24
giugno


Inghilterra e Sud Africa chiudono la Serie con un pareggio. Grande rugby al Mandela stadium sotto la pioggia. By Giorgio Sbrocco

È finita 14-14. Fantastica partita sotto la pioggia al nuovissimo (per il rugby) Mandela Stadium di Port Elisabeth fra Sud Africa e Inghilterra che hanno chiuso la Serie 2012, già vinta dagli Springboks, con una prestazione che ha onorato il gioco e tutti i giocatori scesi in campo. L’Inghilterra, senza capitan Robshaw (sostituito alla grande da Haskell in terza linea) e con Flood che la scia la compagnia dopo 12’ sostituito da Farrell, ha risposto colpo su colpo alla mostruosa consistenza fisica del gioco sudafricano, esibendo un grande Goode, un Waldrom sempre presente e una organizzazione difensiva che ha perfettamente coniugato disciplina ed efficienza. Solo l’invalicabile muraglia eretta dagli uomini in maglia verde oro all’80’ ha impedito all’Inghilterra di guadagnare i metri necessari a provare il drop della vittoria. Tentato da Farrell ma da posizione del tutto inadeguata. Al termine del tour coach Lancaster può dirsi ragionevolmente soddisfatto della sua giovane Inghilterra che fin d’ora promette di prendersi la dovuta rivincita in Novembre a Twickanham. Punteggio sempre in equilibrio, con Care che “inventa” e trova la meta dell’8-3 giocando per se stesso una punizione a cinque metri e Pietersen che risponde al 62’ capitalizzando oltre la linea un soprannumero al largo nel periodo del giallo a Harley. Da segnalare i due errori dalla piazzola e il drop mancato da Morne Steyn che ha chiuso con una percentuale di realizzazione nettamente al di sotto degli standard dell’eccellenza internazionale . Giorgio Sbrocco Sud Africa – Inghilterra 14 – 14 (pt 6-8)Marcatori: 2’ cp Flood, 7’ cp M-Steyn, 12’ mnt Care, 15’ cp Steyn, 45’ cp Farrell, 28’ cp M.Steyn, 62’ mnt Pietersen, 72’ cp FarrellArbitro: Walsh (Aus)Giallo a Hartley 52'

Inghilterra in tour – Lancaster all’inseguimento della vittoria in gara 3. Ci prova con Foden ala e Goode estremo contro un Sud Africa che punta al cappotto. By Giorgio Sbrocco

Ci saranno Foden all’ala, Goode estremo, Care numero 9, Corbisiero a sinistra della prima linea, Palmer in seconda e l’accoppiata di semoventi Haskell - Waldrom in terza nell’Inghilterra disegnata da coach Stuart Lancaster che proverà a Port Elisabeth (domani ore 17) a battere il Sud Africa nella sfida numero 3 della serie, dopo che gli Springboks si sono imposti nelle prime due sfide a Durban (22-17) e a Johannesburg (36-27). Il ct sudafricano Heyeneke Meyer non fa mistero di puntare al 3-0 nella Serie, rinuncia agli infortunati Willem Alberts e Pat Lambie, e al loro posto manda in campo Jacques Potgieter e Gio Aplon. Assente (per matrimonio) Frans Steyn,  sostituito da Wynand Olivier con la maglia numero 12. Due facce nuove anche in panchina, dove debutta Elton Jantjies e  Ryan Kankowski  soffia il posto di Keegan South Africa Daniel. Dirige l’australiano Steve Walsh. Giorgio Sbrocco Inghilterra: Goode,  Ashton, Joseph, Tuilagi, Foden, Flood, Care, Waldrom, Haskell, Johnson. Parling, Palmer, Cole, Hartley, Corbisiero. In panchina: Mears, Marler, Botha, Dowson, Dickinson, Farrell, Barritt. Sud Africa: Aplon, Pietersen, J.de Villiers, Olivier, Habana, Steyn, Hougaard, Spies, Potgieter, Coetzee, Kruger, Etzebeth, J. du Plessis, B. du  Plessis, Mtawarira. In panchina: Strauss, Kruger, F. van der Merwe, Kankowski, Pienaar, Jantjies, Basson.  

