Colpo di scena (o quasi) nell'amara vicenda della retrocessione in terza divisione del Bourgoin decretata, prima dalla federazione (Ffr) e poi dall’equivalente del nostro Coni (Cnosp)che ha respinto l’ultimo ricorso. Portati “i libri” al tribunale del commercio di Vienne, mentre davanti allo stadio Pierre Rajon ancora bruciavano gli pneumatici in segno di protesta e rabbia dei giocatori, la società ha ottenuto un verdetto, per quanto simbolico, ampiamente favorevole. Il tribunale ha infatti stabilito, nel parere di merito espresso, la validazione del bilancio, certificando che la salute finanziaria del club è buona e che i mezzi per resytare fra i prof ci sono. Per tifosi e, soprattutto, giocatori, una vera boccata di ossigeno. In attesa che il tribunale amministrativo (il nostro Tar) deliberi l’annullamento della retrocessione. Esito tutt’altro che scontato ma dal quale, al momento, dipendono le speranze di Bopurgoin di non scomparire dal rugby francese di alto livello. A nome della squadra ha parlato con la stampa la seconda linea Levast, lo stesso che ai tempi dei primi falò davanti allo stadio aveva definito “sequestro di persona ai danni di 30 giocatori” il comportamento del club e del suo presidente. “Ieri abbiamo fatto i l punto della situazione con i dirigenti e poi abbiamo ripreso regolarmente gli allenamenti. La sentenza di Vienne era molto attesa. Ha detto che i conti del club sono in ordine. Ora non ci resta che giocare e credere nel progetto sportivo della società. Abbiamo meritato il ProD2 sul campo ed è in ProD2 che giocheremo nella prossima stagione”. Giorgio Sbrocco