15
settembre


Elezioni Fir – Le percentuali delle preferenze espresse. By Giorgio Sbrocco

In attesa della conferenza stampa del neo eletto Alfredo Gavazzi (nella foto) fissata per le ore 15, siamo in grado di riportare le percentuali delle preferenze ottenute dai tre candidati alla presidenza:lfredo Gavazzi  54.3%Amerino Zatta  39.6%Gianni Amore 6.1% Secondo quanto comunicato dall’ufficio stampa Fir all'assemblea Ordinaria Elettiva ha preso parte l' l'82,76% degli aventi diritto (92,78% quota Società, 46,58% quota giocatori, 85,11% quota tecnici). Interessante e, molto probabilmente, decisivo per il futuro  cammino del governo ovale, sarà il risultato della votazione (in corso) che eleggerà i consiglieri (7), i rappresentanti dei giocatori (2) e dei tecnici (1).  Se le percentuali delle elezioni presidenziali dovessero riprodursi in questa seconda consultazione, il rischio di avere un Consiglio federale difficile da governare (leggasi: senza una maggioranza forte numericamente) sarebbe ipotesi quasi scontata. Probabile che, soprattutto la corrente facente capo al candidato Gianni Amore, decida di far convergere in parte o tutto il proprio patrimonio di voti verso la cordata del neo presidente. Ottenendo, in cambio, un posto (due?) in Consiglio federale. Fantapolitica ovale? Giorgio Sbrocco    

15
settembre


Fir - Gavazzi presidente. By Giorgio Sbrocco

Il bresciano Alfredo Gavazzi è il nuovo presidente della Federazione italiana rugby. Così ha decis stamattina l'assemblea generale delle società riunita a Roma. In un prossimo comunicato saremo in grado di fornire dati e percentualidi un risultato che in buona parte previsto.Giorgio Sbrocco

15
settembre


Fir - Giancarlo Dondi presidente onorario. By Giorgio Sbrocco

Come anticipato nei giorni scorsi, il presidente uscente della Fir Giacarlo Dondi (foto Elena Barbini) è stato eletto per acclamazione presidente onorario della federazione che ha ditretto per 16 anni. L'elezione è avvenuta a Roma nel corso dell'assemblea ordinaria elettiva in corso di svolgimento e che, fra poco meno di un'ora, dovrebbe esprimere il nome del successore scelto fra i tre candidati in lizza: Gianni Amore, Alfredo Gavazzi e Amerino Zatta. Giorgio Sbrocco  

13
settembre


Elezioni Fir – Casagrande, Salvan e Zanato: respinti i ricorsi al Caf. By Giorgio Sbrocco

La commissione di appello federale (Caf) presieduta da Paolo Tomini ha respinto i ricorsi di Raffaello Salvan, Tiziano Casagrande e Marzio Zanato, avversi alla decisione della commissione verifica poteri che ne aveva considerato inammissibili le candidature all'assemblea elettiva di sabato 15 settembre a Roma. Salvan (Rovigo) e Casagrande (Treviso), esclusi per inosservanza dei tempi di presentazione della candidatura,  concorrevano per il posto in consiglio federale riservato ai tecnici. Zanato (Padova), escluso per mancato tesseramento,  concorreva invece per un odei sette posti di consigliere federale e aveva da tempo espresso la propria preferenza per Gianni Amore presidente. Salvan e Casagrande, fra l'altro convocati con colpevole ritardo all'audizione presso la Caf (ore 12.30 a Roma con notifica recapitata alle ore 11.30 dello stesso giorno alle rispettive residenze venete) hanno fatto sapere che non intendono opporre ulteriori ricorsi. Marzio Zanato ha invece annunciato che è sua intenzione proseguire presso altri gradi di giudizio (Tar?). E sabato, comunque vada, si vota!Giorgio Sbrocco