17
giugno


Sud Africa – Springboks devastanti nel primo tempo. L’Inghilterra rialza la testa nella ripresa ma non basta. La serie è sudafricana. By Giorgio Sbrocco

Il Sud Africa batte l’Inghilterra 36-27 a Johannesburg e si aggiudica la serie 2012 grazie soprattutto a un primo tempo (25-10) dominato dall’alto di una netta superiorità complessiva nelle fonti del gioco e sui punti d’impatto. Nel secondo tempo il XV di Stuart Lancaster abbassa considerevolmente il numero di errori (e dei placcaggi mancati), approfitta di una paio di sbavature dei padroni di casa nella gestione dell’ovale e si dimostra capace di riaprire la partita. Al 65’ (seconda meta di Youngs) l’Inghilterra si porta a distanza di break (24-31), ma è la marcatura dell’ala Pietersen al 73’ chiude ogni discorso. Fra sette giorni la rivincita (ininfluente ai fini del successo nella serie) a Port Elisabeth. In attesa di conoscere il risultato di Argentina-Francia, il bilancio Nord-Sud al della settimana è 3-1 a favore dell’emisfero australe. Unico successo europeo quello della Scozia sulle isole Fiji. Sud Africa- Inghilterra 36-27 (25-10)Marcatori: 2' m. Alberts tr. M.Steyn, 7' m. du Plessis tr. M.Steyn, 9' cp. Flood,18' m. Hougaard tr. M.Steyn, 23' m. Flood tr. Flood, 26' dr. M.Steyn, 48' cp. M.Steyn, 52' m. Youngs tr. Flood, 59' cp. M.Steyn, 62' m. Youngs tr. Flood, 65' cp. Flood, 73' m. Pietersen.Arbitro: Alain Rolland (Irlanda) Giorgio Sbrocco

13
giugno


Nazionali in tour – Il Galles vince a Canberra nella sfida infrasettimanale. Oggi in campo l’Inghilterra a Kimberley. By Giorgio Sbrocco

Netta vittoria (25-15) del Galles (James Hook 15 punti personali) a Canberra sulla franchigia dei Brumbies nell’impegno infrasettimanale del tour Down Under dei Dragoni in maglia rossa. In campo, come tradizione, un Journey XV che non ha comunque sfigurato, imponendosi sugli avversari per organizzazione difensiva ed efficacia nelle fasi di conquista. Per i padroni di casa tutti i punti dal piede del 22enne Zack Holmes schierato all’apertura. Sabato a Melbourne secondo test della serie contro l’Australia che si è imposta nel primo 27-19. Oggi tocca all’Inghilterra che a Kimberley (capoluogo della provincia del Northern Cape) sfiderà un XV locale denominato South African Barbarians South, selezionato da Jimmy Stonehouse (Ford Pumas) e composta da giocatori di Currie cup. Per l’occasione coach Lancaster partirà con Goode estremo, Care-Hodgson in mediana e il panzer Waldrom al centro della terza linea con Haskell e Fearns nel ruolo di flankers. Giorgio Sbrocco

INGHILTERRA: LANCASTER VUOLE FARRELL AL SUO FIANCO SULLA PANCHINA DELLA NUOVA INGHILTERRA. MA I SARACENS…By Giorgio Sbrocco

Adesso che è a tutti gli effetti il capo indiscusso della Nazionale, l’ex traghettatore Stuart Lancaster comincia a gettare le basi per futuro alla guida della sua Inghilterra. Fra i primi passi ufficiali, quello di creare intorno a sé uno staff di persone (da lui ritenute) di qualità e in grado di portare un contributo significativo al progetto che è alla base della sua presa di possesso della stanza dei bottoni di Twickenham. Il primo nome che Lancaster ha indicato è quello di Andy Farrell, suo prezioso assistente all’ultimo Sei Nazioni. Il guaio è che, da un lato il neo ct vorrebbe Farrell con lui a tempo pieno, dall’altro lo stesso Farrell è attualmente (e con un residuo contrattuale di altri due anni), allenatore capo dei Saracens in Premiership, la squadra di Londra al secondo posto in campionato e alle prese con i quarti di finale di HC (contro Clermont gara 1 il giorno di Pasqua in casa). La parola d’ordine della diplomazia ovale prontamente scesa in campo, al momento, è: negoziamo. Lo sostiene la Rfu ma, pare, il messaggio non venga colto in casa Sarries. Replica infatti, visibilmente infastidito Ed Griffiths (Ceo Saracens): “La nostra volontà di risolvere la cosa è totale. Anche perché vorremmo evitare un dannoso distraente “Parte? Resta?” che alla vigilia della partita con i francesi di certo non ci aiuterebbe”. E ancora: “Ogni forma di trattativa sull’argomento è gradita. Ma che sia chiara una cosa: Farrell è, a tutti gli effetti, l’allenatore dei Saracens. E se il negoziato dovesse fallire, questa è l’unico dato oggettivo dell’intera faccenda”. Quanto al precedente del gallese Shaun Edwards, assistente della nazionale gallese all’ultimo Sei Nazioni e, contemporaneamente, tecnico degli Ospreys (Pro 12), Griffen ha chiarito: “Forse le circostanze saranno state diverse. Resta il fatto che fare bene le due lavori in contemporanea è difficile”. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo  

16
marzo


6 Nazioni: l’Irlanda "in armi" a Londra nel giorno di San Patrizio. La freccia Bowe insegue il record di marcature. By Giorgio Sbrocco

