbrocco ITALIA UNDER 2015 David ODIETE (Rugby Reggio)*14 Alex MORSELLINO (Petrarca Padova)*13 Giulio BISEGNI (Mantovani Lazio)12 Andrea BETTIN (Rubano Rugby)*11 Alessandro TARTAGLIA (Mantovani Lazio)*10 John APPERLEY (Rugby Reggio)9 Guido CALABRESE (San Gregorio Catania)*8 Federico CONFORTI (Petrarca Padova)*7 Jacopo SALVETTI (Sertori Sondrio)*6 Guglielmo ZANINI (M-Three San Donà)*5 Alfio MAMMANA (L’Aquila Rugby)*4 Matteo FERRO (Femi-CZ Vea Rovigo)3 Pietro CECCARELLI (Stade Rochelais)2 Giovanni MAISTRI (Cammi Calvisano)* - capitano1 Sami DRISSI-PANICO (UR Capitolina)*in panchina:16 Giovanni SCALVI (Rugby Reggio)17 Luca SCARSINI (Udine Rugby)*18 Luca CONTI (Udine Rugby)*19 Alessio ZDRILICH (Ospitaletto Rugby)*20 Vittorio MARAZZI (Sertorio Sondrio)*21 Marcello VIOLI (Rugby Noceto)22 Edoardo PADOVANI (Marchiol Mogliano)*23 Giovanni BENVENUTI (Marchiol Mogliano)**Accademia federale di Tirrenia

17
giugno


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Italia in tour – Battuto il Canada grazie a 20 punti di Burton e alla mischia chiusa nettamente superiore. Ma di gioco efficace solo qualche traccia. By Giorgio Sbrocco

Canada – Italia 16 – 25 (pt 13-9)’ Primo tempo: Burton 3cp; Trainor meta, Pritchard 2cp, 1 trSecondo tempo: Burton 3 cp, 1 tr, D’Apice meta, Pritchard 1cp Canada: Pritchard; Trainor, Van der Merwe, Scholz, Mackenzie; Evans, White; Carpenter (cap), O’Toole, Ardron; Hotson, Sinclair; Marshall, Pletch, Buydens.Entrati: Tiedemann, Dolezel, Phelan, Dala, Fairhurst, Underwood, Hearn Italia: Benettin; Venditti, Pratichetti A., Sgarbi, Benvenuti; Burton, Tebaldi; Barbieri R., Favaro S., Zanni; Pavanello A., Furno; Castrogiovanni (cap), D’Apice, Rizzo. Entrati: Festuccia, Romano, Fuser, Bergamasco Ma., Gori, Toniolatti arb. Pearson (Inghilterra) Vince, come da pronostico, l’Italia di Jaques Brunel sul Canada a Toronto nel secondo test match del tour americano ma il livello complessivo della prestazione di Castrogiovanni (oggi capitano) e compagni poco si discosta da una sofferta e tutto sommato grigia sufficienza. Man of the match (secondo la stampa canadese) il nostro Burton, autore di 20 punti (6/7), che però poco ha saputo costruire in termini di efficacia dell’azione offensiva. Spiace dover ancora una volta constatare che il limite della nostra Nazionale era ed è nella (scarsa) capacità di collegare la fase di conquista/possesso con quella dell’utilizzo. Malattia che viene da lontano e che negli ultimi anni raramente ha dato segnali di regressione. Di fronte a un Canada letteralmente maltrattato in mischia chiusa, sostanzialmente dominato in rimessa laterale, al quale la difesa italiana a anche rubato la bellezza di 7 palloni nelle zone di impatto, lo score azzurro si è nutrito di 6 calci di punizione e di una meta (del giovane D’Apice, non male la sua prova, nonostante i tre calci contro) su drive da rimessa laterale.  Decisamente poca cosa in rapporto al volume dei possessi avuti  disposizione. Pare sensato ritenere che un tale pesantissimo limite (il giorno in cui non si dominerà nelle fasi statiche l’unico risultato possibile sarà la sconfitta) sia generato dall’oggettiva pochezza di alcuni elementi e non da errori nell’impostare il piano tattico della partita o da episodi. Anche per questa Italia, tanto per essere concreti, superare palla in mano la linea del vantaggio negli spazi allargati ha tutti i connotati del tabù.Primo tempo nel segno di un costante equilibrio, nonostante la mischia azzurra si dimostri costantemente superiore a quella nordamericana nelle fasi di conquista. Ma l’Italia palla in mano (tanto per cambiare) non è mai efficace. Al 23’ Barbieri (tenuto) vanifica 7 fasi dentro i  5 metri dei padroni di casa. Burton (sempre molto dietro la linea del vantaggio) perde una palla su placcaggio (30’) e spreca (25’) un attacco sul lato introduzione lanciato da Barbieri da mischia chiusa. Al 33’ manda fra le braccia dell’estremo Pritchard un pallone che il canadese blocca in mark e gioca con una terrificante pedata che atterra dalle parti di un distratto Tebaldi. Il numero 9 azzurro sbaglia ricezione e (di spalle) senza volerlo serve l’ala Trainor in pressione che vola in mezzo ai pali. Il Canada non segnava una meta all’Italia dal 2003. A tempo scaduto (chiusa italiana devastante), Burton trova i punti del -4 al riposo.Ripresa ancor più sbilanciata a favore degli azzurri in mischia chiusa. Una fase di gioco che diventa assoluto terreno di conquista del pacchetto italiano.  Sugli esiti di falli canadesi arriva il calcio (42’) di Burton che vale il 12-13 e poco dopo (51’) la bella progressione in raggruppato penetrante  da rimessa a 10 metri che porta D’Apice in meta per il provvisorio + 6 (19-13). Da questo momento in poi la partita è tutta dell’Italia che, di fatto, monopolizza pallone e territorio e mantiene saldamente il comando delle operazioni nonostante l’immediato 16-19 firmato Pritchard da calcio d’invio mal controllato in ricezione. Atri due centri di Burton (che ne manca uno come il suo omologo calciatore canadese) scrivono il risultato finale di una partita vinta con pieno merito ma che ha confermato carenze e limiti. Fra sette giorni tocca agli Usa in Texas. Giorgio Sbrocco

