04
febbraio


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Fir – Il presidente Alfredo Gavazzi elogia il lavoro di Jaques Brunel: “Ha creato un clima di fiducia e consapevolezza”. By Giorgio Sbrocco

Se il buongiorno si vede dal mattino…All’indomani della fantastica impresa dell’Olimpico contro gli ex maestri francesi viene spontaneo riconoscere che aa presidenza Gavazzi ai vertici della Fir è cominciata davvero alla grande. Il diretto interessato  dimostra idee chiare sulla spartizione dei meriti. Al microfoni di Radio Rai: "Molto dipende dal nostro allenatore ha creato un clima di fiducia e consapevolezza dei nostri mezzi, ha trasformato il gruppo nella sua consapevolezza e nella sua voglia di vincere". E ancora: "Spero che questo trend di crescita continui, siamo all'inizio di un percorso e dobbiamo ancora fare tanto per dimostrare le nostre capacità. I segnali si erano visti nei test autunnali anche se un po' frazionati, come il primo tempo contro gli All Blacks o contro l'Australia, ma la vittoria è il presupposto per i prossimi incontri". Sul pubblico dell’Olimpico: “Lo stadio di rugby si riempie con le famiglie, non ci sono discussioni, non ci sono litigi, è lo sport della famiglia”.Giorgio Sbrocco

10
gennaio


Sei Nazioni – Brunel e il presidente Gavazzi fiduciosi. “Il ct: “Presto per puntare alla vittoria, però...”. By Giorgio Sbrocco

 Il presidente Fir Alfredo Gavazzi stamattina a Roma a margine della presentazione della lista dei   convocati per l'apertura del Sei Nazioni 2013:  “La Nazionale a novembre ha mostrato voglia di giocare, di avere il giusto atteggiamento, di voler imporre il gioco: non posso che augurarmi che si continui in questa direzione. Il 6 Nazioni è un Torneo senza eguali al mondo per attenzione mediatica, interesse del pubblico, capacità di emozionare: una vetrina fondamentale per la promozione del rugby e per continuare nella nostra crescita”. Sulla scelta di confermare 27 dei giocatori già chiamati in occasione dei test di novembre e di insereire le “novità” Garcia, Derbyshire e Buso nel gruppo dei 30 il ct Jaques Brunel ha dichiarato: “Derbyshire nell’ultimo anno si è sempre infortunato prima dei raduni, non siamo mai riusciti a vederlo od utilizzarlo: mi auguro sia l’occasione giusta per lui. Garcia ha giocato più di Morisi in Pro12, e può rappresentare anche un’alternativa interessante come calciatore. Buso, infine, è un ragazzo che sta facendo bene con le Zebre e che può coprire più di una posizione in ruoli in cui non abbiamo una particolare profondità”  Sulla netta prevalenza dei giocatori Benetton (18 su 30): “Treviso è la squadra che ha mostrato maggiore qualità in questa prima fase della stagione, ci sono tanti giocatori che hanno moltissima esperienza internazionale, la Benetton ha avuto un ottimo inizio di stagione ma anche le Zebre hanno mostrato qualità, basti pensare alla partita della settimana scorsa contro gli Ospreys, e ci sono due convocati in più rispetto ai test di novembre “ Sul Sei Nazioni che attende la sua Italia: “Sarà il Torneo  che noi sapremo costruire, una competizione difficile. Iniziamo contro la Francia, che arriva da un grande autunno internazionale: sarà una partita interessante, come sempre contro i francesi. Per cultura e passione, Francia ed Italia hanno caratteristiche simili anche se oggi la Francia ha sicuramente più talento”  Quanto agli obiettivi e alle ambizioni della squadra Azzurra: “Credo sia ancora presto per l’Italia per lottare per la vittoria finale, ma mi auguro che dopo aver vinto in casa contro la Scozia e sfiorato il successo con gli inglesi giocando tre partite in casa ci possano essere maggiori possibilità di fare risultato. In ogni caso, per me, la cosa più importante dei risultati sarà continuare a vedere sul campo da parte della mia squadra l’ambizione di giocare ed imporre il proprio rugby”.Sulle due prime avversarie: “Le prime due partite con Francia e Scozia ci mettono di fronte ad avversari che sono usciti dalla finestra autunnale in modi opposti: la Francia ha battuto Australia, Argentina e Samoa faticando un poco solo con quest’ultima e lanciando giovani di qualità, la Scozia ha subito tre sconfitte con All Blacks, Sudafrica e Tonga ed è in una situazione certamente diversa. Ma novembre è novembre, febbraio è febbraio: staremo a vedere”.Quanto al pubblico: “Spero sia come sempre numeroso alle partite della Nazionale qui all’Olimpico e spinga con noi in campo: sarà un grande valore aggiunto per aiutarci nella ricerca della vittoria”.Giorgio Sbrocco