Un solo cambio, David Strettle all’ala che rileva Charlie Sharples, nell’Inghilterra di Stuart Lancaster che domani (giorno di San Patrizio!) a Twickenham (ore 18) sfida l’Irlanda nell’ultima giornata del Sei Nazioni. Il tecnico traghettatore (alla sua ultima apparizione alla guida della Nazionale) ha confermato in blocco i “magnifici” che sette giorni fa allo Stade de France fecero l’impresa e con i quali, evidentemente, intende onorare al meglio la sua parentesi come responsabile tecnico della squadra. Molto conservativo anche il suo collega irlandese Declan Kidney, che rispetto alla vittoria sulla Scozia inserisce solo Sean O’Brien con la maglia del flanker aperto (Peter O’Mahony va in panchina) in un XV di partenza decisamente esperto e navigato (601 caps) con un’età media superiore ai 28 anni. La partita, che si annuncia di livello tecnico molto elevato e dall’impatto agonistico particolarmente rovente sarà l’occasione per il tallonatore Rory Best (capitano in assenza di O’Connell) di superare il collega di ruolo Keith Wood nella classica all time dei numeri 2 irlandesi in Nazionale. L’ala Tommy Bowe insegue il record irlandese di mete segnate in un’unica edizione del Sei Nazioni. In caso di marcatura personale contro l’Inghilterra il talento nordirlandese (l’anno prossimo giocherà con l’Ulster) potrà tentare di attaccare il record assoluto attualmente detenuto in comproprietà da Will Greenwood, Shane Williams e Chris Ashton. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.

Non solo il freddo fa tremare i Leoni d’Inghilterra nella neve di Roma, by Maurizio Vancini

Sconfitta indigesta dopo tante mischie e placcaggi sulla neve romana dell’Olimpico, un fenomenale palcoscenico che avrebbe potuto scongelare e poi riscaldare all’inverosimile Tutto il Movimento Rugbystico italiano. E invece no! I Leoni inglesi sono stati domati per buona parte della gara ed hanno sofferto fino all’ultimo minuto, rischiando di perdere per la prima volta nella storia, da un Quindici Azzurro straordinario.In vantaggio all’intervallo grazie a due splendide mete degli emergenti Venditti e Benvenuti (quest’ultimo autore di una corsa mozzafiato di oltre 50 metri) i Ragazzi del CT Brunel seppur privi da quasi subito di Castrogiovanni, hanno tenuto testa ai sudditi di Sua Maestà.Così fino al 50’ s’è vista un’Italia STRAORDINARIA, e poi una serie errori … gravi e determinanti.Il primo è un pasticcio confezionato nei nostri 22 dagli esperti Bortolami e Masi. Marco scarica male su Andrea, che calcia sotto pressione e si fa “ contrare “ la pedata da Hodgson.  Il centro della Rosa va a siglare una meta fotocopia a quella appena realizzata alla Scozia. Ci costa 7 punti che pesano sul morale come 70!Il secondo è il cambio tattico in mediana. In una gara punto a punto con l’apertura Burton in splendida forma, molti (me compreso) hanno ritenuto sbagliato l’ingresso di Tobias Botes , che è più un mediano di mischia di ruolo e non N°10. Certo non ha molta dimestichezza con i calci in porta come il titolare sostituito.Da errore nasce errore: due calci fuori dai pali, uno difficile, ma uno che ci ha lasciati senza parole e … senza punti! Quei 6 punti (3 +3) che ci avrebbero dato una vittoria meritata e sacrosanta.Incredibile pensare di segnare 2 mete, prenderne una e perdere l’incontro. Bravissimi comunque: Tutti i giocatori per la Prova Maiuscola, l’allenatore per aver dato spazio ai giovani, il pubblico che ha affrontato gelo e neve ed ha gioito, applaudito e sognato.Non c’è morale o filosofia spiccia, ma il rugby è metafora di vita : gli errori si pagano. Certi molto più di altri. Così è stato. Giusto fare tesoro dell’esperienza e prepararsi per Dublino! Maurizio Vancini ex arbitro – 150 Gare dirette in Serie A e Top Ten 