12
giugno


Mondiale Under 20 – Italia ancora sconfitta. L'Irlanda vince 41-12. By Giorgio Sbrocco

Terza pesante e prevista sconfitta dell'under 20 di Craig Green a Città del Capo contro l'Irlanda ai Mondiali di categoria in corso di svolgimento in Sud Africa. Il punteggio finale di 41-12 per gli isolani è frutto di sei mete contro le due degli azzurri che portano la firma di Padovani e Calabrese. Per l'Italia ultimo posto in classifica del girone Ba zero punti, per la vetta del quale sono ora in lotta Irlanda (10 punti) e la vincente fra Sud Africa e Inghilterra in programma stasera. L'obiettivo degli azzurrini resta la permanenza nell'elite del rugby giovanile. Per riuscire nell'impresa Maistri e compagni dovranno ora vincere almeno una delle due prossime partite di play off con Scozia e Samoa. Giorgio Sbrocco

08
giugno


Italia in tour – Toniolatti contro i Pumas estremo in sostituzione di McLean. By Giorgio Sbrocco

Una contusione alla coscia nell’ultima seduta di allenamento ha messo fuori squadra l’estremo McLean che non sarà in campo domani a San Juan contro i Pumas nel primo dei tre test del tour americano della Nazionale del ct Brunel. La sfida del “Bicentenario”, che mette in palio la Copa Personal, è la diciottesima tra gli Azzurri ed i Pumas: bilancio favorevole ai sudamericani con undici vittorie, un pareggio e cinque successi italiani, due dei quali nel 2005 e nel 2008 colti proprio in Argentina, a Cordoba. ARGENTINA - ITALIA Argentina: Tuculet; Agulla, Ascarate, Contepomi F. (cap), Gosio; Mieres, Landajo; Senatore, Leonardi, Fessia; Farias-Cabello, Lozada; Gomez-Kodela, Guinazu, Roncero a disposizione: Postiglioni, Tetaz-Chaparro, Macome, De La Vega, Cubelli, Montero, Miralles all. Phelan Italia: Toniolatti; Venditti, Quartaroli, Sgarbi, Benvenuti T.; Burton, Gori; Barbieri R., Bergamasco Ma., Zanni; Bortolami (cap), Pavanello A.; Castrogiovanni, Festuccia, De Marchi Al. a disposizione: Giazzon, Romano, Furno, Favaro S., Tebaldi, Bocchino, Benettin all. Brunel arb. Garces (Francia)

06
giugno


Italia in tour – La formazione dei Pumas che sabato sfiderà l'Italia a San Juan. Cantepomi capitano. By Giorgio Sbrocco