12
settembre


Elezioni Fir – Ancora la terza franchigia. Basta, per favore! By Giorgio Sbrocco

 La dichiarazione virgolettata, dopo quella di ieri che annunciava la corsa italiana all’organizzazione della World Cup del 2023, è riportata oggi da Il Giornale di Brescia. È di Alfredo Gavazzi, candidato (dell’uscente Giancarlo Dondi) alla presidenza della Fir:: “Abbiamo già depositato presso il board della Celtic League la domanda per una terza franchigia italiana con potenziale (nel senso di: probabile? Ndr) sede a Roma". Come dire: io tiro un sasso (sassolino, in verità), voi (giornalisti, blogger, tifosi, appassionati, dietrologi ed esperti in complotti vari) scatenatevi pure! Che tanto… Per essere chiari: la storia delle terza franchigia non è nuova, ne parlò lo stesso Dondi all’indomani del “golpe” che estromise (temporaneamente e anche grazie a qualche voto veneto) i Benetton e Treviso dalla corsa ai due posti in Celtic. La cosa ebbe sicuramente un seguito (con tanto di richiesta formalizzata al board dell’allora Magners), anche se la contro-votazione che bocciò Roma e assegnò la seconda licenza a Treviso, tolse gran parte dell’interesse alla vicenda. Che ora Gavazzi ritenga di doverne (ri)parlare è, secondo alcuni una mossa smaccatamente elettorale (ancorché tardiva, verrebbe da dire) e tenderebbe a rastrellare alcuni voti ancora in libera uscita. Tutto è possibile. Tranne affermare, come qualcuno ha fatto nella rete, che i voti che si cerca di acciuffare e di convertire alla causa del candidato bresciano siano quelli della SS Lazio. Per il semplice fatto che la Lazio ha già (in assemblea pubblica) dichiarato di aver individuato proprio in Gavazzi il candidato presidente su cui far convergere  le proprie preferenze sabato 15 settembre. Inoltre: affermare che una tale dichiarazione sia da intendersi come un tentativo di “captatio benevolentiae” all’indirizzo dell’elettorato del Sud (“se mi voti ti regalo una franchigia”) risulta oltremodo offensivo verso tutti coloro che abitano sotto Roma. L’unica verità che ha senso richiamare in questa circostanza è quella legata all’oggettività dei fatti: in Italia non abbiamo 120 (ma neanche 90!)giocatori competitivi per il Pro 12 (tanto ne servirebbero), non abbiamo un altro signor Benetton disposto (non si sa fino a quando) a mettere soldi in una tale operazione e, soprattutto, non disponiamo di un’audience interessata all’evento che giustifichi un allargamento del numero delle nostre squadre. Venerdì a Moletolo, a vedere il debutto stagionale delle Zebre contro Connacht, c’erano più seggiolini liberi che spettatori. O no? Un consiglio: finiamola qui, che è meglio. Per tutti.Giorgio Sbrocco

10
settembre


Elezioni Fir - Serve un presidente con (solida) maggioranza al seguito. By Giorgio Sbrocco

Manca davvero poco al fatidico 15 settembre, giorno in cui le urne del rugby diranno chi, fra Gianni Amore, Alfredo Gavazzi e Amerino Zatta, sostituirà Giacarlo Dondi  alla guida della Federazione Italiana Rugby. Con il presidente saranno eletti sette consiglieri, un rappresentante dei tecnici e due degli atleti. Comunque vada la consultazione e qualunque sia il responso delle urne, vi è comunque un aspetto della questione che merita un approfondimento  perché rischia di  costituire l'unica componente di assoluta, novità rispetto al passato. Due i fattori concorrenti che promettono di generarla: ·         la riduzione da 20 a 10 del numero dei membri del Consiglio federale imposta dal nuovo statuto approvato recentemente dal Coni da un lato; ·         la mancanza di “listini” più o meno bloccati ma quantomeno visibili e noti all'intero corpo elettorale dall'altro. Sulla prima “variante” c'è poco, anzi niente, da dire trattandosi di procedura deliberata e accettata e quindi già esecutiva.Sul secondo corno del problema invece, qualcosa da dire c'è: se le (tante) previsioni della vigilia dovessero trovare puntale conferma, il consiglio federale eletto potrebbe essere, nella sua variegata composizione, poco o punto governabile. Al suo interno troverebbero infatti posto i rappresentanti di due o più delle “fazioni” schierate dietro le tre candidature alla presidenza. Essendo il totale dei seggi a disposizione molto limitato (10), non è difficile immaginare cosa potrebbe accadere ogni qualvolta il consiglio così composto fosse chiamato a esprimersi a maggioranza su una delibera: un CF modello parlamento italiano, con maggioranze e minoranze “elastiche” capaci di formarsi e disfacersi a seconda del tema trattato o degli interessi di parte o di bottega. L'uscente presidente Dondi ha guidato il rugby italiano negli ultimi 16 anni disponendo, all'interno della compagine di governo, di maggioranze (spesso) più che bulgare, Nordcoreane, di fatto. Una tale situazione, se da un lato può prestarsi a derive plebiscitarie poco commendevoli in linea di principio, dall'altro rappresenta la condizione ideale per chiunque voglia provare a realizzare un proprio progetto. Farlo, o anche solo provarci, sapendo a priori che tutto, ma proprio tutto, dovrà essere il risultato di una continua e minuziosa opera di mediazione fra le parti...autorizza a ritenere che ci si troverà di fronte a un'operazione ai limiti dell'impossibile. Che Gavazzi vinca o che a farlo sia Zatta (tutte le proiezioni dicono che sono loro i due candidati favoriti), per poter cominciare a lavorare con un minimo di serenità, sarà bene che possa  controllare almeno 6 componenti del CF, meglio 7. Ma se la “maggioranza” dovesse  fermarsi  a cinque... allora .. cercasi un Monti ovale disperatamente! E per il rugby italiano sarà un brutto ricominciare. Giorgio Sbrocco