Aspettando Italia - Inghilterra, 11 febbraio, Stadio Olimpico di Roma

L’Inghilterra è l’unica squadra imbattuta contro l’Italia tra quelle del Sei Nazioni. Se gli Azzurri vogliono sfatare questa maledizione, dovranno certamente migliorare in fase di mischia. Nella gara inaugurale persa contro la Francia hanno infatti vinto solo il 56% delle proprie mischie; l’Inghilterra al contrario non ha avuto problemi e la sua giovanissima prima linea formata da Alex Corbisiero, Dylan Hartley and Dan Cole non ha deluso. Tuttavia, dando un’occhiata alla Coppa del Mondo 2011, possiamo notare che l’Inghilterra aveva fatto registrare la terza peggiore percentuale di mischie vinte, un dato di evidente discontinuità che potrebbe ispirare l’Italia all’Olimpico: 2012 Sei Nazioni – % Mischie vinte   Coppa del Mondo 2011 – Peggiori mischie   Mischie vinte   Mischie vinte Inghilterra 100% Fiji 69% Francia 100% Namibia 76% Irlanda 75% Inghilterra 83% Italia 56% Canada 84% Scozia 80% Scozia 84% Galles 75%       L’Inghilterra farà affidamento sugli stessi uomini nella sfida contro l’Italia, così come ha fatto sabato scorso contro la Scozia e Stuart Lancaster sta provando a dare un’identità precisa alla squadra. I prossimi avversari degli Azzurri non sono stati affatto brillanti in fase d’attacco nella loro prima partita: infatti nessun giocatore inglese è riuscito a superare un difensore avversario, mentre l’Italia vanta il giocatore che ha superato più avversari nella prima tornata di partite, Andrea Masi:   Difensori superati   Giocatore Squadra Min Metri Inghilterra 0 Andrea Masi Italia 80 173 Italia 7 Julien Malzieu Francia 80 138 Irlanda 10 Rory Lamont Scozia 80 135 Galles 13 Jonathan Davies Galles 80 96 Scozia 14 Wesley Fofana Francia 80 85 Francia 16 Max Evans Scozia 80 77     Ross Rennie Scozia 80 70   Ben Foden Inghilterra 80 67 Maxime Medard Francia 80 67 Aurelien Rougerie Francia 75 54  

Scozia vs Inghilterra - Meta o NON Meta: Decisivo l’Arbitro alla Moviola! by Maurizio Vancini

Mamma mia! Che grande inizio di 6 Nazioni, tre bellissime gare tutte di grande intensità e la Calcutta Cup, la storica sfida tra Scozia e Inghilterra decisa da una meta siglata dal XV della Rosa dopo un contrasto, cioè un pallone calciato e stoppato regolarmente da un avversario ad inizio secondo tempo e da una successiva  decisone del TMO (Television Match Official) o “Arbitro a Video” che non ne convalida una scozzese. TMO : chi è costui ? dove segue la partita ? quando viene chiamato in causa? quali sono i suoi poteri d’azione? quante immagini ha a disposizione ? Ecco le risposte a queste domande! Il Rugby è da sempre una disciplina all’avanguardia. Le sue regole si sviluppano e si modernizzano insieme  al gioco. C’è molto rispetto per gli Ufficiali di gara e per le loro decisioni. Ah ..Lo sapevate che per ogni partita del 6 Nazioni tra Campo e Tribuna ne sono impegnati ben 10?   Un Arbitro, 2 Assistenti - Giudici di Linea, 4° e 5° Uomo (Responsabili del controllo delle sostituzioni ed espulsioni temporanee), Arbitro a Video (TMO), Match Commissioner (Punteggio e liste gara dei giocatori), Citing Commissioner (Disciplina), P.R. o Assessor (che giudica la performance del Team arbitrale) e infine il Time Keeper che ferma e fa ripartire il tempo di gioco ogni qualvolta l’Arbitro gliene dà indicazione. Vi descrivo l’episodio Meta o NON Meta: un giocatore in attacco e uno in difesa corrono verso l’area di meta per schiacciare il pallone a terra. L’azione è veloce e concitata,  perché se la palla subisce la pressione dell’attaccante (in questo caso lo scozzese) è META!  5 Punti + una comoda trasformazione da 2 = 7 Punti! Se arriva prima il difensore (inglese): “annulla” e si riparte con un rinvio dalla propria area dei 22 metri. Murrayfield è gremito e l’arbitro non è in grado di giudicare nell’immediato. Ferma il tempo e si rivolge via radio al TMO. L’attesa è spasmodica ed anche il pubblico rivede sul mega schermo il perché del suo dubbio.  Il TMO, che è un arbitro tutt’ora in attività oppure ha un passato da Direttore di gara assiste alla stessa fuori dallo stadio, all’interno del Van della Televisione e può essere interpellato solo per situazioni che portino alla realizzazione di punteggio. Ha la possibilità di rivedere l’azione dubbia da almeno 4 diverse angolazioni. Gli viene fatta una precisa domanda e quindi prende la sua decisione rispondendo alla richiesta dell’arbitro. Così sabato l’irlandese Redmond prende tempo, vede e rivede ogni fotogramma e decide: NO! Non è meta!  Sono d’accordo nel sostenere che stare in mezzo al campo è molto più difficile che starsene comodamente seduti in poltrona…Anche in un caso come questo? Maurizio Vancini Ex Arbitro internazionale, 150 gare dirette tra Serie A e Top Ten

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