Fatta la formazione dell'Argentina che sabato (20.40 in Italia) all’Estadio Bicentenario di San Juan sfiderà l’Italia di Jacques Brunel nel primo dei tre test del tour americano. Capitano dei Pumas sarà il centro Felipe Contepomi, compagno di squadra di Sergio Parisse allo Stade Francais (come i plioni Rodrigo Roncero e Tetaz-Chaparro). Nel XV di partenza 8 sono i giocatori che militano in formazioni europee, uno solo fra i 7 in panchina. ARGENTINA15 Joaquin TUCULET (Sale Sharks)14 Belisario AGULLA (Agen)13 Gabriel ASCARATE (Natacion y Gimnasia)12 Felipe CONTEPOMI (Stade Francais) - capitano 11 Agustin GOSIO (Club Newman)10 Ignacio MIERES (Exeter Chiefs)9 Martin LANDAJO (C.A.S.I.)8 Leonardo SENATORE (Gimnasia y Esgrima)7 Tomas LEONARDI (S.I.C.)6 Genaro FESSIA (svincolato)5 Julio FARIAS-CABELLO (Tucuman RC)4 Esteban LOZADA (Edinburgh Rugby)3 Francisco GOMEZ-KODELA (Biarritz Olympique)2 Eusebio GUINAZU (Biarritz Olympique)1 Rodrigo RONCERO (Stade Francais) a disposizione:16 Bruno POSTIGLIONI (La Plata RC)17 Nahuel TETAZ-CHAPARRO (Stade Francais)18 Benjamin MACOME (Tucuman RC)19 Tomas DE LA VEGA (C.U.B.A.)20 Tomas CUBELLI (Belgrano Athletic)21 Manuel MONTERO (Pucurà)22 Roman MIRALLES (Duendes RC)all. Santiago PHELAN Giorgio Sbrocco

TEST DI NOVEMBRE: ITALIA CON GLI ALL BLACKS A ROMA, TONGA A TORINO E AUSTRALIA A BOLOGNA. By Giorgio Sbrocco

Confermata la voce che voleva il test match Italia-Nuova Zelanda del prossimo 17 novembre a Roma. La Fir ha fatto oggi sapere oggi che la partita si giocherà allo stadio Olimpico della capitale, gentilmente messo a disposizione dal Coni. Non un accenno ai motivi che hanno portato l’importante evento lontano da Milano e da San Siro. In attesa di conferme le altre due sedi, anche se pre ormai assodato che con Tonga si giocherà a Torino (10 novembre) e con l’Australia a Bologna (24). “Ringrazio il Coni – ha dichiarato il presidente Dondi -  per aver immediatamente accettato di mettere a disposizione l’impianto del Foro Italico e mi auguro che le due partite del Torneo disputate recentemente all’Olimpico possano rappresentare per noi un punto di partenza su cui costruire un nuovo, grande successo di pubblico. Sono certo che la sfida ai Campioni del Mondo, come già nel 2009, si tradurrà in un nuovo, grande manifesto del nostro sport da diffondere in tutto il Paese”. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo  

19
marzo


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RANKING IRB - l'Italia risale all'undicesimo posto. A giugno Azzurri in tour in Argentina, Canada e Stati Uniti

Roma – L’International Rugby Board ha pubblicato oggi l’aggiornamento settimanale del proprio ranking, che vede la Nazionale Italiana Rugby scavalcare la Scozia in undicesima posizione, con gli highlanders che scivolano alle spalle degli Azzurri dopo la sconfitta per 13-6 subita sabato scorso allo Stadio Olimpico di Roma per mano di Parisse e compagni.Al Galles non basta il Grande Slam nell’RBS 6 Nazioni per superare l’Inghilterra, che resta quarta nel ranking e si conferma – seppur per soli trenta centesimi di punto – la prima potenza europea dietro ai campioni del mondo della Nuova Zelanda, all’Australia ed al Sudafrica.L’Italia, undicesima con 74.17 punti, tornerà in campo a giugno quando la squadra di Jacques Brunel sarà impegnata in una tournèe in Sud e Nord America. Tre le tappe, con altrettanti test-match in programma: il 9 giugno a San Juan contro l’Argentina (7° nel ranking IRB con 80.28 punti), il 15 giugno a Toronto contro il Canada (13°, 72.92) e il 23 giugno ad Houston contro gli Stati Uniti (17°, 65.63).

