22
novembre


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IRB – Parisse in corsa per il Player of the Year. By Giorgio Sbrocco

C’è il capitano dell’Italia Sergio Parisse nella cinquina dei candidati al premio di IRB Player of the Year. Insieme al capitano dell’Italia sono stati Gli altri nominati sono: la seconda linea del Sudafrica Eben Etzebeth, l’estremo del Galles Halfpenny, il numero 8 degli All Blacks Kieran Reid e il neozelandese Ben Smith. Il vincitore sarà proclamato al termine della finestra internazionale di novembre.  Questo l’albo d’oro dell’IRB Player of the Year 2012 Dan Carter (New Zealand)
 2011 Thierry Dusautoir (France)
 2010 Richie McCaw (New Zealand)
 2009 Richie McCaw (New Zealand)
 2008 Shane Williams (Wales)
 2007 Bryan Habana (South Africa)
 2006 Richie McCaw (New Zealand)
 2005 Dan Carter (New Zealand)
 2004 Schalk Burger (South Africa)
 2003 Jonny Wilkinson (England)
 2002 Fabien Galthié (France)
 2001 Keith Wood (Ireland) Giorgio Sbrocco

22
novembre


Italia – Pumas e Azzurri in Vaticano. Papa Bergoglio: “Rugby sport simpatico”. By Giorgio Sbrocco

Italia e Argentina sono state ricevute stamattina in udienza da papa Francesco in Vaticano. Al pontefice sono state regalate le maglie delle due squadre. Papa Bergoglio, notoriamente appassionato della palla rotonda e tifoso del San Lorenzo ha definito il rugby: “Uno sport simpatico”.  Questo il testo del saluto di papa Francesco alle due delegazioni "Cari amici, vedo con piacere che tra Italia e Argentina ci sono diversi incontri sportivi! Questo è buon segno, segno anche di una grande tradizione che continua tra queste due Nazioni. Vi ringrazio di essere venuti a salutarmi, con l’aiuto del Signor Ambasciatore, e anche dell’iniziativa caritativa che avete preso. Il rugby è uno sport molto simpatico, e vi dico perché lo vedo così: perché è uno sport duro, c’è molto scontro fisico, ma non c’è violenza, c’è grande lealtà, grande rispetto. Giocare a rugby è faticoso, non è una passeggiata! E questo penso che sia utile anche a temprare il carattere, la forza di volontà. Un altro aspetto che risalta è l’equilibrio tra il gruppo e l’individuo. Ci sono le famose “mischie”, che a volte fanno impressione! Le due squadre si affrontano, due gruppi compatti, che spingono insieme uno contro l’altro e si bilanciano. E poi ci sono le azioni individuali, le corse agili verso la “meta”. Ecco, nel rugby si corre verso la “meta”! Questa parola così bella, così importante, ci fa pensare alla vita, perché tutta la nostra vita tende a una meta; e questa ricerca è faticosa, richiede lotta, impegno, ma l’importante è non correre da soli! Per arrivare bisogna correre insieme, e la palla viene passata di mano in mano, e si avanza insieme, finché si arriva alla meta. E allora si festeggia! Forse questa mia interpretazione non è molto tecnica, ma è il modo in cui un vescovo vede il rugby! E come vescovo vi auguro di mettere in pratica tutto questo anche fuori dal campo, nella vostra vita. Ma anche voi pregate per me, perché anch’io, con i miei collaboratori, facciamo una buona squadra! Grazie, e che domani sia una bella partita!" Giorgio Sbrocco

20
novembre


Top14 – L’Azzurro Tommaso Allan prolunga a Perpignano. By Giorgio Sbrocco

Certo che averlo in Italia non sarebbe stato male, magari in maglia Benetton (ammesso che i Leoni partecipino ancora al campionato celtico e alla Heineken o come diavolo si chiamerà la prima coppa continentale per club) in coppia con l’altro baby, Ambrosini, nell’attesa che Luca Morisi torni a essere abile e arruolabile. E invece: niente da fare. Tommaso Allan (lo riferisce L’Indépendant ) ha firmato per altri due anni con il Perpignano del neo presidente Riviere, la squadra catalana che dopo l’ingresso del nuovo “padrone” ha ricominciato a pensare e a progettare in grande il proprio futuro. Avere un 20enne tanto dotato che accumuli minuti ed esperienza nel campionato “più competitivo del mondo” è, a tutti gli effetti, una buona notizia per la nostra Nazionale. Poi magari, fra un paio d’anni… Giorgio Sbrocco