07
settembre


Elezioni Fir – Gli ultimi giorni di Giancarlo Dondi presidente: “Fuori dalla mischia per scelta. Ma Gavazzi potrà fare bene”. By Giorgio Sbrocco

Ultimi giorni da presidente per Giancarlo Dondi, prima che le urne romane esprimano il loro verdetto e indichino il nome del suo successore. “Ho scelto di stare il più possibile fuori dalla campagna elettorale – spiega Dondi – per concentrarmi sugli ultimi adempimenti legati alla mia carica in seno alla Fir e all'attività in ambito Irb che continuerà anche dopo il 15 settembre”.*Ma un giudizio sulle forze in campo se lo sarà fatto...-Di gente che parla e che assume posizioni in apparenza cristalline e trasparenti ce n'è tanta. Fin troppa. Il problema è che alcuni di questi personaggi promettono cose che poi non faranno e assumono impegni che poi sceglieranno di non onorare. Ed è proprio per non entrare in contatto con certa gente...per non attizzare il fuoco che cova sotto le ceneri, per non dar miccia alle polveri, che ho preferito occuparmi di altro”.*Che lei sia schierato con il candidato Gavazzi non è un mistero...-E non ho mai voluto che lo fosse. Sono stato io a indicare il nome di Gavazzi come mio successore. L'ho fatto nella piena coscienza di indicare il nome di una persona capace e competente, che ho visto all'opera in frangenti anche complessi e che, ne sono certo, è in grado di fare il bene del rugby italiano. Non ho altri interessi che non siano il bene del movimento. Io!*Non le chiedo un pronostico, ma ci dica almeno se secondo lei il 15 ci sarà un arrivo in volata o una vittoria per distacco...-Siamo partiti da una dichiarazione d'intenti di Treviso che prendeva una posizione di netta contrapposizione nei confronti della mia persona e del governo federale in carica che io guidavo...Sì, lo so, a un certo punto hanno corretto il tiro, ma la sostanza non è per questo cambiata. Non so e non voglio dare numeri o percentuali. Ma se c'è un appunto che in generale mi sento di fare a tutti i candidati è relativo al loro metodo di lavoro *In che senso?-Nel senso che un'elezione a presidente si prepara, prima di tutto, costituendo una compagine di governo forte e coesa. Unita intorno a un programma e certa dei rapporti di forza. Io ho sempre fatto così: quattro mesi prima del voto conoscevo e facevo conoscere a tutti i collaboratori che mi ero scelto e che, in caso di vittoria, avrebbero formato con me la compagine di governo.*E invece oggi?-Niente che assomigli a un metodo serio e trasparente di lavoro: candidature in ordine sparso, nomi presentati e ritirati all'ultimo momento, alleanze poco chiare, rapporti di collaborazione  mai perfezionati...Ripeto: io non giudico, però...*Ma i programmi di chi sta lottando per prendere il suo posto li ha letti?-Con molta attenzione. C'è del buono in tutte le bozze che ho avuto modo di valutare. Insisto: i progetti vanno a buon fine se buone e brave sono le persone che li realizzano.  E oneste, soprattutto!*Ha preso parte a qualche incontro con le società?-A quello che si è svolto nella mia regione. Ho sentito Gavazzi e ascoltato i commenti dei rappresentanti dei club. Se tanto mi dà tanto, l'Emilia mi pare schierata con lui.*Se glielo proporranno accetterà la carica di presidente onorario della federazione?-Certamente, e molto volentieri. Lo considererei un onore, un modo molto bello di uscire di scena. Nella certezza di aver fato sempre e fino in fondo il mio dovere. Poi a giudicare il mio operato sarà il tempo. Un giudice molto più attendibile di quanti, a corto di dignità personale, ritengono di poter giudicare comportamenti e cose che poco conoscono e di cui quasi niente hanno compreso.*Cosa farà dopo il 15 settembre?-Andrò finalmente in vacanza per qualche giorno. In un posto senza telefoni, possibilmente!Giorgio Sbrocco  