18
marzo


6 NAZIONI FEMMINILE: l’Italia supera nettamente la Scozia e chiude con una vittoria. By Giorgio Sbrocco

Italia – Scozia 29-12 (pt 17-0)Marcatori: 8’ mnt Furlan, 22’ mnt Gaudino, 38’ m. Chindamo tr. Schiavon, 44’ m. Castellarin tr. Schiavon, 55’ m. Harrys tr. Ritchie, 62’ mnt Gibson, 68’ mnt Gai Davanti a un pubblico colorato e festante che ha letteralmente invaso le gradinate dello stadio Pagani di Rovato, l’Italia femminile del ct Di Giandomenico conclude con una meritata vittoria un Sei Nazioni fin qui avaro di soddisfazioni e discretamente tribolato. E replica, a sole 24 ore di distanza il trionfo azzurro di Parisse e compagni nel sole accecante dell’Olimpico festante e commosso. Nella giornata conclusiva e decisiva del Torneo (in palio un altro, e molto meno ufficiale, Cucchiaio di legno in rosa), costrette a scendere in campo contro la Scozia in formazione molto rimaneggiata, praticamente senza la linea arretrata titolare (indisponibili: Zangirolamni, Veronese, Ciofi e Tondilelli) le ragazze azzurre hanno tirato fuori dal cilindro la partita perfetta che in pochi, alla vigilia, avevano pronosticato. Per tuttto il primo tempo in campo c’è stata uina sola squadra: l’Italia. Capace di esercitare un dominio totale nelle fasi statiche (mischia ordinata travolgente) e manifestare un’evidente superiorità tecnica nelle azioni manovrate (ottimo il livello esecutivo). Il tutto condito e arricchito dalla grande dedizione e consistenza difensiva. Semplice la ricetta in attacco: idee molto chiare quanto a gestione dei possessi e modalità di risalita del campo senza inutili orpelli formali, strettamente ancorate ai principi. In una parola: efficaci. Con queste armi l’Italia ha saputo battere la difesa scozzese tre volte nel primo tempo. Nell’ordine con il centro Furlan e con le due monzesi: il numero 8 Gaudino (capitano di giornata) e il mediano di mischia Chindamo, brave a finalizzare   costruzioni di gioco lineari ed efficaci dentro i 22 scozzesi. In avvio di secondo tempo la meta dell’ala Castellarin allunga il distacco. Ma la Scozia non molla, nonostante i pochi palloni a disposizione, e riesce per due volte, a cavallo fra il terzo e l’ultimo quarto a varcare la linea bianca con Harrys e Gibson, per un provvisorio 24-12 che minaccia di riaprire la partita. Ma l’Italia non ci sta e al 68’ è il pilone destro Gai a marcare i punti della sicurezza e a mettere la parola fine alla sfida. “Gruppo fantastico e momenti di grande rugby” è il commento della manager Cristina Tonna. “Nel giorno della partita decisiva del Torneo, con alcune pedine di grande esperienza fuori per infortunio, si è visto il carattere e la qualità di queste ragazze. Che meritano tutte il massimo dei voti e l’abbraccio di questo meraviglioso e competente pubblico bresciano”. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.

17
marzo


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6 NAZIONI: festa grande all'Olimpico. Il Cucchiaio parte per la Scozia. Decide un drop di Burton. By Giorgio Sbrocco