09
gennaio


Sei Nazioni – Domani a Roma Brunel presenta l’Italia per il Torneo.

Domani alle ore 12 presso la Sala Ospitalità dello Stadio Olimpico di Roma il presidente della Fir Alfredo Gavazzi ed il commissario tecnico Jacques Brunel ufficializzeranno nel corso di una conferenza stampa la lista dei trenta Azzurri convocati in vista del turno inaugurale dell’RBS 6 Nazioni 2013.

03
gennaio


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Fir – Gianni Amore chiede l’annullamento dell’elezione di Gavazzi e una nuova assemblea elettiva. By Giorgio Sbrocco

La botta, in punto di diritto, è di quelle che promettono/minacciano di lasciare il segno. In due parole: lo scorso 17 dicembre il candidato alla presidenza della Fir Gianni Amore, ha inviato alla Giunta del Coni un documentato esposto/denuncia circa irregolarità formali (di fatto: sostanziali) commesse nel corso dell’assemblea elettiva che ha portato il bresciano Alfredo Gavazzi a succedere a Giancarlo Dondi alla guida delle Fir. Due gli articoli statuto Fir che secondo Amore risultano violati (il 18 e il 50): entrambi riconducibili ai bilanci programmatici che né Gavazzi né Zatta (l’altro candidato sconfitto) hanno inserito nella documentazione a sostegno delle rispettive candidature.  Candidature che, sostiene Amore, sono state ritenute regolari e complete dal segretario generale Signorini in spregio delle norme vigenti. La faccenda, tecnicismi a parte, pare seria. Mercoledì è prevista la riunione delle giunta del Coni. Se l’esposto venisse ammesso alla discussione, e perciò non considerato formalmente infondato e irricevibile, per il futuro della gestione federale (38 milioni il bilancio!) si annuncerebbe davvero pieno di problemi.  A cominciare dalla nullità del bilancio prevenivo che il consiglio Fir ha recentemente approvato, con tanto di capitoli di spesa e di piano particolareggiato delle destinazioni delle risorse. Per la serenità (presente e futura) dell’ambiente e per carità di patria è giusto sperare che la cosa non abbia seguito. Che Gavazzi e il suo consiglio vengano “lasciati lavorare” e che chi di dovere trovi qualche (fondato)  motivo di irricevibilità nell’esporto del candidato siciliano. Di tutto può avere bisogno il rugby italiano oggi, tranne che di un commissario ad acta alla guida della Fir e di una nuova campagna elettorale. Giorgio Sbrocco

26
dicembre


FIR – Il candidato Marzio Innocenti (Veneto) chiarisce i futuri rapporti con il presidente Gavazzi: “Un dovere parlare con lui”. By Giorgio Sbrocco