19
novembre


Italia – Il Mondiale 2023? Lo chiede l’Irlanda. Dateglielo! By Giorgio Sbrocco

Per la serie: ma non si può neanche scherzare che subito qualcuno ti prende (maledettamente) sul serio? Riassunto delle puntate precedenti: a margine di uno dei tanti incontri con la stampa al presidente del consiglio Enrico Letta scappa detto che: “…sì, mi piacerebbe essere ancora al mio posto nel 2023 e ospitare la World Cup in Italia”. Un modo come un altro per non rispondere: “Ma che ne so io?” o, peggio: “World Cup de che?”. Il giorno dopo il presidente Fir Alfredo Gavazzi annuncia che è sua intenzione parlarne con lo stesso Letta. Niente di più. Nel senso: roba da zero virgola quanto a concretezza e progettualità. A chi mai potrebbe venire in mente di ritenere sensato che un paese come l’Italia ospiti la terza manifestazione sportiva del pianeta? Ma dalla lontana Irlanda arriva la notizia che (dopo aver saputo delle dichiarazioni del nostro Premier?) il ministro dello sport del governo di Dublino - Leo Varadkar – ha presentato (pur se informalmente) la candidatura irlandese per la stessa edizione. "Io credo – ha detto - che l'Irlanda abbia buone chance di ospitare la Rugby World Cup. Il prossimo passo, sarà quello di ottenere l'appoggio del governo e mettere così a punto la nostra candidatura”. Tradotto: dopo il Giappone 2019 toccherà a Irlanda - Scozia – Galles ospitare il Mondiale sul suolo europeo. Pericolo scampato! Giorgio Sbrocco

18
novembre


Italia – Luca Morisi: una notte tranquilla. By Giorgio Sbrocco

Luca Morisi ha passato una notte sufficientemente tranquilla presso l’ospedale di Cremona dove è stato sottoposto ad asportazione della milza dopo Italia-Fiji. È questa, a ben vedere, la sola notizia importante e positiva che meriti di essere divulgata . Del sicuro, possibile o poco probabile ritorno in campo, per una volta, evitiamo di palare. Guarisci, Luca! E ricordati che la vita continua anche senza una palla ovale fra le mani. Giorgio Sbrocco

18
novembre


IRB – NZ e SA in fuga. Italia e Argentina sabato per un posto nella Top ten. By Giorgio Sbrocco

Nuova Zelanda e Sud Africa in fuga nel ranking Irb dopo il secondo giro di Test match di novembre. Inghilterra ancora prima delle europee e Galles che sale al sesto posto superando l’Irlanda.  Per quanto riguarda gli Azzurri: i numeri confermano che sabato a Roma è in palio il posto n.10. Ranking IRB1 New Zealand - 93.812 South Africa - 88.773 England - 85.704 Australia - 85.655 France - 81.446 Wales - 80.987 Ireland - 79.338 Samoa - 79.249 Scotland - 76.9910 Argentina - 75.2311 Italy - 74.3412 Tonga - 73.21 13 Fiji - 72.8714 Giappone - 71.7215 Canada - 70.40 Giorgio Sbrocco

17
novembre


Argentina – I 24 convocati per l’Italia a Roma. By Giorgio Sbrocco

Sabato a Roma c’è Italia – Argentina. E, prima, l'udienza dal santo Padre Francesco. Sul verde dell'Olimpico in palio ci sarà il decimo posto nel ranking Irb e una bella fetta di prestigio internazionale. Materia prima di cui entrambe hanno bisogno come il pane e che ultimamente, sia in Italia sia in Argentina, scarseggia. Sarà una sfida fra squadre alla ricerca di un risultato fondamentale per il prosieguo della stagione. Comunicati oggi i nomi dei 24 Pumas prescelti.ArgentinaHoracio Agulla, Gabriel Ascarate, Marcos Iván Ayerza, Maximilano Bustos, Manuel Carizza, Santiago Cordero, Tomas Cubelli, Matias Diaz, Julio Alfredo Farias Cabello, Mariano Galarza, Lucas Gonzalez Amorosino, Eusebio Guinazu, Santiago Iglesias Valdez, Juan José Imhoff, Martin Landajo, Tomas Lavanini, Juan Manuel Leguizamon, Nahuel Lobo, Benjamín Macome, Pablo Matera, Matías Moroni, Javier Rojas, Federico Nicolás Sanchez, Joaquín Tuculet.Giorgio Sbrocco

17
novembre


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Italia – Italia brutta perché Brunel non allena la difesa? Continuiamo così, facciamoci del male. By Giorgio Sbrocco