Italia – Scozia  13-6 (pt 3-3)Marcatori: 10’ cp Bergamasco, 36’ Laidlaw, 44’ m. Venditti tr. Burton, 60’ cp Laidlaw, 77’ drop Burton Roma - Il Cucchiaio del disonore prende la strada di Edimburgo, sospinto dal calore dei 72 mila dell’Olimpico e dalla superiorità di una Nazionale italiana che, nell’occasione, ha riproposto molti dei suoi “antichi” mali, trovando però, per sua fortuna, a contrastarla una Scozia davvero povera di idee e di soluzioni. Così va il mondo. Anche quello ovale. Una squadra, quella del ct Gatland, capace di oltre 800 passaggi e sole quattro mete segnate nei quattro turni che hanno preceduto la sconfitta romana, difficilmente, secondo logica, avrebbe potuto non perdere nella giornata in cui il pallone lo hanno sempre avuto gli avversari. Ma la capacità di utilizzare al meglio tanto ben di Dio non era e non è nelle corde dell’Italia. Si sono così dovuti aspettare il minuto 77’ e il drop di Burton per scacciare (definitivamente) lo spettro di un possibile mortale sorpasso. E per dare libero sfogo a una gioia per troppo tempo repressa che oggi premia, se non il valore assoluto di una squadra che poco ha brillato quanto a qualità di gioco espresso ma che tanto ha dimostrato di sapere soffrire. Apparsa finalmente, anche nel piano di gioco attuato sul verde dello stadio romano, coerente con i mezzi e le risorse a sua disposizione. Che non erano e non sono elevatissimi ma che oggi sono stati sufficienti per battere una Scozia in versione “poca roba” e per riassaporare il gusto infinitamente dolce della vittoria. Il primo tempo (chiuso in pareggio e in superiorità numerica per il giallo a De Luca al 38’) è stata l’immagine purtroppo fedele delle (enormi) difficoltà dell’Italia nel “fare qualcosa di efficace con la palla in mano”. Antico e mai risolto problema di una squadra che non possiede individualità capaci di trasformare in avanzamenti mortiferi e produttivi, possessi e occupazione di territorio a volte davvero notevoli. Ad aggravare le cose, nei primi 40’, i due errori di Bergamasco dalla piazzola e il drop mancato di Burton. Per il resto: tanta buona volontà, schieramenti (molto) profondi per portare la palla lontano dalle zone di impatto (bene un paio di volte da destra a sinistra ma poi, quando si libera il giocatore più esterno sul filo della linea del vantaggio, occorrono spunti e picchi di velocità che, oggi, Masi, Bergamasco e Canale non possiedono) e grande prova di Barbieri e Zanni. Nelle fasi statiche, fatta la tara a un paio di “pasticci” per parte in fase di lancio e archiviato alla voce “errore di percorso” l’asfaltata rimediata dalla mischia azzurra in occasione  del pareggio della Scozia, restano la sostanziale superiorità dell’assetto azzurro in chiusa, la buona prova aerea di Bortolami, Zanni e Parisse, ma anche (30’) l’orrore di un drive avanzante sprecato (in avanti) per un banale ma a questi livelli gravissimo errore di comunicazione. In avvio di secondo tempo, in 15 contro 14, l’Italia trova la meta al minuto 44. La firma Venditti, che trova l’angolo giusto a ridosso della linea bianca per fiondarsi in mezzo ai pali eludendo l’intervento disperato dell’estremo Hoggs in colpevole anticipo di copertura. Burton trasforma e il tabellone disegna un 10-3 che profuma di trionfo. La fortuna aiuta gli Azzurri un minuto dopo, quando Laidlaw sbaglia il piazzato del possibile riavvicinamento (fallo di Castrogiovanni). Al 56’ Hamilton viene punito (pesantemente) da Rowland per un ingresso illegale (da conquista in rimessa laterale) in un raggruppamento, tanto evidente quanto inutile. Per l’Italia, per la seconda volta in superiorità numerica, potrebbe essere l’inizio di un finale travolgente. Ma al 60’ (diverso il fallo in rimessa laterale ma ugualmente stupido) Zanni si fa cacciare e Laidlaw centra i pali per il – 4 scozzese che riapre la partita. Panchine in campo (ovazione per Ongaro che lascia il palcoscenico internazionale dopo 80 test) . Al 62’ l’Italia spreca un altro drive avanzante e due minuti dopo Canale perde palla a contatto. Pessimi segnali. E infatti: al 60’ (professionale su punto di impatto dentro i nostri 22) Zanni si fa cacciare per 10’ e Laidlaw centra i pali per il – 4 scozzese che riapre la partita. L’ultimo quarto è caos allo stato puro e adrenalina a barili. Di rugby di quello buono se ne vede poco (in verità nulla) machisene…Botes entra per fare il mediano ma si fa subito male, al suo posto Toniolatti che terà la posizione fino alla fine. La Scozia (grazie) commette nefandezze inenarrabili in rimessa laterale, subisce due contro ruck nel giro di un paio di minuti, tenta disperatamente di far prendere aria al pallone ma non ottiene nulla. Fino a che, a 180” dal fischio finale, Burton prende il coraggio a due mani e spara fra i pali la palla del 13-6. Il tempo per pareggiare c’è. Anzi, ci sarebbe. Solo che la Scozia, questa Scozia, di pallottole da sparare non ne ha più. Finisce con gli Highlanders in fuori gioco da frustrazione. Calcio per l’Italia, palla in tribuna e che la festa cominci! Di dove andrà questa Nazionale e di cosa potrà fare nell’immediato futuro e in tempi anche più lunghi si comincerà a parlare domani. Meglio: lunedì. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.

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