Sostanziale e salutare passo indietro in forma di chiarimento da parte di Marzio Innocenti, candidato alla presidenza del Comitato Regionale del Veneto alle elezioni del prossimo 26 gennaio. Intervistato da Ivan Malfatto su Il Gazzettino, il medico di origini livornesi, capitano dell’Italia alla World cup 1987, bandiera del Petrarca di Vittorio Munari e poi allenatore, ha chiarito il senso della sua affermazione secondo la quale “Gavazzi (neo presidente Fir, ndr) non sarà mai il mio presidente”, scritta a ridosso del risultato della assemblea generale di Roma da cui era uscito il nome del dirigente bresciano come successore di Giancarlo Dondi alla guida delle federazione. “Se verrò eletto presidente del Crv (Comitato regionale veneto, nda) è pacifico che parlerò con il presidente della Fir – ha dichiarato Innocenti a Il Gazzettino - perché so cosa comporterebbero i miei doveri istituzionali. È lontano dalle mie idee e da quelle delle società che rappresento fare guerra alla federazione. Sarebbe non costruttivo e stupido, perché il comitato ne è un suo organismo”. Galateo istituzionale e regole della democrazia rispettate. Voto: 10Giorgio Sbrocco

28
novembre


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Irb – La World cup 2015 Under 20 assegnata all’Italia. By Giorgio Sbrocco

L’Irb ha confermato che le prossime due edizioni della Junior World Championship riservato alle Nazionali U20, si terranno rispettivamente nel 2014 in Nuova Zelanda e nel 2015 in Italia. “Poter tornare ad ospitare, nel 2015, l’IRB Junior World Championship è per noi motivo di grande soddisfazione” ha detto il Presidente della FIR, Alfredo Gavazzi. “L’edizione del 2011 in Veneto ha riscosso successo e consensi, evidenziando la crescita del rugby, ad ogni livello, del nostro Paese. Puntiamo a confermare e migliorare quanto fatto l’anno passato in termini di pubblico e standard organizzativi. La scelta dell’Irbdi assegnare il Junior World Championship 2015 all’Italia, nell’anno della Rugby World Cup e dopo un torneo disputato in un Paese di straordinaria cultura rugbistica come la Nuova Zelanda, rappresenta per noi un grande riconoscimento ed, al tempo stesso, un' importante sfida: vogliamo offrire all’Italia e a tutta la famiglia del rugby internazionale un'indimenticabile edizione della rassegna iridata giovanile e sfruttare appieno questa opportunità per dimostrare di essere pronti ad organizzare nuovi, prestigiosi appuntamenti”. Giorgio Sbrocco

16
novembre


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Fir – Oggi a Roma si riunisce il CF: rilancio campionati, commissioni e territorio all’odg. By Giorgio Sbrocco

Consiglio Federale oggi allo Stadio Olimpico presieduto da Alfredo Gavazzi. All’odg:- l’approvazione dell’atto costitutivo dello statuto della Società Zebre Rugby- la delibera per identificare i fondi per il piano marketing rivolto alla promozione dei campionati ed all’incremento del pubblico- l’attribuzione delle deleghe ai Consiglieri Federali- la nomina dei componenti delle Commissioni Federali miste- l’approvazione del nuovo regolamento per i contributi agli impianti sportivi- la nomina dei delegati regionali del Friuli Venezia Giulia, della Valle d’Aosta, dei delegati provinciali di Trento e Bolzano e l’istituzione delle nuove delegazioni regionali di Molise e BasilicataGiorgio Sbrocco

31
ottobre


Test Italia – Presentati a Roma i tre test di novembre. Gavazzi: “L'anno prossimo Italia-argentina a Napoli”. By Giorgio Sbrocco