Non perché è collaboratore (la sua, come si legge nei titoli di coda di certi film, è una partecipazione amichevole. Che sta per: non retribuita) di questo sito. Ma perché si tratta di uno dei tecnici più capaci e preparati che ci siano al mondo. E sentire in giro che sta per essere messo sul banco degli imputati, sul tavolaccio del presunto colpevole, per le poco esaltanti prestazioni della nostra Nazionale…suona, prima di tutto,  come un insulto e un attentato al buon senso. Oltre che essere affermazione assolutamente gratuita che fa a pugni con la logica dei fatti. Riassumendo: siccome con l’Australia, che ne aveva fatti una trentina alla Nuova Zelanda e una quarantina ai Pumas in casa loro, ne abbiamo presi 50, significa che non sappiamo difendere . E siccome sette giorni dopo ne abbiamo subiti 31 dalle Fiji (che per 50 minuti su 80 non hanno giocato in 15), la ragione non può essere che una: è Brunel che la difesa non la sa proprio allenare. Tanto si legge sulla carta stampata di questi gironi e così si trova analizzato e spiegato il non felicissimo momento della Nazionale su siti variamente connotati e informati. Per non parlare delle chiacchiere da bar. Quelle secondo cui “è ora che l’Italia la alleni un italiano” perché “i tanti stranieri che ci hanno provato ci hanno dato molto meno di quanto  avremmo potuto aspettarci da gente così profumatamente pagata…”. Il bla bla del “Io di rugby non ne capisco molto, però…” è praticamente infinito.  E si alimenta (mica solo nel rugby, dappertutto!) di pesanti sconfitte e di vittorie poco esaltanti come quella di ieri a Cremona. Niente di nuovo sotto il sole. Nel nostro ambiente c’è in giro gente che ritiene che un centro come Nemani Nadolo sia arrivato in Nazionale in quanto cugino di Lote Toqiri e fratello di Chris Kuridrani, non perché possiede una certa quota di (buona) tecnica esecutiva e discrete competenze atletiche, oltretutto “impiantate” in 195 cm di altezza e 125 chili di peso (forma!). E che uno così, con un allenatore capace di insegnare a difendere, si ferma prima che faccia danni! Sono gli stessi convinti che Napoleoni Nalaga sia una delle tanti al che girano per lo sterminato Barnum ovale, che Metuisela Talebula sia un estremo come se ne trovano a pacchi nelle serie inferiori e che giochi in Top14 solo per una questione di “quote razziali”. Vogliamo continuare?  Serenaia Bai, apertura 35enne che si guadagna da vivere giocando a rugby a Castres è, secondo qualche genio, un “giocatore atipico e ormai sul viale del tramonto” e il suo collega di reparto, il mediano di mischia Nemia Kenatale “vale tutto sommato pochino, gioca nella seconda divisione dell’ITM Cup dalle parti di Dunedin con Southaland…”. Avrei anche altre chicche sul mio taccuino, ma evito di usarle. E chiudo ricordando a tutti coloro che hanno deciso di mettersi in coda per farsi la tessera del nuovo partito che si chiamerà “Brunel a casa, vogliamo uno che di difesa ci capisca davvero” o qualcosa del genere, che i canoni della distribuzione dei giocatori sul campo attualmente in uso presso tutte (tutte!) le Nazionali del mondo, in pratica i fondamentali dell’organizzazione difensiva, sono diretta emanazione del lavoro di Jaques Brunel quando faceva parte del settore tecnico della Nazionale francese. “Lavoro” inteso come: materiale pubblicato a sua firma. In giro dovrebbero essercene ancora alcune copie. Varrebbe la pena darci una letta prima di spararle troppo grosse.Giorgio Sbrocco

16
novembre


Italia – Luca Morisi operato a Cremona. By Giorgio Sbrocco

Asportazione della milza per Luca Morisi, il giovane milanese della Benetton Treviso vittima di un placcaggio devastante nel corso di Italia – Fiji allo stadio Zini. L’intervento di splenectomia eseguito dal primario di chirurgia generale presso l’ospedale di Cremona, prof. Martinotti, è perfettamente riuscito. Le condizioni cliniche sono stabili e il giocatore rimarrà ricoverato presso la struttura ospedaliera lombarda assistito dallo staff medico della Nazionale e dalla famiglia. Auguri Luca, da tutti i lettori di Glen Grant.it e dalla redazione News. Giorgio Sbrocco

16
novembre


Italia – Parisse: “Sofferto troppo”. Zanni: “Noi in difficoltà”. By Giorgio Sbrocco

Contava vincere e la vittoria è arrivata. Il come interessa fino a un certo punto. Sergio Parisse però non ha dubbi e non si nasconde: "Volevo festeggiare il mio cap n.100 con una vittoria ma non soffrendo così tanto. Dopo la sconfitta pesante con l'Australia, avevamo il dovere di vincere e così abbiamo fatto. Certo, ci sono tante cosa da migliorare. L'Argentina? Non ha le individualità dei figiani ma ha tanta qualità di gioco, sarà una partita più chiusa e altrettanto dura per noi". Per Alessandro Zanni eletto Man of the match: "Sapevamo che sarebbe stata dura. Loro sono individualmente veloci e fisicamente forti, hanno messo in difficoltà la nostra difesa e a questi livelli non si può soffrire così. Avremmo dovuto gestire il risultato ed essere più concreti in attacco. Dobbiamo crescere, fare un piccolo passo avanti, ma guardiamo con fiducia alla partita con l'Argentina". Giorgio Sbrocco

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