12
luglio


Elezioni Fir – Si voterà il 15 settembre? By Giorgio Sbrocco

Secondo il collega Duccio Fumero di Rugby 1823 si voterà il 15 settembre. Poco più di due mesi di campagna elettorale prima di scegliere il nome del successore di Giancarlo Dondi alla presidenza della Federazione italiana rugby. Mesi caldi, quest'anno caldissimi, tradizionalmente dedicati al riposo e alla ripresa degli allenamenti (già al lavoro Benetton e Zebre, entro luglio i club di Eccellenza) che, invece, i candidati e i loro grandi elettori impiegheranno per acquisire consensi e stringere alleanze. Da escludere momenti di confronto diretto all’americana, con i tre (Amore, Gavazzi, Zatta, in ordine alfabetico) candidati che “parleranno” per comunicati stampa, interviste e programmi dettagliati. E intanto il Coni dovrebbe trovare il tempo per (ben) definire le modalità statutarie in base alle quali scegliere e insediare il nuovo consiglio direttivo. Che sarà di 10 elementi, due dei qual in quota atleti e uno in rappresentanza dei tecnici. Il prossimo 20 luglio si riunirà (presieduto da Dondi) quello che dovrebbe/potrebbe essere l’ultimo consiglio federale pre-elezioni. All’odg: il nuovo statuto (scritto dal Coni) e la data delle consultazione.Giorgio Sbrocco

09
luglio


Elezioni Fir: Capitan Giova in campo con Gavazzi? “Veneto e Lombardia alleate per trainare del rugby italiano”. By Giorgio Sbrocco

Sarà Massimo Giovanelli l’arma segreta che il candidato Alfredo Gavazzi calerà a giorni sul tavolo della corsa alla presidenza della Fir? L’ex capitano della (grande) Nazionale di Georges Coste, attualmente direttore sportivo dei Crociati di Parma (Eccellenza, rosa tutta italiana) potrebbe entrare in consiglio federale in quota tecnici (lo statuto ne prevede uno) al fianco del candidato bresciano indicato dall’uscente Giancarlo Dondi come suo successore designato. Sentito dal collega Fabrizio Zupo per La Tribuna di Treviso, il diretto interessato a smentito qualsiasi tipo di contatto e di accordo su una sua possibile candidatura.  “Ma io credo - ha dichiarato - che sia arrivato il momento di un accordo fra Lombardia e Veneto: uniti per trainare il rugby azzurro. Bisogna creare percorsi di condivisione. C'è bisogno di mediazione, di riuscire a costruire; invece il rugby italiano ha sempre avuto una forte propensione a distruggere”. Giorgio Sbrocco

09
luglio


Elezioni Fir: Gianni Amore stasera a Udine per illustrare il suo programma. By Giorgio Sbrocco

Stasera Gianni Amore, candidato indipendente alla carica di presidente della federazione Italiana Rugby, attuale presidente del Comitato regionale siciliano, sarà a Udine (ore 178.30, sede Coni di via Longarone 28) per illustrare ai rappresentanti dei club friulani il suo programma. Fra i punti già anticipati da Amore, uno appare particolarmente interessante: la destinazione del 10% del bilancio federale ai club del campionato di Eccellenza. Una cifra che, euro più euro meno, dovrebbe portare nelle casse di ognuno dei 10 (o 12?) club iscritti circa 400mila euro. L’equivalente del contributo Erc per le coppe europee, circa il triplo dell’attuale contributo di mutualità che ricevono le sei compagini escluse dalla Amlin cup. Fra le altre proposte del candidato siciliano (con un passato rugbistico tutto milanese): il raddoppio delle Accademie federali under 18 (attualmente sono 3) e lo spostamento del Progetto Scuola (promozione del gioco e creazione di enti scolastici) dalle scuole medie alle elementari. Giorgio Sbrocco

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