Presenti Alfredo Gavazzi (Fir), Raffaele Pagnozi (Coni), il ct Jaques Brunel e il capitano Sergio Parisse, si è svolta stamattina nel salone d'onore del Coni a Roma la cerimonia di presentazione dei tre test di novembre che la Nazionale italiana disputerà contro Tonga, Nuova Zelanda e AustraliaIl segretario generale del Coni Pagonzzi ha dichiarato: Questa di novembre sarà la prima uscita internazionale dell'Italia nel percorso che riporterà questo sport alle Olimpia. Bisogna essere orgogliosi di ciò che ha fatto il rugby azzurro in questi anni, è entrato nel Sei Nazioni ed oggi siamo nell’èlite  mondiale. Con gli All Blacks cadrà il record di presenze allo stadio Olimpico. Nnemmeno le partite di cartello del calcio richiamano tanta gente quanto le gare degli azzurri del rugby: quella dell’Olimpico sarà una grande festa” Il presidente della Fir Alfredo Gavazzi: “Ringrazio Cariparma, che continua ad affiancarci e che è presente sulle maglie della nostra Nazionale e tutti gli sponsor e i partner della Federazione. Un grazie sentito al Coni - il villaggio ospitalità di Roma sarà qualcosa di unico al mondo - e alle amministrazioni di Brescia, Roma e Firenze che ospiteranno le partite. Per l’Italia si tratta di tre incontri di grande importanza, fondamentali per continuare nella crescita della squadra: faccio a Brunel, Parisse ed a tutti gli Azzurri il più sentito degli auguri. Per quanto mi riguarda sono felice di fare il mio esordio da presidente contro Tonga nella mia città natale: una gara molto importante dal punto di vista sportivo, anche se dobbiamo avere il dovere di puntare al risultato in ognuna delle gare che affronteremo. Per il 2013 abbiamo già iniziato a considerare varie opportunità: posso dire solo che la volontà della Fir è quella di organizzare Italia - Argentina dell'anno prossimo allo Stadio San Paolo di Napoli ”. Il ct Jacques Brunel: “Vogliamo continuare a crescere, e per farlo è necessario confrontarsi con i migliori. In questo senso, le tre partite che ci aspettano a novembre saranno fondamentali: Tonga ha fatto un ottimo Mondiale, ed è sicuramente la gara più insidiosa e più importante perché darà il ritmo alle altre due partite che verranno. Noi stiamo lavorando per imporre il nostro gioco: si parla molto della sfida con gli All Blacks ed è normale che sia così, noi dobbiamo rimanere concentrati esclusivamente sulla gara con i tongani” Il capitano Sergio Parisse: “Considerare semplice e scontata la partita con Tonga sarebbe un grave errore: sarà invece una gara molto complicata, fondamentale per iniziare subito con il piede giusto. Non parliamo di obiettivi minimi o massimi, non facciamo promesse se non quella di dare tutto in ogni partita. Il pubblico come sempre ci sosterrà, non ho dubbi. Stiamo bene, siamo in forma, siamo pronti a scendere in campo da subito con lo spirito giusto. Vincere una o due partite sarebbe un buon risultato, senza dubbio, ma ora non  ha senso pensare a quello che sarà tra tre settimane: siamo concentrati sul match di Brescia del prossimo 10 novembre”.Giorgio Sbrocco

18
settembre


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Fir – Il presidente Gavazzi: “Non dico cinquanta, qualcuno!”. Adottiamo talenti isolani. By Giorgio Sbrocco

Bella l’intervista a tutto campo di Franceso Volpe (Corriere dello Sport) al neo presidente Fir Alfredo Gavazzi. Poche (inevitabilmente) le notizie degne di nota e in assoluto originali. Tranne una: questa. In cui Gavazzi indica la strada da seguire per rendere più competitive le nostre Nazionali Juniores e, in prospettiva, quella Maggiore: “In certi ruoli dovremmo individuare qualche isolano (del Sud Pacifico; ndr) che a 16-17 anni sia disponibile (a trasferirsi in Italia, ndr) e farlo crescere da noi. Ormai lo fanno tutti, persino inglesi e francesi. Non dico cinquanta, qualcuno”. Non cinquanta, meno!Giorgio Sbrocco

17
settembre


Fir – Siamo alle solite: Gavazzi ha vinto ma non c’è stato il plebiscito. E allora? By Giorgio Sbrocco

Se il buongiorno si vede dal mattino…Non si può dire che sia cominciata bene la presidenza di Alfredo Gavazzi ai vertici della Fir. Il problema di fondo, dichiarazioni improvvide a parte (i “metodi leciti e meno leciti” usati dagli avversari, secondo un virgolettato attribuito al neo eletto) e accettata come “dovuta e giustificata” la piccata replica di Luciano Benetton in persona che, con una lettera aperta al quotidiano della sua città, chiede spiegazioni, è che ancora una volta ci stiamo impantanando in un dibattito che non dovrebbe nemmeno cominciare. È che noi italiani (amanti dl rugby compresi) abbiamo una strana e distorta concezione del concetto di competizione. Elettorale , in questo caso. Un atto che, nel pieno rispetto delle regole (formali e sostanziali, azzardiamo), un paio di gironi fa ha dato volto e nome a un vincitore e a uno sconfitto. Per noi, inutile tentare di negarlo, non è sufficiente. Non finisce lì. Come sarebbe normale attendersi. Siamo un paese di democrazia, evidentemente, ancora troppo giovane e la “gara” all’interno di canoni stabiliti in anticipo e accettati da tutti i contendenti non fa ancora parte del nostro sedimentato vissuto. Le prove non mancano. In politica e non solo. Perdere è un’arte difficile. E nessuno ha mai chiarito se si apprenda meglio praticando la vittoria sistematica o il suo contrario. Però qualcosa che non va c’è.  Molti commentatori di cose ovali hanno infatti messo al centro della loro “analisi” la mancata “vittoria schiacciante” del candidato bresciano. Notando, alcuni, che “sono finiti i tempi dell’80% dondiano. Con ciò volendo forse insinuare che, visto il margine uscito dalle urne romane, l’elezione di Gavazzi sia da considerarsi meno autentica? Meno valida? No. E allora? Dove sta il problema? Oltretutto, e di questo si parla poco, la maggioranza su cui Gavazzi potrà contare in Consiglio è unanimemente stimata nell’ordine del 90% (dei consiglieri eletti solo il ligure Besio pare ascrivibile alla quota degli “indipendenti”), di pochissimo inferiore a quelle dell’ultimo e del penultimo mandato di Dondi. Che furono del 100 per 100. E, forse, non per colpa di Dondi. Siamo davvero alle solite: tu hai vinto ma io ho perso di poco. Oppure: stai zitto tu che non hai vinto di tanto. E ancora: tutti pensavano  che avrei perso 6-0, è finita 6-4, fossi in te non festeggerei. Perché? Perché ogni volta che c’è una competizione, chi perde trova normale e dovuto (provare a) limitare la portata del successo dell’avversario? Accuse di brogli, richieste di riconteggio…ne abbiamo viste e sentite di ogni. Perché l’idea che, in democrazia, anche un solo voto di differenza conti e valga come mille, non è nel nostro corredo culturale. Peccato. E peccato che persino uno come Luciano Benetton, la cui storia pubblica e professionale è quella di un uomo spesso in netto anticipo sui tempi, abbia trovato “normale”, nel riferirsi a Gavazzi, definirlo “…uno sportivo eletto con il 55 per cento di preferenze”. Le presidenze  (in un sistema maggioritario puro come è quello che ha portato Gavazzi al potere)  si giudicano sulla base degli atti che il titolare compie nel corso del proprio mandato. E non sulle dimensioni del consenso elettorale che quel potere gli ha consegnato. Non accettare o mettere in discussione un tale elementare dato di fatto equivale a mettere in discussione l’intero sistema di democrazia rappresentativa e delegata. Cioè applicare il noto “teorema Capalbio”, secondo cui, quando si perdono le elezioni, non bisogna cambiare i programmi o i candidati, ma il corpo elettorale! Giorgio Sbrocco

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